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Comunicazioni generali

Mobilità. Cisl Lombardia contro deroga vincolo triennale. 11mila i posti vacanti

News da Orizzonte Scuola - 1 ora 30 min fa

Scrive su Repubblica Milano “Con la liberalizzazione dal 2017 di tutti i trasferimenti la scuola lombarda rischia di essere danneggiata da una visione miope che concepisce le regioni del nord come terra di passaggio. Sono già 11 mila i posti vacanti in Lombardia, una situazione che ora rischia di diventare più grave.

Un accordo che non è piaciuto neanche all’Assessore

regionale lombardo all’Istruzione

Valentina Aprea, che parla di “turismo dei docenti” e auspica, subito, nuovi concorsi.

Mobilità senza vincolo triennale. Aprea: “turismo dei docenti” ricadrà su alunni. Subito nuovi concorsi

Riforma prevede nuovi corsi abilitanti, ma per i docenti di ruolo. Vediamo perché

News da Orizzonte Scuola - 1 ora 33 min fa

Secondo quanto riporta l’articolo 4 comma 3, “sono organizzate specifiche attività formative riservate a docenti di ruolo in servizio che consentano di integrare la loro preparazione al fme di poter svolgere insegnamenti anche in classi disciplinari affini o di modificare la propria classe disciplinare di titolarità, sulla base delle norme e nei limiti previsti per la mobilità professionale.”

In pratica, i docenti di ruolo potranno accedere direttamente a tali “attività formative”, senza una selezione, e conseguire la possibilità di insegnare in classi di concorso affini.

Lo scopo è di poter essere utilizzati all’interno della scuola su altre classi di concorso o modificare la propria titolarità. Una opportunità per quanti voglionio cambiare insegnamento o nel caso di docenti soprannumerari che potrebbero mantenere il ruolo nella scuola di appartenenza.

Da quanto desumiamo, il conseguimento del titolo non porterà altro tipo di vantaggio, come ad esempio punteggi aggiuntivi.

Riscaldamento non funzionante: alunni a casa e insegnanti a scuola al freddo

News da Orizzonte Scuola - 1 ora 43 min fa

Non è specificato quale obbligo di servizio dovrebbero prestare in quelle ore i docenti, in assenza degli alunni delle rispettive classi. Solo una presenza, da certificare sul registro di classe e su quello elettronico, senza nei fatti poter svolgere la propria professione?

Certamente non si possono compensare le ore che l’insegnante dovrebbe dedicare all’insegnamento con altre attività, a meno che queste non siano programmate e concordate (ad es. l’organizzazione di una riunione di dipartimento), ma in linea generale l’attesa nella sala insegnanti fino al termine del proprio orario di servizio diventa frustrante, e in questo caso anche punitivo, dal momento che le condizioni di vivibilità nell’ambiente così come sono state ritenute non idonee per gli alunni, avrebbero dovuto essere prese in considerazione anche per gli insegnanti e per il personale ATA.

Ricordiamo l’ art. 1256 del cc: “il prestatore di lavoro è liberato dalla prestazione quando questa diventa impossibile”.

E l’impossibilità in questo caso è rappresentata dall’assenza – giustificata e preannunciata – da parte degli alunni.

Invitiamo le RSU delle scuole a dialogare con i Dirigenti Scolastici affinchè queste situazioni siano chiarite e gli insegnanti e il personale ATA siano posti nelle condizioni agevoli per svolgere il loro lavoro.

Immissioni in ruolo: graduatorie concorso in stand by per l’esito delle prove suppletive

News da Orizzonte Scuola - 1 ora 58 min fa

” Sono dichiarati vincitori i candidati utilmente collocati nella graduatoria nel limite massimo dei posti messi a bando maggiorati del 10%, ai sensi dell’art. 400, c. 15 del d.lgs. 297/1994 come modificato dall’art. 1, c. 113, lett. g della legge 107/2015.”

E la graduatoria, trascorsi i tempi necessari per i ricorsi, diventano definitive.

Ma in altre, come ad es. la graduatoria A023 è corredata dall’Avviso ” Si richiama l’attenzione sulla circostanza che, in relazione a tale classe di concorso, sussiste la presenza di ricorrenti ammessi, con provvedimenti giurisdizionali cautelari favorevoli, a sostenere prove suppletive”

Nulla è detto circa la collocazione (a pettine o in coda, in quanto non esistono indicazione nei bandi di concorso) degli eventuali vincitori, ma il problema esiste e gli USR cominciano ad adottare i provvedimenti consequenziali all’espletamento delle prove.

Naturalmente le prove suppletive non riguardano tutte le classi di concorso e tutte le regioni, e anche i candidati sono in numero differente a seconda le regioni. Concorso scuola docenti: elenchi candidati prove suppletive

Al momento il Ministero si è limitato a definire la timeline per l’espletamento delle prove, senza alcun riguardo ai risultati.

Concorso scuola docenti 2016: prove suppletive ad aprile 2017, si concluderanno entro giugno. Chi può partecipare.

Stipendio supplenti in ritardo e light, anche 800 euro in meno in tre mesi

News da Orizzonte Scuola - 2 ore 19 min fa

Il problema si ripresenta puntuale anche quest’anno, dopo le segnalazioni dello scorso anno. Per gli stipendi arretrati relativi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2016, alcuni supplenti si ritrovano con somme decurtate anche di 800 euro.

Il danno è procurato dal fatto che tali stipendi, pagati in ritardo, figurano come “arretrati”, una sorta di “straordinario”,

dai quali vengono escluse detrazioni e bonus di 80 euro

Il meccanismo era già stato spiegato lo scorso anno dal sindacato CISL

Le competenze, infatti – spiega la CISL – sono state assoggettate a tassazione separata , meccanismo che prende in considerazione il solo reddito medio percepito nei due anni precedenti, ma che esclude il riconoscimento delle detrazioni fiscali spettanti (sia quelle relative alla cosiddetta “ produzione del reddito ”, sia quelle spettanti per gli eventuali carichi familiari, sia quelle concernenti il “ bonus ” di € 80. Quest’ultimo, peraltro, attribuito dal Sistema in automatico così come previsto dalle Linee Guida “ NoiPA ”).

Ad essere danneggiati i supplenti temporanei con una retribuzione complessiva annua non superiore a € 8.000: costoro, infatti, con il riconoscimento delle detrazioni fiscali, sarebbero stati totalmente esenti dalla tassazione IRPeF.

Per i redditi a tassazione separata l’Agenzia delle Entrate procede autonomamente alla riliquidazione dell’imposta: a) in caso sia dovuta una imposta maggiore, provvede ad inviare apposito avviso di pagamento al contribuente; b) in caso le imposte dovute siano di ammontare inferiore a quanto trattenuto dal datore di lavoro (ad esempio qualora il lavoratore risulti esente da imposta), provvede ad effettuare il rimborso dell’eccedenza pagata, ma solo se il credito risulti superiore ad € 100.

La riliquidazione di cui sopra è effettuata a seguito di dichiarazione dei redditi.

Inutile al momento attendere una risoluzione della problematica da parte del Miur che neanche quest’anno riesce a garantire la puntualità nei pagamenti.

Leggi nel nostro forum Cedolini Dicembre 2016

Chiamata diretta docenti, oggi la proposta del Miur. Fedeli al banco di prova

News da Orizzonte Scuola - 2 ore 30 min fa

Nell‘intesa del 30 dicembre 2016 è scritto “Sono definiti in un accordo separato e parallelo, da sottoscrivere contestualmente al contratto sulla mobilità, procedure e modalità per l’assegnazione alle scuole dei docenti assegnati agli ambiti, sulla base di scelte che valorizzino il Collegio Docenti e le sue articolazioni, in un quadro di requisiti stabiliti a livello nazionale per assicurare imparzialità e trasparenza”

Sono dunque tre i punti fermi:

  • l’accordo sulla chiamata diretta è separato e parallelo e sarà sottoscritto contestualmente al contratto sulla mobilità. Dunque dovrà essere accettato dai sindacati perchè i testi siano firmati tutti
  • il Collegio Docenti dovrà avere voce in capitolo sull’argomento
  • i requisiti dovranno essere stabiliti a livello nazionale

Si tratta, ancor più che nell’intesa del 30 dicembre, il vero banco di prova per il Ministro Fedeli. Vanno in soffitta i superpoteri dei Presidi, così come concepiti dalla legge 107? Sembrerebbe di sì, se quanto stabilito finora ha suscitato la reazione dell’ANP, che ha dichiarato “sbagliato che non siano i Presidi a scegliere i docenti migliori”

Un’idea che non dispiace del tutto al Ministro Fedeli, che

insiste sui criteri, ma ribadisce il concetto ”Cercheremo criteri oggettivi con i quali, poi, il dirigente scolastico potrà scegliere i docenti”.

Un vero banco di prova, che darà la misura dell’equilibrio che il nuovo Ministro vuol dimostrare nel dirimere una delle parti più contestate (e anche utilizzate arbitrariamente da alcuni Dirigenti Scolastici) della legge 107/2015.

Supplenza con ora a disposizione e di ricevimento, obbligo e retribuzione

News da Orizzonte Scuola - 2 ore 48 min fa

Inoltre, non comprese nella supplenza, nell’orario della docente titolare, ci sono un’ora a disposizione e un’ora di ricevimento. Queste ultime verranno retribuite?

L’ora di ricevimento

Il cosiddetto “ricevimento dei genitori” in orario antimeridiano rientra, come da Contratto, fra gli adempimenti dovuti dal docente, ma tale adempimento si configura come un obbligo solo nel momento in cui il genitore manifesta la volontà di ottenere l’incontro.

Sarà solo in quel caso che il docente, anche previo appuntamento da concordare tramite i figli (cioè i propri allievi), incontrerà i genitori.

Naturalmente in questo caso l’ora non è retribuita, in quanto rientra nelle attività funzionali all’insegnamento, individuate dall’art. 29 del CCNL

“Tra gli adempimenti individuali dovuti [per i quali non è dunque previsto alcun compenso] rientrano le attività relative:

a) alla preparazione delle lezioni e delle esercitazioni;

b) alla correzione degli elaborati;

c) ai rapporti individuali con le famiglie”.

Questo significa che la prassi più corretta da seguire è quella di individuare per ciascun docente un’ora antimeridiana, da comunicare ai genitori, in cui il docente sia a disposizione per il colloquio individuale con le famiglie. Il colloquio va prenotato, altrimenti ild docente non ha l’obbligo di fermarsi a scuola in quell’ora, nè può essere impiegato in altre mansioni non retribuite, come ad es. supplenze.

Per maggiori chiarimenti Ricevimento genitori: anche se antimeridiana e deliberata, l’ora di ricevimento non è ritenuta un obbligo per i docenti

Il docente che accetta la supplenza dovrà rispettare tale impegno, se l’orario settimanale è già definitivo e, comprensivo dell’ora di ricevimento, è già stato comunicato alle famiglie.

L’ora a disposizione

Se si tratta di un’ora “buco”, creata da un orario settimanale imperfetto, infatti non è sempre possibile assicurare a tutti i docenti la presenza a scuola solo per il numero di ore contrattualizzate, nell’incastro tra le esigenze di ciascuno capita a volte di avere un intervallo tra una lezione in classe e l’altra, l’ora non va retribuita (a meno che la contrattazione di istituto non abbia deciso diversamente).

Se si tratta invece di un’ora offerta dal docente “a disposizione per eventuali supplenze”, l’ora sarà retribuita se vi sarà l’effettiva supplenza, a meno che anche in questo caso la contrattazione non abbia stabilito diversamente. In questo caso durante l’ora in questione non è possibile allontanarsi da scuola, poichè l’esigenza di servizio potrebbe intervenire anche nel corso dell’ora in questione.

Il docente che accetta la supplenza non deve necessariamente accettare anche tale ora a disposizione, che era stata volontariamente “offerta” dal titolare, ma che non costituisce obbligo contrattuale.

Discorso diverso invece se il titolare ha un orario cattedra inferiore a quello obbligatorio e dunque l’ora o le ore a disposizione rientrano nell’orario settimanale. Ne abbiamo parlato in

Cattedre con ore a disposizione: rientrano in orario obbligatorio e docente deve garantire presenza a scuola

Graduatoria interna istituto: sarà unificata nelle scuole dimensionate (IC e IIS) e unica per titolari su scuola e ambito. Cosa succederà

News da Orizzonte Scuola - 3 ore 5 min fa

Dal prossimo anno scolastico si prospettano, però, importanti novità che coinvolgono i docenti titolari su ambito e gli istituti scolastici dimensionati , costituiti con l’accorpamento di più sedi (IC) o indirizzi (IIS) anche in comuni diversi.

Per il prossimo anno, infatti, si parla di graduatoria unica.

Graduatoria unica che coinvolge i titolari su ambito con incarico triennale nella scuola e graduatoria unica che coinvolge gli IC e gli IIS.

Come prevede la normativa, ogni anno scolastico i dirigenti scolastici delle diverse scuole provvedono alla predisposizione e pubblicazione delle graduatorie interne di istituto entro 15 giorni successivi al termine fissato dall’Ordinanza Ministeriale per la presentazione della domanda di mobilità.

Allo scolpo di individuare gli insegnanti in soprannumero vengono presi in considerazione gli elementi della tabella di valutazione allegata al CCNI con le precisazioni concernenti i trasferimenti d’ufficio.

Ogni elemento valutabile deve essere documentato dagli interessati anche mediante autocertificazione.

I dirigenti scolastici formulano le predette graduatorie tenendo presente che devono essere valutati soltanto i titoli in possesso degli interessati entro il termine previsto per la presentazione della domanda di trasferimento.

In caso di contrazione nell’organico della scuola sarà dichiarato soprannumerario il docente collocato in coda nella graduatoria interna. A parità di condizioni e punteggio precede il docente con maggiore età anagrafica.

Per il prossimo anno scolastico si continuerà a parlare di organico dell’autonomia e le graduatorie interne comprenderanno indistintamente sia i docenti in servizio su cattedre di diritto, che i docenti in servizio sul potenziamento.

Nessuna distinzione verrà effettuata, inoltre, tra i docenti titolari nella scuola e i docenti in servizio nella scuola con incarico triennale, ma titolari nell’ambito territoriale del quale la scuola fa parte.

Per ogni classe di concorso verranno predisposte graduatorie uniche nelle quali i docenti saranno, quindi, inseriti , senza distinzione tra titolari di scuola o di ambito.

L’unificazione della graduatoria interna riguarda anche gli IC e gli IIS che fino al corrente anno scolastico avevano graduatorie distinte per i diversi plessi della Secondaria I grado negli IC e per i diversi indirizzi (Liceo o IT o IP) negli IIS.

I docenti dei diversi indirizzi di un IIS, che nel corrente anno scolastico risultano titolari in uno specifico indirizzo, con l’unificazione della graduatoria risulteranno titolari non più nel Liceo , nell’IT o nell’IP, ma nell’IIS nella sua interezza e saranno inseriti in graduatoria con tutti gli altri docenti della stessa classe di concorso.

Stesso discorso deve essere fatto per i docenti della scuola Secondaria I grado dislocata in diversi plessi facenti parte di un unico IC.

I docenti degli Istituti di Istruzione Superiore e degli Istituti Comprensivi saranno, quindi, coinvolti in automatico nell’unificazione delle graduatorie interne anche se non presentano alcuna domanda di trasferimento.

La graduatoria sarà costituita in base ai punteggi la cui valutazione rimarrà invariata rispetto al corrente anno scolastico.

L’individuazione dei soprannumerari verrà fatta in base alla posizione che il docente occupa nella graduatoria unificata.

Gli stessi criteri per l’individuazione del perdente posto restano invariati e i docenti ultimi arrivati nella scuola, quindi, nel caso in esame, giunti nell’anno scolastico 2016/17, indipendentemente dal punteggio, saranno collocati in coda alla graduatoria e saranno i primi ad essere individuati come soprannumerari nel caso di contrazione nell’organico.

In base a ciò che prevede la normativa in vigore per il corrente anno scolastico (art.20 comma 9 del CCNI 2016/17) che, come indicato, sarà confermata anche per il 2017/18, per le situazioni di soprannumero relative all’organico determinato per l’anno scolastico in cui sono disposti i trasferimenti, nel caso di concorrenza tra più insegnanti di ruolo nella stessa scuola o istituto, gli insegnanti medesimi sono da considerare in soprannumero, ai fini del trasferimento d’ufficio, nel seguente ordine:

1. docenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato entrati a far parte dell’organico con decorrenza dal precedente primo settembre per mobilità a domanda volontaria;

2. docenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato entrati a far parte dell’organico dagli anni scolastici precedenti quello di cui al punto sopra, ovvero dal precedente primo settembre per mobilità d’ufficio o a domanda condizionata, ancorché soddisfatti in una delle preferenze espresse.

Riteniamo utile chiarire che il personale docente trasferito d’ufficio senza aver presentato domanda o a domanda condizionata che rientra nell’ottennio nella scuola di precedente titolarità, è da considerare come titolare nella scuola dagli anni scolastici precedenti.

Si considera invece come trasferito a domanda volontaria il personale docente perdente posto che, nel corso dell’ottennio, pur avendo richiesto la scuola di precedente titolarità come prima preferenza è soddisfatto per altre preferenze.

Queste novità saranno causa di notevoli cambiamenti nelle graduatorie interne di istituto e avranno sicuramente conseguenze per i docenti coinvolti, conseguenze che potranno essere sia positive che negative e, come tali, determineranno ovviamente reazioni contrapposte a seconda del beneficio o della penalizzazione che la graduatoria unificata comporterà per loro.

Molte sono le richieste di chiarimenti che arrivano in redazione. Una parte dei docenti risulta allarmata mentre un’altra parte manifesta la sua speranza che questa disposizione venga concretizzata.

Come sempre non tutti i docenti saranno soddisfatti.

Come sempre si evidenziano i pro e i contro di decisioni che comportano importanti conseguenze sulla vita professionale dei docenti.

Riteniamo utile e importante chiarire che, in presenza di errori nell’attribuzione del punteggio nella graduatoria interna di istituto redatta dal dirigente scolastico o il mancato riconoscimento di eventuali diritti di precedenza o di esclusione dalla graduatoria, è possibile presentare motivato reclamo entro 10 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie medesime. I reclami sono esaminati con l’adozione degli eventuali provvedimenti correttivi degli atti contestati entro i successivi 10 giorni.

Consigliamo, quindi, a tutti i docenti, di controllare accuratamente la graduatoria interna subito dopo la sua pubblicazione in modo tale da segnalare tempestivamente eventuali errori che potrebbero determinare, per loro, una grave penalizzazione

Tutto sulla mobilità

Concorso a cattedra, se non lo vinci entri in soprannumero con un test dell’Università. Precedenza ai docenti delle paritarie

News da Orizzonte Scuola - 3 ore 10 min fa

Lo schema di decreto si occupa di scuole paritarie all’articolo 15 “Docenti e insegnanti tecnico-pratici su posto comune”, sebbene il titolo del medesimo non indichi che si parli di scuole paritarie.

Facciamo una breve premessa necessaria al tema oggetto della presenta scheda e relativa al nuovo sistema di formazione e reclutamento dei docenti della scuola secondaria. Tale sistema prevede che per diventare docenti si debba svolgere un concorso , dopo il quale i vincitori verranno assunti con un contratto triennale di formazione e tirocinio, per accedere, infine, al ruolo. Nel corso del primo anno di contratto, gli aspiranti docenti dovranno conseguire un diploma di specializzazione per l’insegnamento secondario, necessario per essere ammessi al secondo anno. Nel secondo e terzo anno, poi, i docenti completano la loro formazione e acquisiscono gradualmente la funzione docente, svolgendo anche supplenze brevi (II anno) e incarichi annuali (III anno).

Il diploma di specializzazione suddetto sarà necessario anche per insegnare presso le scuole secondarie paritarie, novità questa introdotta dalla legge n. 107/2015 e dallo schema di decreto in questione.

L’articolo 15 comma 1 dello schema di decreto, infatti, prevede:

“Nelle scuole secondarie paritarie insegnano su posto comune, con contratto di docenza a tempo determinato o indeterminato, coloro che sono in possesso del diploma di specializzazione di cui all’articolo 9, comma l, nella classe di concorso relativa all’insegnamento, ovvero coloro che sono iscritti al relativo corso di specializzazione, fermo restando il conseguimento del diploma di specializzazione entro un triennio dall’immatricolazione al corso.”

Per insegnare presso le scuole secondarie paritarie, dunque, è necessario il diploma di specializzazione per l’insegnamento secondario, che si consegue in seguito al superamento del concorso e alla frequenza dell’apposito percorso formativo. Anche in assenza del diploma, è possibile accedere all’insegnamento presso dette scuole a condizione di essere iscritti al percorso di specializzazione (finalizzato al conseguimento del medesimo diploma) e a condizione che si consegua il diploma, entro il triennio dall’immatricolazione al corso.

Il diploma può essere conseguito non solo dai vincitori della selezione concorsuale, ma anche da coloro i quali non hanno partecipato o superato il concorso, come indica l’art. 15 comma 2 dello schema di decreto. Secondo quest’ultimo, infatti, ai percorsi di specializzazione possono iscriversi, secondo una graduatoria stabilita sulla base di un test di accesso, anche coloro i quali non hanno partecipato o superato il concorso, fermo restando i requisiti richiesti per l’accesso a quest’ultimo (articolo 5 commi 1 e 2 dello schema di decreto).

Il nuovo titolo necessario per insegnare presso le scuole paritarie e le modalità di conseguimento del diploma di specializzazione sono espressamente previsti dalla legge 107/2015. Lo schema di decreto aggiunge un’ulteriore novità, come leggiamo sempre all’articolo 15 comma 2:

“È considerato titolo prioritario per l’ammissione al corso di specializzazione essere titolari di un contratto triennale retribuito di docenza presso una scuola paritaria.”

La norma per l’iscrizione ai percorsi di specializzazione, finalizzati al conseguimento del diploma per l’insegnamento secondario, dunque, prevede la priorità per i docenti che insegnano presso una scuola paritaria con un contratto triennale.

L’iscrizione ai corsi (articolo 15/3) è in soprannumero rispetto ai vincitori di concorso:

“Fermi restando i limiti derivanti dall’offerta formativa delle università e delle istituzioni dell ‘alta formazione artistica, musicale e coreutica e dalla sostenibilità, l’iscrizione ai percorsi  di specializzazione avviene in sovrannumero rispetto ai vincitori del concorso di cui  all’articolo 3, sulla base della determinazione del fabbisogno e dell’autorizzazione da parte del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.”

Concorso a cattedra, prossime selezioni: necessaria certificazione linguistica B2, 3 prove (4 per sostegno). Come si accede

Cangemi (PCI): deleghe del governo, il Jobs act a scuola

Istruzione e formazione professionale in ascesa, un milione di euro al Molise

News da Orizzonte Scuola - 3 ore 51 min fa

Il finanziamento riconosciuto è ripartito in base al numero degli iscritti e qualificati, nelle agenzie formative accreditate (80%), negli istituti professionali (6) e nel nuovo sistema formativo “duale” (14%) che prevede almeno il 40% di ore di attività svolte in azienda.

Il numero dei qualificati a livello regionale nel settore della IeFP ha avuto una crescita esponenziale passando nel corso del triennio da 99 alunni, dato riferito all’anno scolastico 2012-13, a 372 alunni nell’ anno scolastico 2013-14, a 719 alunni (a.s. 2015-16).

Maltempo. Elenco dei comuni che terranno le scuole chiuse oggi

News da Orizzonte Scuola - 4 ore 2 min fa

L’elenco potrebbe essere incompleto, pertanto meglio informarsi presso il proprio comune.

In Abruzzo: Teramo, Pescara (chiuse solo le scuole superiori fino a mercoledì 25 compreso)
In Calabria: Roccella Jonica, Badolato, Girifalco, Montepaone, Serra San Bruno, Gasperina, Locri
In Sicilia : Sciacca

Maltempo. A Nuoro riaprono le scuole

News da Orizzonte Scuola - 4 ore 8 min fa

L’assessore ai lavori Pubblici, che con lo staff tecnico del Comune ha ispezionato oggi tutti i 27 istituti scolastici cittadini, ha dato responso positivo alla riapertura delle scuole.

“Ci sono state infiltrazioni d’acqua in diversi istituti – ha detto l’assessore – rami e alberi pericolanti nel cortile, cose che abbiamo provveduto a bonificare, ma nessun danno strutturale che possa precludere la ripresa delle attività scolastica. Per ora abbiamo effettuato degli interventi tampone ma pian piano interverremmo per risanare tutti gli edifici con interventi più importanti.”

Educazione sessuale. A Genova i genitori di quinta e delle medie protestano

News da Orizzonte Scuola - 4 ore 12 min fa

Secondo i genitori, la pubblicazione ha “toni e immagini più appropriate a un pubblico adulto che non a bambini di quinta elementare”. Il testo ha il titolo ‘Piselli e farfalline: sono più belli i maschi o le bambine’.

“Se le denunce dei genitori saranno confermate – scrivono – saremmo davanti a un episodio grave perché non ha visto il coinvolgimento preventivo delle famiglie che sarebbero state informate dell’iniziativa direttamente dai propri figli, a consegna dell’opuscolo avvenuta”.

Mobilità: passaggio di ruolo e cattedra, titolarità, termini presentazione domanda

News da Orizzonte Scuola - 5 ore 14 min fa

Passaggio di ruolo : chiarimenti sulla domanda e sulle “conseguenze” per il docente che ottiene il movimento

Cinzia – Sono entrata di ruolo in fase 0 lo scorso a.s. 2015/16, nella scuola secondaria di primo grado. Mi piacerebbe chiedere il passaggio di ruolo nelle scuole secondarie superiori,  so che posso farlo già quest’anno scolastico 2016/17 ma ho alcuni dubbi che spero tu voglia chiarirmi:

Passaggio di ruolo dal II grado al I grado: il docente deve svolgere anno di prova nel nuovo ruolo di appartenenza

Michela – Volevo un chiarimento sulla mia situazione, sono una docente in ruolo nelle scuole superiori  dall’anno scolastico 2000/2001 e quest’anno vorrei chiedere un passaggio di ruolo dalle superiori alle scuole medie; il mio dubbio è se devo fare ancora l’anno di formazione. Grazie infinite per il tempo dedicatomi e per il ruolo importantissimo che svolgi per noi docenti

Mobilità 2017: chi richiede trasferimento e passaggio invierà due distinte domande

Docente – Carissimi esperti di OS, sono interessata ad effettuare, per quest’anno, sia il passaggio di cattedra sia quello interprovinciale. Sará possibile richiedere entrambi gli spostamenti? Occorrerà produrre due moduli di domanda diversi? Grazie.

Mobilità 2017/18: per i termini di presentazione della domanda bisogna aspettare l’ordinanza ministeriale

G.M. – Sono titolare da più di cinque anni su posto di sostegno e vorrei passare alle mie materie, matematica e scienze. Sapreste dirmi la tempistica per la domanda? Grazie.

Passaggio di ruolo ottenuto da I grado a II grado: per movimento in altre classi di concorso del II grado bisogna chiedere passaggio cattedra

Marco – Nell’a.s. 2016/2017, nella fase A, ho ottenuto passaggio di ruolo dalla 0/43 alla 0/50 e adesso ho iniziato l’anno di prova e formazione, essendo io stesso equiparato a un neoassunto, in base alla Nota Prot. N.36167 del 5/11/2015.

Mobilità docenti 2017, sarà titolare su ambito territoriale chi lo sceglierà nella domanda

Antonella – Sono un’insegnante di lettere in ruolo dal 2012, vorrei sapere se facendo domanda di trasferimento quest’anno, posso chiederlo su scuola o finisco nell’ambito. Inoltre, se non trovassi posto in quella scuola, rimarrei titolare dove sono attualmente? Grazie!

risposta – gent.ma Antonella, la risposta al tuo quesito dipenderà da come compilerai la domanda. Fermo restando che tutte le indicazioni saranno contenute nel contratto che Miur e sindacati si apprestano a firmare la prossima settimana e che poi sarà inviato alla Funzione Pubblica per il necessario vaglio, i punti fermi che conosciamo fino a questo momento sono:

Chiedilo a Lalla

Centemero (FI), tagliare bonus studenti e borse di studio del governo Renzi

News da Orizzonte Scuola - Lun, 23/01/2017 - 17:37

“Il bonus cultura – prosegue – è slegato dal percorso formativo dei giovani, mentre la mancanza di criteri oggettivi per l’assegnazione delle borse studio non rispetta il principio di valorizzazione del merito e rischia di penalizzare le studentesse e gli studenti migliori. I due interventi, che hanno un costo di 306 milioni di euro, non sono stati inseriti in manovra per sostenere il diritto allo studio, ma solo per distribuire promesse di denaro in vista del referendum costituzionale. Quel progetto è fallito, e queste misure estemporanee vanno eliminate”, conclude.

Anief, graduatorie precari sbagliate e da rifare: la linea del Miur frana davanti ai giudici

News da Orizzonte Scuola - Lun, 23/01/2017 - 17:29

A favore dei diplomati magistrali esclusi, si sono posti i Tribunali di Rieti e di Nocera Inferiore; il Tar del Lazio ha dato ragione, poi, ai docenti illegittimamente inseriti in quarta fascia nel 2012. Via libera al reinserimento nelle liste di attesa provinciale da parte del tribunale di Napoli.

Chi fosse interessato a impugnare il trattamento iniquo, subito dall’amministrazione scolastica sulle GaE, può consultare la “sezione ricorsi” sul sito internet Anief.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non è un caso se dal conto annuale, pubblicato in queste ore dalla Ragioneria generale dello Stato, risulti che tre precari su quattro della pubblica amministrazione appartengono alla Scuola: si tratta di oltre 100mila docenti e 40mila Ata, che continuano a essere osteggiati per completare il loro naturale processo di stabilizzazione: tuttavia, se in un altro Paese moderno europeo tutto questo sarebbe stato favorito, come indicato dalla stessa UE, nella nostra Penisola tale processo continua a essere osteggiato. Se questo Governo, come ha dichiarato, vuole davvero voltare pagina sul fronte dei supplenti condannati a tale vita, colga dunque l’occasione per permettere da subito l’aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento, in contemporanea a quelle d’Istituto, il cui aggiornamento è previsto nella prossima primavera.
È tutto sbagliato, è tutto da rifare: torna alla mente la frase tipica di Gino Bartali, uno degli atleti che hanno fatto la storia del ciclismo italiano, nel commentare la gestione delle Graduatorie ad esaurimento dei precari della scuola: anche questi ultimi, per colpa di un’amministrazione allergica alle soluzioni di buon senso, hanno dovuto scalare a loro modo delle montagne per il riconoscimento dei propri diritti. Ora, però, i fatti gli stanno dando finalmente ragione. Negli ultimi giorni, infatti, una serie di sentenze emesse dai tribunali ha stabilito la poca lungimiranza con cui siano state allestite e si sia bloccato l’accesso nelle GaE a chi, invece, ne avesse pieno diritto.

A iniziare da coloro che sono in possesso del diploma magistrale: un titolo senza ombra di dubbio abilitante all’insegnamento, ma non per il Miur. Stavolta a “ricordarlo” all’amministrazione è stato il Tribunale del Lavoro di Rieti, che si è espresso in via definitiva sul diritto di tale tipologia di docenti (oltre 50mila in tutta Italia) a ottenere il riconoscimento nelle GaE, utile sia per accedere alle supplenze di lunga durata, sia per l’immissione in ruolo sul 50 per cento dei posti disponibili: il giudice ha disposto, quindi, la condanna del Ministero dell’Istruzione a permettere ai docenti la produzione della domanda di inserimento in GaE e a provvedere al loro inserimento con il corretto computo del servizio e dei titoli effettivamente posseduti.

Una sentenza dello stesso tenore è giunta dal Tribunale del Lavoro di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, dove a una docente con lo stesso titolo il Miur aveva negato il diritto alla partecipazione al piano straordinario di immissioni in ruolo decretato dalla Legge 107/2015: il tutto è avvenuto nonostante la favorevole sentenza del Consiglio di Stato che già aveva sancito il suo pieno inserimento in GaE, a far data dalla prima pubblicazione delle stesse, avvenuta all’atto dell’aggiornamento 2014. La stessa docente, peraltro in possesso di diritto al collocamento mirato con riserva del posto in base alla Legge 68/99, aveva subito per anni il “veto” dell’amministrazione che la escludeva dalla possibilità di inserimento: ci ha pensato, però, il giudice del lavoro a ristabilire la legalità, dichiarando lecita la domanda della ricorrente all’immissione in ruolo nella prima provincia indicata, avendo dimostrato l’avvenuta immissione in ruolo di candidati in possesso di minor punteggio e non destinatari di diritti alla cosiddetta “riserva del posto” per le categorie protette.

A smontare le GaE ci ha pensato anche il Tar del Lazio che, con una sentenza prima in assoluto nel suo genere, è destinata a segnare la storia di queste graduatorie e dei docenti illegittimamente inseriti in quarta fascia nel 2012, senza possibilità di passaggio nella corrispondente terza fascia all’atto dell’aggiornamento 2014. Per il Tar del Lazio, infatti, una volta ottenuto il requisito di ammissione nelle Graduatorie d’interesse, “l’unico criterio di graduazione è quello che discende dalla valutazione dei titoli al fine di individuare i più capaci e meritevoli, non essendo il momento di conseguimento dei requisiti di ammissione utile a individuare i soggetti più capaci e meritevoli”.

Sempre per il tribunale laziale, “i requisiti per accedere all’insegnamento sono costituiti soltanto dal titolo di studio specificatamente richiesto e dal titolo di abilitazione allo specifico insegnamento, avendo il possesso di ogni altro titolo soltanto valore al fine di determinare il maggiore o minor merito, è evidente che la collocazione dei soggetti, che hanno conseguito i requisiti di accesso successivamente, in posizione comunque deteriore, quali che siano i titoli valutati, rispetto ai soggetti che li hanno conseguito precedentemente, viola il principio costituzionale che garantisce l’accesso ai pubblici uffici a tutti coloro che ne hanno titolo, indipendentemente dal momento in cui l’hanno conseguito”. Di conseguenza, “non si poteva distinguere la graduatoria in fasce e non potevano porsi in posizione deteriore soggetti aventi maggior punteggio rispetto a soggetti che con un punteggio inferiore sono stati collocati in fasce precedenti, sia perché non è disposto dalla L. 124/99, che così viene ad essere violata, sia perché in contrasto con i principi costituzionali”. Per questi motivi, Anief avvierà appositi ricorsi, per tutti coloro i quali abbiano mancato l’immissione in ruolo a causa dell’illegittima collocazione in IV fascia.

Lo stesso giovane sindacato autonomo ha ottenuto una piena vittoria per il diritto al reinserimento di chi era stato depennato dalle GaE nel 2009, per mancata presentazione della domanda di aggiornamento, dopo che il Miur aveva negato loro, nonostante la domanda di reinserimento presentata per tempo nel 2014, la possibilità di essere nuovamente inserito nelle graduatorie d’interesse: anche in questo caso, il Tribunale del Lavoro di Napoli ha condannato senza riserve il Ministero all’immediato reinserimento di un docente cancellato e al pagamento delle spese di soccombenza, “con il recupero del punteggio maturato all’atto della cancellazione”.

“Le risposte che stanno dando i giudici – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – confermano che non è un caso se dal conto annuale pubblicato in queste ore dalla Ragioneria generale dello Stato risulti che tre precari su quattro della pubblica amministrazione appartengono alla Scuola: si tratta di oltre 100mila docenti e 40mila Ata, che continuano a essere osteggiati per completare il loro naturale processo di stabilizzazione. Tuttavia, se in un altro Paese moderno europeo tutto questo sarebbe stato favorito, come indicato dalla stessa UE, nella nostra Penisola tale processo continua a essere osteggiato”.

“Se questo Governo, come ha dichiarato, vuole davvero voltare pagina sul fronte dei supplenti condannati a tale vita, colga dunque l’occasione per permettere da subito l’aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento, in contemporanea a quelle d’Istituto, il cui aggiornamento è previsto nella prossima primavera. Disallineare questa ‘finestra’ comporterebbe ulteriori pasticci che il nostro sindacato si impegna, sin da oggi, a contrastare presentando ricorso motivato in tribunale”, conclude Pacifico.

Anief ricorda che, per i docenti destinatari di favorevole e definitiva sentenza del Consiglio di Stato, è ancora possibile ricorrere in caso la propria domanda cartacea di partecipazione al piano straordinario di immissioni in ruolo, decretato con la Legge 107/2015, non abbia avuto seguito. Per ulteriori informazioni, clicca qui.

Migranti. Bagnasco, cittadinanza a minori a fine ciclo della scuola

News da Orizzonte Scuola - Lun, 23/01/2017 - 17:16

Lo ha evidenziato il Presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, nella prolusione al Consiglio Episcopale Permanente, aggiungendo che “in questa prospettiva, diventa importante sia il riconoscimento della cittadinanza ai minori che hanno conseguito il primo ciclo scolastico, sia la possibilità di affidare i minori non accompagnati a case famiglia: le centinaia di esperienze promosse nelle nostre parrocchie costituiscono una conferma circa la direzione su cui andare”.

M5S, basta discriminazioni per i docenti-educatori

News da Orizzonte Scuola - Lun, 23/01/2017 - 17:05

 Una condizione di inaccettabile discriminazione, portata al limite dalla riforma della scuola renziana, che li ha esclusi dal piano assunzioni e ha negato loro l’accesso all’ultimo concorso. Una situazione incomprensibile, oltre che illegittima, su cui chiediamo al governo di intervenire”. Lo afferma la senatrice M5S Manuela Serra, che ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione.

“Nonostante l’abilitazione del personale educativo sia equiparabile a quella per l’insegnamento nella scuola primaria – continua -, i docenti educatori continuano a essere trattati come insegnanti di serie B. Anche la normativa di settore, il contratto collettivo nazionale e la giurisprudenza amministrativa li collocano in una situazione equiparabile a quella degli altri insegnanti, ma nonostante questo non godono degli stessi diritti e sono relegati a svolgere un ruolo depotenziato rispetto alle loro competenze. Per loro niente assunzioni, niente concorso, niente bonus di 500 euro per l’aggiornamento professionale e niente mobilità per il passaggio di ruolo nella scuola primaria, anche se il percorso inverso invece è consentito. Sono evidenti le conseguenze sul piano professionale ed umano che questi docenti subiscono da anni; le soluzioni ci sono, ma inspiegabilmente  tardano ad arrivare” conclude.

Formazione, in FVG 6000 ore di orientamento educativo nel 2017

News da Orizzonte Scuola - Lun, 23/01/2017 - 17:00

“La programmazione – ha affermato l’assessore a Formazione e Istruzione del Friuli Venezia Giulia, Loredana Panariti – consentirà a 41 realtà scolastiche (scuole primarie e secondarie di primo grado) di usufruire di percorsi di orientamento i cui destinatari sono studenti fino ai 15 anni d’età. Altri 63 istituti scolastici, tra scuole secondarie di secondo grado ed enti di formazione professionale, potranno invece offrire opportunità di orientamento educativo a studenti sopra i 15 anni d’età”.

Nell’ambito delle risorse del Fondo sociale europeo (Fse) 2014-20, la Regione promuove e sostiene percorsi di orientamento educativo presso gli istituti scolastici e gli enti formativi del territorio regionale i cui destinatari sono giovani studenti di scuola secondaria di II grado e di I grado (in uscita) e allievi della formazione professionale. Inoltre, grazie all’utilizzo di fondi regionali, alcuni percorsi sono dedicati a giovani di età inferiore ai 15 anni (scuole primarie e secondarie di I grado), per la promozione di un intervento di orientamento di tipo precoce.

Il Catalogo dell’offerta orientativa è diviso in tre macro aree di contenuto. La prima riguarda il benessere a scuola e offre percorsi per la prevenzione della dispersione scolastica e per aumentare le probabilità di successo scolastico, per valorizzare il merito e i talenti degli studenti.

La seconda macro area attiene il supporto alle transizioni e per questa tipologia vengono proposti percorsi a supporto dei passaggi tra cicli scolastici ad esempio tra la scuola o la formazione professionale verso il lavoro o la formazione superiore. In questa macro area trovano spazio anche seminari formativi tematici da realizzarsi in Azienda attraverso visite di scoperta economica.

Infine, la macro area della scuola inclusiva propone percorsi di orientamento sviluppati con modalità idonee a sostenere le eventuali difficoltà e problematiche proprie degli studenti di origine straniera.

Tutte le tre macro aree prevedono anche percorsi di preparazione professionale per gli operatori e i docenti che hanno una durata variabile dalle 10 alle 30 ore e possono essere realizzati in orario curricolare e/o extracurricolare a scelta della scuola e sono disponibili in lingua italiana e slovena.

L’attuazione delle azioni previste dal Catalogo viene curata dall’associazione temporanea AT EFFE.PI. Orientamento 2015-18, individuata dalla Regione e composta da enti di formazione professionale accreditati.

Edilizia scolastica. Inaugurata una nuova scuola in provincia di Savona

News da Orizzonte Scuola - Lun, 23/01/2017 - 16:51

L’intervento è durato cinque anni ed è stato finanziato per oltre la metà della spesa dalla Regione. Il nuovo complesso, già in funzione, dispone di 800 metri quadri, quattro aule, una sala mensa e una cucina, ambienti ludici interni ed esterni, spazi amministrativi e tecnici adeguati alle esigenze di una scuola comprensoriale. Il costo totale è stato di 1.467.000 euro di cui 1.218.000 euro per la realizzazione dell’edificio, 223.000 per la realizzazione delle aree esterne e 36.000 per completare gli arredi e gli allestimenti. L’edificio è stato inizialmente finanziato con i fondi europei della programmazione 2007/2013 e con un contributo regionale di 600mila euro. Per il completamento dell’opera e l’abbattimento delle barriere architettoniche erano necessarie ulteriori risorse che sono state finanziate con un mutuo BEI (Banca Europea degli investimenti, fondi statali) a dicembre 2015. Il costo complessivo di questo ulteriore intervento è stato di 256mila euro, di cui circa 205mila stanziati dalla Regione Liguria.

Nel dettaglio, il completamento realizzato in un anno (da dicembre 2015 a dicembre 2016) ha riguardato le opere esterne (parcheggi, muri di recinzione, cancelli e altro), l’ampio terrazzo esterno al primo piano e l’adeguamento alle norme sulle barriere architettoniche per ottenere il requisito di piena accessibilità per tutta la struttura.

“Opere come queste – ha sottolineato l’assessore regionale all’Urbanistica, Marco Scajola -sono necessarie e urgenti per il nostro territorio: l’ottanta per cento delle scuole liguri sono state costruite prima del 1974, vanno rinnovate e adeguate alle normative antisismiche”.

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