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Comunicazioni generali

Mobilità 2017, non sono presenti tutti i comuni per richiedere il ricongiungimento familiare: perché? Risponde la faq del MIUR

News da Orizzonte Scuola - Sab, 29/04/2017 - 19:44

D. Perché nel menù a tendina nel caso di scelta del comune per il ricongiungimento ad un familiare (o per cura) non sono presenti tutti i comuni?

R. Nel caso di ricongiungimento (o di cura), nel menù a tendina non è presente il comune dove si registra l’esigenza familiare qualora non vi siano istituzioni scolastiche richiedibili (cioè che non comprendano l’insegnamento del richiedente o sedi di organico) ovvero per il personale educativo, istituzioni educative richiedibili. Secondo il CCNI allegato 2 nota (6), in tal caso il punteggio sarà attribuito per tutte le scuole ovvero istituzioni educative del comune più vicino, oppure per il comune sede dell’istituzione scolastica che abbia un plesso nel comune di residenza del familiare (o di cura).
Per usufruire del punteggio aggiuntivo il docente deve quindi indicare nell’istanza il comune più vicino o quello del plesso sede.

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Il lavoro nobilita l’uomo. Lettera

News da Orizzonte Scuola - Sab, 29/04/2017 - 18:24

La sua importanza è così elevata da essere universalmente riconosciuta. Il lavoro è fondamentale, lo sancisce anche la nostra Costituzione nell’Art.1, indispensabile, necessario. Senza lavoro c’è il nulla.
Cosa accade dunque, quando questo diritto ampiamente esercitato da alcuni cittadini non viene riconosciuto dalla Res Publica che dovrebbe tutelarlo?
La legge n. 62 del 2000 sancisce la pari dignità tra le istituzioni scolastiche statali e non statali, dignità e parità che, inevitabilmente, dovrebbero essere riconosciute ai docenti che hanno prestato servizio all’interno di questi istituti.
La ripetuta esclusione dai CCNI di mobilità, nella parte relativa alle Note Comuni, del servizio prestato nelle scuole paritarie, palesemente in contrasto con una legge nazionale e con i principi comunitari di non discriminazione e di parità di trattamento, ha convinto alcuni docenti di ogni ordine e grado di varie regioni ad autotutelarsi, associandosi in un Comitato, che possa rivendicare il riconoscimento dei mancati diritti lavorativi.
È bene ricordare infatti che nella gerarchia delle fonti, la contrattazione collettiva assume una posizione intermedia, al di sopra della quale si trovano la legge, la Costituzione, le norme di diritto internazionale, i regolamenti e le direttive comunitarie dispositive.
Il nostro Legislatore ha previsto che il contratto collettivo nazionale possa contenere delle deroghe alle disposizioni di legge a condizione, però, che esse siano più favorevoli per il lavoratore.
Non mi pare che i vari CCNI abbiano applicato la c.d. derogabilità in melius anzi, con l’avvento della L.107/2015 non si è fatto altro che avvallare la disparità di trattamento tra soggetti che svolgono uno stesso lavoro.
L’Italia ancora una volta è il fanalino di coda nell’ ottemperare alle direttive di un’Europa, che fa della sussidiarietà il suo principio cardine.
Che venga dunque rispettato in toto il principio di non discriminazione, formatosi intorno alle sentenze relative alla direttiva europea 70/99 !
Il nascente Comitato per il riconoscimento del servizio pre-ruolo svolto nella scuola paritaria, coadiuvato dall’intrepido avv. Angela Maria Fasano di Palermo, è ben determinato a far valere le sue ragioni innanzi a qualunque autorità giudiziaria, sia italiana che sovranazionale.

Filomena Pinca

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La Toscana finanzia 900 mila euro per trasporto e assistenza studenti disabili delle superiori

News da Orizzonte Scuola - Sab, 29/04/2017 - 18:17

Una delibera approvata dalla giunta in una delle ultime sedute ripartisce le risorse fra province e città metropolitana.

Le risorse, come già negli scorsi anni, sono assegnate in modo proporzionale alla presenza di studenti disabili iscritti alle scuole secondarie di secondo grado e si affiancano, come sempre, anche a fondi statali.

Gli studenti disabili iscritti alle scuole secondarie di secondo grado in Toscana sono, secondo dati dell’Ufficio scolastico regionale, 4.976.

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Riforme, Orlando: se segretario eliminero’ storture ‘buona scuola

News da Orizzonte Scuola - Sab, 29/04/2017 - 18:07

“In queste primarie – spiega – ho incontrato tanti docenti della nostra Scuola pubblica. Ho ascoltato, compreso, immaginato correzioni alla 107. Tutto quello che avrebbe dovuto fare il Pd prima dell’approvazione della Buona Scuola e non ha fatto. Per questo con i deputati che mi sostengono, stiamo lavorando a piu’ emendamenti alla Manovra che prevedano – spiega – da un lato un Piano nazionale e dall’altro un Potenziamento assunzionale per le maestre dell’Infanzia presenti nella Gae, un rimedio agli errori dell’algoritmo per riportare vicino casa i docenti ingiustamente penalizzati, penso a quelli della fase B, e un percorso che valorizzi ulteriormente l’esperienza di quelle migliaia di precari di seconda fascia che contribuiscono ancora oggi in maniera determinante al funzionamento del nostro sistema di istruzione”, conclude Orlando.

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Violazione scadenze da parte del MIUR. Lettera

News da Orizzonte Scuola - Sab, 29/04/2017 - 17:41

Sapendo della scadenza fissata al 28 aprile per l’autocertificazione presso la segreteria della mia scuola delle spese per corsi di formazione sostenute prima del 30 novembre 2016, ho fatto acceso nella giornata di ieri al mio profilo della Carte del Docente e ho scoperto che la funzione che consente la stampa del modello di autocertificazione non era più reperibile sul sito. Ho chiamato il numero dell’assistenza. Il funzionario con cui ho parlato al telefono mi ha detto che dal 26 maggio la funzione era stata disabilitata.
Non è giusto, visto che la scadenza era stata fissata fino al 28 aprile.
Perché è stata disabilitata prima?

Ho scritto all’Ufficio Relazioni con il Pubblico del MIUR senza – ovviamente – ricevere risposta alcuna.
Pertanto, pure con due giorni ancora disponibili prima della scadenza, non ho potuto scaricare il mio modello di autocertificazione e precedere alla richiesta di rimborso presso la mia segreteria.

Il fatto contravviene alla legge, che stabiliva la scadenza in modo inequivocabile. Ennesima prepotenza della macchina ministeriale.

Daniele Sini

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Affascinante quello che ha detto il Papa sull’educazione! Lettera

News da Orizzonte Scuola - Sab, 29/04/2017 - 17:35

Siccome e’ l’educazione che mostra il valore di un popolo,  il punto di confronto oggi tra i diversi popoli non sono le analisi economiche ne’ quelle politiche, ma l’impegno ad educare. E’ su questo che Papa Francesco ci lancia la sfida dall’Egitto, ci chiede di confrontarci sull’educazione perché è l’educazione la via della pace! È il compito che ci coinvolge tutti e su cui urge decidere presto, facendo passi da gigante l’uno verso l’altro, per imparare gli uni dagli altri che cosa significhi oggi educare, oggi in una società dove tutto diventa liquido e si vaporizza. Riuscirà l’educazione a fare quello che domanda il Papa dal Cairo, a fare in modo che ognuno di noi si apra all’altro, vincendo la tentazione di rinchiuderci in noi stessi e così di fermare il movimento dell’umano? Si’ l’educazione e’ la speranza per l’uomo d’oggi di riappropriarsi della vita e di ritentarne il senso, muoviamoci in questa direzione!
Gianni Mereghetti
Insegnante

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Fedeli, 25 mila stabilizzazioni? Trovare punto incontro con Padoan

News da Orizzonte Scuola - Sab, 29/04/2017 - 17:22

Ad annunciarlo è la stessa ministra, a Palermo per intervenire a un incontro sulle donne.

A chi le fa notare che i sindacati sono convinti che le stabilizzazioni non saranno più di cinquemila, Fedeli replica: “I sindacati sono fermi a ieri. C’è una responsabilità di tutto il Governo, mia come quella del ministro Padoan, in cui dobbiamo trovare un punto di incontro. E io sono certa che lo troviamo. Ma lo troviamo perché c’è da parte di tutti una responsabilità Tutti insieme dobbiamo sapere di andare avanti di superare il precariato in tutti gli ambiti della scuola”.

E se c’è un punto di incontro tra le 25 mila stabilizzazioni annunciate e le cinquemila temute dai sindacati, Fedeli dice: “Devo trovare un punto di incontro, si devono fare incontri e le mediazioni che sono importanti”.

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Precariato, Anief: i supplenti passano al contrattacco e incassano 4 milioni di risarcimenti in un solo mese

News da Orizzonte Scuola - Sab, 29/04/2017 - 17:01

ad ammettere l’incertezza è stata la titolare del Miur, Valeria Fedeli, che intervenendo a Palermo a un incontro sulle donne, ha detto che “c’è una responsabilità di tutto il Governo, mia come quella del ministro Padoan, in cui dobbiamo trovare un punto di incontro. E io sono certa che lo troviamo. Ma lo troviamo perché c’è da parte di tutti una responsabilità. Tutti insieme dobbiamo sapere di andare avanti di superare il precariato in tutti gli ambiti della scuola”.

“Il discorso – commenta oggi Orizzonte Scuola – è sempre legato ai numeri per le cattedre di organico di fatto da trasformare in organico di diritto. Si era detto 25.000, poi la frenata del Ministro dell’Economia Padoan”. Ma “al momento non è pervenuta la risposta del Ministro Padoan, per cui non sappiamo se la mediazione è una prospettiva condivisa o meno. Intanto le domande di mobilità per il personale docente dovranno essere presentate entro il 6 maggio (all’oscuro sui posti disponibili) e le commissioni sono al lavoro per completare – ma non mancano i pasticci – le graduatorie del concorso”.

Considerando anche il deludente esito delle leggi delega della L. 107/2015, con l’introduzione delle inutili graduatorie Grame e le prospettive poco rassicuranti per i tanti precari inseriti nelle graduatorie d’istituto, per non parlare dei docenti sempre meno titolari di cattedra e dei ritardi del concorso per dirigenti scolastici che porteranno alla reggenza di quasi 2mila scuole, il quadro che si sta delineando per il prossimo anno scolastico è davvero grigio.

“Gli ultimi due governi hanno voluto far credere che il precariato scolastico è un fenomeno in via di cancellazione, ma non è affatto così – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – perché l’unica soluzione che andrebbe adottata continua a essere elusa: occorre trasformare in organico di diritto tutti i 100mila posti oggi assegnati fino al 30 giugno, metà dei quali di sostegno, e procedere con un conseguente piano di assunzioni. Tutti gli altri tentativi rappresentano dei palliativi che, come tali, sono destinati a fallire prima ancora di essere attuati”.

“Pertanto – continua Pacifico – il punto non è ricavare 10mila, 20mila o 25mila nuovi posti. Ma adottare una nuova filosofia: a un posto libero deve corrispondere un docente titolare o da assumere. Punto. Mettendo da parte, una volta per tutte, la logica del ‘bilancino’ adottata dal Mef. Perché se la scuola viene prima di tutto, questo ci dicono i nostri governanti, le risorse si trovano. Almeno, nei Paesi moderni funziona così. Anche perché, nel frattempo, l’Unione Europea non sta a guardare, ma ha già più volte bacchettato l’Italia, ricordando che non è lecito reiterare le supplenze oltre i 36 mesi, come indicato più volte a partire dalla direttiva n. 70 del 1999”.

Sempre più insegnanti hanno quindi deciso di non attendere passivamente e sono passati al contrattacco, rivolgendosi al giudice del lavoro: solo nell’ultimo mese, Anief ha portato a casa oltre 500 sentenze favorevoli che hanno prodotto più di 4 milioni di euro di risarcimenti a favore dei lavoratori, anche di ruolo, a cui lo Stato ha negato l’assunzione, oppure l’ha ritardata oltre modo, o ancora privandoli di quegli scatti di anzianità che invece la Corte di Cassazione ha ribadito di recente che vanno applicati anche a tutto il personale.

Anief ricorda che sono ancora aperti i ricorsi per essere stabilizzati (coloro che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio), per vedersi assegnati gli scatti di anzianità del personale di ruolo, anche durante il periodo di precariato (come confermato dalla Cassazione già nel 2015), per ottenere le mensilità di luglio e agosto in tutti quei casi (purtroppo tanti) in cui ai docenti si assegna una supplenza annuale fino al 30 giugno dell’anno successivo, anziché sino al 31 agosto, pur in presenza di posti a tutti gli effetti vacanti e privi di titolare. Sempre più tribunali, del resto, continuano a dare ragione alla linea del giovane sindacato nazionale.

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25.000 posti in più per mobilità e immissioni in ruolo, Fedeli ci crede ancora

News da Orizzonte Scuola - Sab, 29/04/2017 - 12:21

Il discorso è sempre legato ai numeri per le cattedre di organico di fatto da trasformare in organico di diritto. Si era detto 25.000, poi la frenata del Ministro dell’Economia Padoan, con l’affondo del sindacato Anief che, conti alla mano, dimostra che non si tratta di più di 5.000 cattedre (oltre naturalmente quelle derivanti dal turn over)

Il Ministro Fedeli ha infatti rassicurato: “I sindacati sono fermi a ieri. C’è una responsabilità di tutto il Governo, mia come quella del ministro Padoan, in cui dobbiamo trovare un punto di incontro. E io sono certa che lo troviamo. Ma lo troviamo perché c’è da parte di tutti una responsabilità Tutti insieme dobbiamo sapere di andare avanti di superare il precariato in tutti gli ambiti della scuola”.

Fedeli conclude “Devo trovare un punto di incontro, si devono fare incontri e le mediazioni che sono importanti”.

Al momento non è pervenuta la risposta del Ministro Padoan, per cui non sappiamo se la mediazione è una prospettiva condivisa o meno.

Intanto le domande di mobilità per il personale docente dovranno essere presentate entro il 6 maggio (all’oscuro sui posti disponibili) e le commissioni sono al lavoro per completare – ma non mancano i pasticci – le graduatorie del concorso.

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Lettera di risposta a Renzi da un docente precario

News da Orizzonte Scuola - Sab, 29/04/2017 - 08:46

NO grazie!!! Ricordiamo benissimo come avete trattato il mondo scuola, ci avete dequalificati, degradati, vilipesi, offesi e infangato il nostro operato e la nostra professionalità!!!
Avete ulteriormente creato deframmentazione nella categoria con un fantomatico quanto psicotico proliferare di sigle e lettere alfabetiche, con la vostra psicopatica campagna di assunzioni del 2016 non solo non avete risolto nulla, ma avete peggiorato la situazione, siete stati capaci di lasciare senza docenti numerose scuole mettendo in seria difficoltà altrettante dirigenze scolastiche.
Numerosi sono stati i nostri appelli lanciati, ma voi, sordi, testardi!!!
Adesso lei pensa di rendersi credibile??? Si levi questo pensiero dalla testa.
Con la sua, e del suo partito, ottusa condotta ha/avete creato un mostro, siamo stati privati della nostra unica ricchezza, la libertà di insegnamento. Resi più ricattabili, alla mercè e al capriccio di un dirigente da asservire, pena l’esclusione dalla mancetta
finale. Solo a fini propagandistici avete creato una nuova figura di docente: il jolly, docenti senza cattedra e senza classi, ma con lo stipendio!!! Concorso-farsa 2016, ideato ad hoc per licenziare e non per assumere, in barba al richiamo e alla sentenza
della Corte europea che intimava ad assumere i docenti con più di 36 mesi di servizio, abuso di contratti a T.D.!!! Faccio presente, che i docenti chiamati ad essere esaminati sono docenti già esperti, con anni e anni di servizio e ABILITATI!!!
Grazie per lo sfruttamento minorile legalizzato che avete voluto nobilitare appellandolo “ ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO “!!!
Ebbene, voi siete solo comparse, tutto questo non è farina del vostro sacco, avete solo ubbidito a degli ordini, avete risposto SIGNORSI’!!!
Avete collaborato alla distruzione della Scuola Pubblica Statale, progetto iniziato anni fa!!!!!
Noi abbiamo contestato la pseudo-riforma Gelmini, come abbiamo contestato la vostra psicopatica “buona scuola”!!!!
Voi, invece, avete fatto finta di contrastare la Gelmini, ma oggi proseguite quel progetto!!!
Concludo dedicando due righe personali a lei, signor ex presidente del consiglio.
Si ricorda quando in prossimità del referendum di Dicembre scorso, andava dicendo che una eventuale vittoria del NO ci avrebbe portato indietro di 30 anni???
Oggi le rispondo in questo modo: con la vittoria del NO siamo rimasti nel 2017, viceversa, una eventuale affermazione del si, ci avrebbe catapultati nel 1923, si vada a rileggere quel periodo storico, le riforme fatte e cosa comportarono per il POPOLO
ITALIANO!!!
GRAZIE DI TUTTO!!! La scuola non è e non sarà merce di scambio!!!!!!!!

Roberto Truglia Docente precario abilitato

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Mobilità 2017, ottenere titolarità su scuola, come scegliere cattedra oraria esterna

News da Orizzonte Scuola - Sab, 29/04/2017 - 07:27

Riteniamo utile chiarire che per il prossimo anno le Cattedre Orario Esterne dovranno essere costituite dagli Uffici Scolastici Provinciali con un completamento nell’ambito, in altri termini la sede principale e la sede o le sedi di completamento della COE dovranno appartenere allo stesso ambito territoriale.

Il docente, quindi, nella richiesta di COE non potrà più distinguere le due opzioni previste lo scorso anno, cioè COE nello stesso comune o COE anche in comuni diversi, ma dovrà richiedere esclusivamente l’unica prevista nel modulo di domanda , comprendendo, in questo modo  nella richiesta ambedue le tipologie previste lo scorso anno.

Come chiarisce il CCNI nell’art.11, il movimento volontario su una COE sarà disposto solo se il docente nell’indicazione delle 5 preferenze su scuola, ne farà esplicita richiesta nel modulo di domanda.

Si precisa che tale richiesta corrisponde alla casella 42 per la domanda di trasferimento scuola Secondaria I grado, alla casella 28 per la domanda di passaggio di cattedra per la scuola Secondaria I grado, alla casella 34 per la domanda di passaggio di ruolo per la scuola Secondaria I grado, alla casella 41 per la domanda di trasferimento scuola Secondaria II grado, alla casella 33 per la domanda di passaggio di cattedra per la scuola Secondaria II grado, alla casella 34  per la domanda di passaggio di ruolo per la scuola Secondaria II grado.

Questa richiesta sarà valida per tutte le preferenze analitiche, non essendo differenziabile a livello delle singole scuole richieste.

Le modalità di assegnazione delle cattedre, sia nei movimenti a domanda sia nei trasferimenti d’ufficio, come prevede l’art.11 comma 6 del CCNI, dovranno rispettare il seguente ordine per ogni preferenza:

1) le cattedre interne;
2) le cattedre esterne con completamento nello stesso ambito

Il docente trasferito su cattedra costituita tra scuole diverse, avrà la titolarità nella sede principale, come risulterà nell’organico della scuola, e dovrà completare l’orario di insegnamento nella seconda delle due scuole e anche nella terza eventuale scuola, così come verrà indicato negli elenchi del personale trasferito.

Riteniamo utile e importante sottolineare che il docente titolare su cattedra articolata su scuole diverse, ove nella prima delle scuole si liberi una cattedra, sarà automaticamente assegnato su questa ultima cattedra. Tali operazioni avverranno a condizione che la cattedra, prevista nell’organico, sia priva di titolare. Non sono necessari a tal fine ulteriori provvedimenti da parte dell’ufficio territorialmente competente.

Questo “assorbimento”  automatico potrà riguardare, però, solo la scuola di titolarità, ma non la scuola di completamento.

Il docente titolare di COE che vuole acquisire titolarità nella scuola di completamento, dovrà, infatti, presentare domanda di trasferimento per questa sede.

La composizione di una COE, in relazione alla sede di completamento, potrà essere modificata nel corso degli anni scolastici successivi qualora non vi sia più disponibilità di ore nella scuola assegnata per completamento di orario.

I docenti trasferiti su COE sono tenuti, quindi, a completare l’orario d’obbligo nella scuola o nelle scuole nelle quali il nuovo organico prevede il completamento d’orario.

Se la sede di completamento risulta per il docente “scomoda” e non gradita e se la contrattazione integrativa della Regione di appartenenza lo prevede, potrà chiedere, entro i termini che saranno previsti nel contratto integrativo regionale, il miglioramento cattedra.

Con la domanda di miglioramento cattedra il docente titolare di COE avrà la possibilità di chiedere la modifica della scuola di completamento, modificando in questo modo, per un anno scolastico, la composizione della COE, la cui sede principale, che è la scuola di titolarità del docente, rimarrà comunque invariata.

Riteniamo doveroso sottolineare la differenza tra miglioramento cattedra, per il quale è necessario, dove è consentito, presentare formale domanda all’USP, e l’assorbimento automatico in una COI nella scuola di titolarità, per il docente trasferito su una COE.

Se nel corso dei movimenti si dovesse liberare una COI o si dovesse rendere disponibile uno spezzone orario in Organico di fatto che consentirebbe al docente un completamento interno nella scuola di titolarità, trasformando, in tal modo, la sua cattedra da COE a COI, l’assorbimento  su una cattedra interna sarà automatico senza che sia necessario presentare formale richiesta all’USP o al Dirigente scolastico.
Molti docenti ritengono erroneamente di dover presentare domanda in tal senso, ma ribadiamo che non sono tenuti a farlo in quanto, come stabilisce il contratto, l’assorbimento automatico è un loro diritto.

Tutto sulla mobilità

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La rotazione del giorno libero. Lettera

News da Orizzonte Scuola - Sab, 29/04/2017 - 07:12

In queste ore è compreso il giorno libero che il docente può scegliere nell’arco della settimana. Sulla scelta del giorno libero le scuole si adoperano in diversi modi. 
Alcune stabiliscono il criterio della rotazione, mentre altre lasciano ampia discrezionalità ai docenti. 
Accade che, per consuetudine, molti docenti possano mantenere inalterato per anni il giorno libero, mentre altri sono costretti a cambiare. 
Molte scuole in Italia hanno adottato il criterio della rotazione del giorno libero per venire incontro alle richieste degli insegnanti e per rendere più flessibile l’organizzazione del lavoro scolastico. 
Quando si vive e si opera in una comunità le scelte vanno necessariamente comdivise. Questo rende proficuo il clima positivo che si instaura tra i docenti e tutto va a buon vantaggio di tutta la scuola.

Mario Bocola

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ATA, perdita della titolarità, certificazioni digitali, assistente tecnico nelle scuole medie

News da Orizzonte Scuola - Sab, 29/04/2017 - 05:00

Mobilità Professionale ATA: l’assistente tecnico non è previsto nelle scuole medie

Mauro – Sono un assistente amministrativo di ruolo, vorrei effettuare il passaggio ad assistente tecnico ar02 area informatica, avendo i titoli necessari, vorrei sapere se : l’assistente tecnico per l’area informatica è stato inserito anche nelle scuole medie 1° grado e se si possono inserire i codici delle scuole medie nella scelte delle sedi. Si ringrazia in attesa di vostre delucidazioni

Personale ATA: la perdita della titolarità dopo il primo triennio di supplenza su art. 59

Anna Maria – Sono un cs di ruolo, inserita in terza fascia come assistente amministrativo, nell’a.s.14/15 ho preso un aspettativa di sei mesi per un incarico come assistente amm.vo stessa cosa nell’a.s.15/16 mesi 10 e nell’anno in corso per una supplenza sempre come assistente fino al 31/08/2017. la mia domanda è la seguente: devo fare richiesta di trasferimento? grazie

Graduatorie III FASCIA ATA: l’Idoneità in concorso pubblico per esami o prova pratica

Marianna – Salve. Chiedo scusa per il disturbo.Ho letto che l’idoneità in concorso pubblico per esami o prova pratica per posti di ruolo nelle carriere di concetto ed esecutive, o corrispondenti, banditi dallo Stato da enti pubblici territoriali (per il solo profilo di AA) attribuisce punti. Vorrei, cortesemente sapere se in questo campo rientra l’idoneità come istruttore amministrativo? Grazie. Buon lavoro

Graduatorie III FASCIA ATA: in caso di più certificazioni digitali e informatiche è possibile valutare un solo titolo

Giovanni – Salve,  Vi scrivo per avere una conferma relativamente a quanto riportato dal decreto ministeriale 716 del 5 settembre 2014 in merito alla valutazione delle certificazioni informatiche e digitali ai fini del punteggio per i vari profili ATA.

Graduatorie III FASCIA ATA: la valutazione del Diploma Supplement (DS)

Luigi – Alla Spett.le Redazione Orizzonte Scuola  Oggetto: Valutazione titoli culturali III fascia ATA.

Chiedilo a Lalla

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Didattica della conoscenza VS didattica delle competenze

News da Orizzonte Scuola - Ven, 28/04/2017 - 19:33

Nulla di più sbagliato!
Conoscenza e competenza si collocano su due piani differenti, come avviene con l’ossigeno e l’acqua.
Le competenze sono un MIX di capacità/abilità e conoscenze e, da sempre, qualificano gli insegnamenti: attrezzano i discenti con quanto necessario per affrontare specifiche problematiche.
Quando il mondo era culturalmente statico ed era prefigurabile lo scenario con cui i giovani avrebbero interagito al termine del loro percorso formativo, l’insegnamento per regole era la strategie vincente.
La trasmissione delle conoscenze era la finalità del sistema scolastico.
Le competenze indotte erano prive di significato.

La conoscenza, nella società contemporanea in cui tutto cambia rapidamente e la dimensione dei problemi si espande a dismisura, non può più essere la stella polare del servizio scolastico. Essa è la palestra in cui i giovani affinano le potenzialità necessarie per l’inserimento in un mondo imprevedibile.
Un cambiamento di prospettiva sconvolgente. Gli insegnamenti perdono la loro autonomia perché condividono il traguardo: la promozione e il consolidamento di capacità e di abilità.
La progettazione formativa, educativa, dell’istruzione è la strategia vincente.

I regolamenti scolastici, prima della buona scuola, dettavano regole per coordinare gli insegnamenti all’interno di percorsi d’apprendimento unitariamente finalizzati; regole che il mondo della scuola ha sistematicamente disatteso.
Il cambiamento di prospettiva, la collegialità, l’introduzione delle attività di ricerca da condurre nei laboratori, la derivante necessità di analizzare le disciplina per identificarne le potenzialità formative, l’insicurezza derivante dall’abbandono dei percorsi tracciati dai libri di testo, l’insensibilità dell’amministrazione centrale per la nuova professionalità docente sono da collocare all’origine della trasgressione.

Per ridare efficacia al servizio e valorizzare la professionalità docente sarebbe stato sufficiente che il ministero avesse bollato come inesistente la contrapposizione tra didattica della conoscenza rispetto alla didattica delle competenze e avesse orientato l’attività di formazione professionale in modo opportuno.

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Cyberbullismo, il disegno di legge a tutela dei minori va approvato entro l’estate

News da Orizzonte Scuola - Ven, 28/04/2017 - 19:18

 a chiederlo è stato oggi Marcello Pacifico, nel suo intervento tenuto a Palermo, presso il Liceo Scientifico Galileo Galilei, nel corso della manifestazione “Scelgo io! Digito positivo”, organizzata dall’associazione Cuore e Parole Onlus, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico per la Sicilia, con il supporto dell’Ente di formazione Eurosofia convenzionato con Anief, coordinata dal Ministero dell’Istruzione e finalizzata alla promozione dell’uso consapevole della Rete da parte dei giovani.

 

Il Ddl – dal titolo “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” – verrà esaminato dall’Assemblea della Camera dei deputati a maggio, come stabilito dalla Conferenza dei capigruppo: dopo l’estensione al mondo degli adulti, attuata in seconda lettura, e il ripristino della mission iniziale, a tutela dei più giovani, il testo ha avuto nei giorni scorsi il via libera dalle Commissioni Giustizia e Cultura di Montecitorio. Pertanto, per essere approvato in via definitiva dovrà necessariamente avere un nuovo disco verde dal Senato.

 

“Sono passati due anni dalla prima approvazione del disegno di legge sul cyberbullismo – ha spiegato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – ma nel frattempo il fenomeno, con tutte le sue devianze, ha assunto aspetti inquietanti. È ormai assodato che le diverse modifiche apportate al testo, offrono garanzie ad un impianto normativo maturo. L’emergenza dei fatti di cronaca, cui assistiamo purtroppo con sempre maggiore frequenza, ci induce a guardare alla sostanza del problema da arginare: bisogna approvare la legge senza indugi, perché i cittadini più giovani devono contare su un meccanismo regolativo e sanzionatorio che finalmente li tuteli dai pericoli del web. È bene che le nuove norme siano quindi applicabili e operative con l’avvio del prossimo anno scolastico”, ha concluso il sindacalista autonomo.

 

Dal dibattito tenuto oggi al liceo Galilei di Palermo, a cui hanno partecipato oltre 300 studenti e docenti, è emerso che la Rete va considerata una risorsa da fruire non da spettatori passivi, ma da cittadini attivi e solidali, i quali devono essere messi nelle condizioni di difendersi dai periodici attacchi digitali. Il tutto, partendo da azioni ed esempi positivi. Per questo motivo, l’approvazione del Ddl sul Cyberbullismo A.C. n. 3139-B diventa decisiva.

 

Nel testo del disegno di legge, infatti, sono previste una serie di “azioni a carattere preventivo”, assieme ad “una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, assicurando l’attuazione degli interventi senza distinzione di età nell’ambito delle istituzioni scolastiche”. Tra questi provvedimenti, a tutela della sicurezza “del minore ultraquattordicenne, nonché ciascun genitore o soggetto esercente la responsabilità del minore che abbia subìto taluno degli atti” vessatori”, è previsto anche quello di “inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore, diffuso nella rete internet”.

 

Tra i passaggi più rilevanti del Ddl, figura quello riguardante le “iniziative di informazione e di prevenzione del fenomeno del cyberbullismo rivolte ai cittadini, coinvolgendo primariamente i servizi socio-educativi presenti sul territorio in sinergia con le scuole”, che in questo modo diventano protagoniste attive e consapevoli del fenomeno. Come centrale diventa la “raccolta di dati” finalizzata “al monitoraggio dell’evoluzione dei fenomeni, anche avvalendosi della collaborazione con la Polizia postale e delle comunicazioni e con altre Forze di polizia”.

 

È anche prevista “per il triennio 2017-2019”, la “formazione del personale scolastico, prevedendo la partecipazione di un proprio referente per ogni autonomia scolastica; la promozione di un ruolo attivo degli studenti, nonché di ex studenti che abbiano già operato all’interno dell’istituto scolastico in attività di peer education, nella prevenzione e nel contrasto del cyberbullismo nelle scuole; la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti; un efficace sistema di governance diretto dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Dall’adozione delle linee di orientamento non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Ogni istituto scolastico, nell’ambito della propria autonomia, individua fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Ogni istituto scolastico, nell’ambito della propria autonomia, individua fra i docenti un referente”.
Come è fondamentale che gli uffici scolastici regionali promuovano “la pubblicazione di bandi per il finanziamento di progetti di particolare interesse elaborati da reti di scuole, in collaborazione con i servizi minorili dell’Amministrazione della giustizia, le prefetture – uffici territoriali del Governo, gli enti locali, i servizi territoriali, le Forze di polizia nonché associazioni ed enti, per promuovere sul territorio azioni integrate di contrasto del cyberbullismo e l’educazione alla legalità al fine di favorire nei ragazzi comportamenti di salvaguardia e di contrasto, agevolando e valorizzando il coinvolgimento di ogni altra istituzione competente, ente o associazione, operante a livello nazionale o territoriale, nell’ambito delle attività di formazione e sensibilizzazione”. Il coinvolgimento degli “attori” scolastici riguarda, naturalmente anche i presidi e le famiglie degli alunni: “salvo che il fatto costituisca reato, il dirigente scolastico che venga a conoscenza di atti di cyberbullismo ne informa tempestivamente i soggetti esercenti la responsabilità genitoriale ovvero i tutori dei minori coinvolti e attiva adeguate azioni di carattere educativo”, si legge sempre nel Ddl”.

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A Palermo gli studenti disabili raccontano i loro disagi al Cerimoniere del presidente Mattarella

News da Orizzonte Scuola - Ven, 28/04/2017 - 19:14

La Digos, presente in forze, ha stretto di fatto subito in una cerchia la delegazione, bloccandone più volte il passaggio verso il Presidente. La delegazione, protestando contro la digos che illegittimamente impediva a Ivan, alle mamme e agli assistenti di potere chiedere di essere ricevuti,  è rimasta comunque all’entrata del teatro in attesa dell’uscita del Presidente Mattarella,  che però viene fatto uscire da un’altra parte.

La delegazione riesce a parlare comunque nel frattempo con il vescovo di Palermo Lorefice, che si ferma ad ascoltare e chiede che gli venga mandata una lettera esplicativa della situazione che prenderà in considerazione e dice anche che prenderà posizione su quanto sta accadendo ai ragazzi gravemente lesi nei loro diritti.

Quattro mesi senza scuola! Che civiltà e legalità è questa? Ci chiediamo in particolare nella giornata in cui le massime istituzioni celebrano la legalità in memoria di Pio La Torre. 

Dopo qualche minuto di attesa si avvicina invece il Cerimoniere del Quirinale che parla con la delegazione delle mamme e degli assistenti e con la delegata dello slai Giorgia Geraci, prendendo  prende la lettera inviata al Presidente e  dicendo che questa consegna è un atto ufficiale. Al Cerimoniere è stata espressa direttamente tutta la denuncia contenuta nella lettera,  compreso la questione della legge delega del governo, in particolare sul sostegno, che attacca pesantemente i diritti degli studenti disabili e dei lavoratori del settore.

Era presente pure il Presidente della Regione Crocetta con il quale la delegazione ha avuto modo di anche di parlare, prima attraverso il suo segretario e poi direttamente, non senza contrasti con la digos che continuava a cercare di impedire la mobilità alle mamme, ad Ivan, alla delegata e agli assistenti.  Crocetta, tra le mamme che protestavano a gran voce, è stato messo al corrente della situazione ancora disastrosa soprattutto rispetto al trasporto non ancora partito per gli studenti disabili, cosa di cui si diceva a conoscenza, e dello spiraglio aperto dal possibile coinvolgimento della Croce Rossa, iniziativa presa da lui stesso in uno degli ultimi incontri con lo Slai Cobas s.c.; a questo proposito oggi Ivan ha chiesto pressantemente al Presidente  di chiamare al telefono seduta stante la Croce Rossa per accelerare i tempi e Crocetta si è impegnato con lo studente.

Al Presidente Crocetta è stato ricordato dalla delegata dello Slai Cobas che bisogna fare un incontro urgente per dare una soluzione a questa assurda situazione e per trovare una situazione definitiva che riguarda tutto il servizio di assistenza igienico-personale a serissimo rischio, a causa della legge – delega del Governo che vuole togliere gli assistenti specializzati per assegnare il servizio di assistenza ai  collaboratori scolastici delle scuole, cioè solo in Sicilia 2000 assistenti fuori.

Crocetta ha detto che è d’accordo e si ricorda degli impegni presi e che a breve questo incontro si farà.

Assistenti, mamme e studenti disabili Slai Cobas s.c. Palermo

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Enea,oltre 300 ragazzi in percorsi scuola-lavoro, Fedeli, ‘lavoriamo per formare i cittadini del domani’

News da Orizzonte Scuola - Ven, 28/04/2017 - 19:01

I progetti formativi copriranno i diversi settori di attività dell’Enea, fra i quali l’efficienza energetica, l’uso efficiente delle risorse e la simbiosi industriale, la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, le tecnologie hi-tech, il cambiamento climatico, la produzione di energia da fonti rinnovabili e il risanamento e la ristrutturazione urbanistica. “Iniziamo oggi un’attività impegnativa, certo, ma che, unita all’entusiasmo con cui da sempre l’Enea ha accolto – fa sapere il presidente dell’Enea Federico Testa – i progetti che avvicinano i giovani al mondo della ricerca scientifica e tecnologica, saprà arricchire il bagaglio di conoscenze di questi ragazzi e consolidare il ruolo di attore di sviluppo del Paese dell’Agenzia”.

“L’obiettivo dell’Alternanza Scuola-Lavoro – ha spiegato la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli – è aprire gli occhi delle nuove generazioni sul futuro. Consente loro di fare esperienza diretta di un mondo che avvertono distante nel tempo, ma al quale si orientano già nel presente con le scelte che compiono durante il loro percorso di formazione. Grazie a questa misura, che abbiamo reso obbligatoria con la Buona Scuola, le studentesse e gli studenti – prosegue Fedeli – possono mettersi alla prova, sviluppare competenze e abilità utili per il domani, conoscere i meccanismi del mercato del lavoro. E, nel caso specifico dell’iniziativa messa in campo da Enea, scoprire le ricadute dirette, in termini di crescita e sviluppo, dell’attività di ricerca, motore di progresso del Paese. Stiamo lavorando per formare cittadine e cittadini protagonisti del domani. E lo stiamo facendo insieme – conclude la ministra dell’Istruzione – ciascuno per il proprio ruolo e per la propria parte”.

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Emiliano a mondo scuola, “votate me e riscriveremo riforma”

News da Orizzonte Scuola - Ven, 28/04/2017 - 18:27

E’ quanto scrive Michele Emiliano in un appello su Facebook al mondo della scuola in vista delle primarie, sottolineando che per farlo “ho bisogno, però, del vostro sostegno altrimenti questa battaglia rischia di rimanere nel limbo, nell’indifferenza nella quale è rimasta in tutti questi mesi, in questi anni. Andate a votare domenica 30 di aprile, votate per me, sono l’unica persona che in questi anni non ha mai mollato un minuto ed è rimasta al fianco della scuola pubblica italiana”.

“So che molti di voi sono talmente arrabbiati, che del PD non vorrebbero neanche più sentire parlare. Molti hanno assolutamente ragione, perché è stata fatta una riforma della scuola che non sta né in cielo né in terra, che ha mortificato le persone, che ha messo in difficoltà le famiglie e i rapporti con la gente. Insomma, peggio di cosi non si poteva fare. Affidare a un algoritmo la vita di tanta gente è stato un errore catastrofico”, afferma Emiliano sottolineando di aver contrastato la riforma fin dall’inizio.

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Concorso a cattedra 2016, si perde busta con nome associato a prove. 28 candidati convocati per riconoscere la propria

News da Orizzonte Scuola - Ven, 28/04/2017 - 18:26

L’USR Toscana ha informato 28 candidati del disguido con una mail. Come riportato oggi sulle pagine del quotidiano ‘Il Tirreno’, il problema riguarda tutte le persone che hanno svolto la prova in un’aula dell’istituto Vasari di Figline Valdarno (Firenze). Vista l’impossibilità di associare i compiti agli autori tramite i codici, per cercare di rimediare a quanto successo i candidati saranno convocati e ciascuno di loro avrà la possibilità di visionare separatamente e in contemporanea i 28 compiti scritti – senza conoscere il voto assegnato dalla commissione, in modo da riconoscere il proprio.

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