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Noi Collaboratori Scolastici spesso dimenticati. Lettera

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 20:06

Prendo servizio alle 7 di tutte le mattine. Ho un’ora e 10 minuti per pulire 4 aule, una quinta aula che viene usata come pre scuola, biblioteca, attività varie, tre bagni (due degli alunni e uno degli insegnanti, l’aula informatica e il corridirio. Alle 8.10/8.15 scendo e copro la materna perché la mia collega arriva alle 9.48; appena arriva passo le consegne e sostituisco il mio collega che va a fare il giro posta, quando torna salgo al mio piano e lo pulisco mentre i bimbi sono a pranzo; teoricamente dovrei solo cestinare ma io spazzo come posso le aule perché ho una figlia che va a scuola e mi comporto a lavoro come vorrei che i miei colleghi si comportassero nella scuola dove lei studia.
Appena pulito vado in pausa per mezz’ora, sono le 13.30, alle 14 riprendo servizio e torno al piano per sorvegliare i bimbi durante l’intervallo lungo e, appena finisce, pulisco i bagni.
Alle 14.45 finisce la mia giornata lavorativa che comprende bambini in materna da cambiare (cacca, pipì e vomito), bambini alla scuola secondaria che si fanno male e quindi da medicare e curare, centralino da gestire, genitori spesso da capire (vuoi perché stranieri, vuoi perché in ansia ma noi CS siamo il primo filtro tra loro e la scuola), facciamo da filtro tra gli operatori esterni (personale che fa corsi sportivi, personale che fa attività pre scuola, personale mensa, personale vario…) e la scuola. A volte sbagliamo perché non abbiamo tutte le informazioni, a volte sbagliamo perché le informazioni arrivano errate, spesso dobbiamo prestare esagerata attenzione in cose che non dovremmo nemmeno prendere in considerazione (esempio le circolari errate che arrivano durante uno sciopero e che indicano le entrate/uscite differenziate a causa di insegnanti assenti…quante volte ci accorgiamo che la segreteria sbaglia!).
Non siamo formati, non abbiamo il materiale, dobbiamo vivere dei controsensi assurdi (i vetri devono essere puliti dentro e fuori ma non potete salire su scala e non potete pulirli esternamente, ergo li pulisci come puoi internamente ma risultano sporchi…). Non puoi sostituire l’insegnante per più di alcuni minuti ma spesso l’insegnante si allontana anche per 20 minuti.
Insomma io vivo la scuola come un enorme scaricabarile e, noi CS, siamo un po’ il sacco del pugile del caso. E tutto per (almeno io) 1.170 euro al mese. Mi alzo alle 5.15 del mattino e arrivo a casa alle 15.45.
Non mi lamento, non è una lettera polemica, non voglio e non oso pretendere lo stesso trattamento degli insegnanti che, tra estate, natale, Pasqua e ponti vari godono di circa 4 mesi di stacco da lavoro o i miei sabati passati a pulire la scuola per recuperare i prefestivi di chiusura didattica non certo voluti da noi, ma almeno una formazione adeguata e un riconoscimento chiaro delle mansioni svolte sarebbe più carino, senza contare che noi, CS, nonostante l’orario di 7 ore di media (io ne faccio 7,45) non abbiamo il diritto al pasto neppure se siamo obbligati a fare la pausa.
Ultimamente leggo molti articoli (non scritti in questo giornale) dove si urla “finalmente gli statali avranno gli stessi orari del controllo fiscale in caso di malattia dei privati, basta le fasce orarie 10/12 e 17/19 mentre per i privati, invece, gli orari sono ben più prolungati: si va dalle 9.00 alle 13.00 per il mattino e dalle 15.00 alle 18.00 per il pomeriggio.”…ebbene è esattamente il contrario! Noi statali abbiamo la fascia oraria più lunga dei privati!
Ho una domanda da fare: ma i politici sono statali come noi? Perché ultimamente sembra che noi siamo la soluzione dei mali d’Italia e non si parla di quanto costa la “macchina politica italiana” tra compensi e accessori vari?
Buona giornata
Rita Belluzzi

Cellulari in classe, ecco come i presidi di Reggio Emilia ne contrastano l’uso

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 20:01

Per il preside del liceo artistico e del Secchi, è vietato l’utilizzo dei telefonini a meno che non ne sia richiesto l’uso dall’insegnante per l’attività didattica oppure non sia lo stesso alunno che debba tenerlo acceso per problematiche gravi. Se le direttive non sono rispettate, vengono chiamati i genitori oppure l’insegnante redige una nota. Nel caso di classi disattente, gli smartphone vengono requisiti dentro un cestino e poi riconsegnati al termine dell’ora.

Per la preside dello Zanelli, il cellulare va infilato nello zaino quando il docente spiega e, in una busta, sulla cattedra, quando ci sono i compiti in classe o le simulazioni di esami. Se qualcuno viene scoperto ad utilizzarlo per copiare, lo strumento viene sequestrato e restituito solo dopo un incontro tra docente e genitore.

Per il dirigente scolastico del liceo Moro si può utilizzare il cellulare in azioni concrete contro il cyberbullismo, ogni insegnante stabilisce un ‘patto d’aula’ con gli studenti senza particolari sanzioni.

Per la preside del Blaise Pascal lo smartphone va tenuto nello zaino silenzioso o spento, a volte viene requisito dal docente, chiuso in cassaforte e restituito una volta avvertiti i genitori.

A Godega si va a scuola sul dorso di un asinello

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 19:16

Gli alunni delle scuole primarie di Godega sono stati accompagnati nel tragitto tra casa e scuola dagli asinelli Gisella, Romina, Giustina, Ginevra, Gradisca e Gigi assieme agli asinari Massimo Montanari ed Eugenia.

Per i bambini è stato un divertimento poter conoscere da vicino gli asinelli, ma il progetto ha una finalità educativa, in cui gli asinari diventano “tutor” per i piccoli.

Fino all’inaugurazione della Fiera, che si svolgerà sabato 4 marzo, tutte le mattine saranno in funzione Asinobus ed Asinursery, per i bimbi dei centri infanzia del paese.

Il Villaggio asinino, aperto alle scolaresche e famiglie negli spazi del campo fiera,sarà un’anticipazione dell’Antica fiera, che si terrà dal 4 al 6 marzo. I bambini ed i genitori potranno provare la “Donkey Street Art”, “AsinBolt” e “Asinelfie”, che si aggiungeranno ai già conosciuti e apprezzati “Ciak si raglia”, la “Patente asinina”, il “Pane dell’asino”, “Coccolasino”.
Quest’anno verrà inoltre proposto un percorso educativo sull’alimentazione dell’asino, in cui i ragazzi potranno preparare il pasto e dare da mangiare agli animali.

Sette anni fa il primo cittadino di Godega ebbe l’idea di rilanciare l’Antica Fiera attraverso l’asino, un progetto che ha fatto scuola, in altre parti d’Italia. Asino-taxi, ad esempio, lanciato proprio all’Antica Fiera di Godega tre anni fa, è diventato a Reggio Emilia un percorso di vita cittadino a dorso d’asino. Gli asini sono stati integrati nel tessuto urbano e Reggio è diventata “Città asinabile”. Adesso Godega vuole fregiarsi del titolo di “Capitale d’Italia dell’asino”.

Un’app per prenotare panini e snack a scuola dall’ingegno di un liceale

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 18:54

Si chiama FoodBay ed è un software semplice ed utile: si sceglie la propria scuola, si preme sul tasto “prenota” e si sceglie tra panini, merendine, bibite e così via. Ogni giorno c’è tempo dalle 7 alle 9.30, perché così il “paninaro” può preparare tutto ciò che serve in vista dell’intervallo.

L’app è in funzione da tre settimane e sta avendo buoni riscontri.

Lo studente ha fatto corsi di Java, il linguaggio di programmazione su cui è basato Android ed ha scritto il codice in tre settimane; ora sta cercando di sviluppare una versione anche per gli iPhone.

Il suo software può essere usato in qualsiasi scuola, basta che il “paninaro” aderisca alla piattaforma.

Dirigenti scolastici. Lo Stato chiede indietro gli stipendi a 600 presidi veneti

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 18:29

Le prime lettere sono arrivate ad alcuni presidi di Padova e Vicenza ma tempo pochi giorni e arriverà a tutti, compresi quelli andati in pensione negli ultimi anni.

I presidi negli ultimi anni sono stati pagati secondo il contratto del 2011, ma i rinnovi e i nuovi contratti prevedevano al ribasso la retribuzione di risultato e di posizione. In Veneto non si è chiusa la contrattazione annuale della parte variabile e quindi hanno continuato a pagare le retribuzioni come prima.

Ora il ministero si è attivato per riavere indietro i soldi. Dalla ricezione della lettera i dirigenti hanno tempo trenta giorni per decidere se pagare in un’unica soluzione o se rateizzare.

Mobilità, SAB: sempre accessibili gli atti amministrativi, la Commissione apposita ne riconosce il diritto

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 18:12

Nel merito, era stata presentata richiesta di accesso agli atti da parte di un collaboratore scolastico, S.G. di San Giovanni in Fiore, all’ATP di Cosenza avverso la mancata assegnazione provvisoria provinciale per l’anno scolastico in corso su un posto richiesto ed assegnato dall’U.S.P. ad altro collaboratore appartenente ad una fase successiva alle predette operazioni.

Poiché S.G. poteva far vantare anche la precedenza legge n. 104/92 per assistenza al genitore disabile in situazione di gravità, aveva diritto ad essere assegnato ad una sede più vicina a San Giovanni in Fiore, nel caso specifico Spezzano della Sila.

L’ATP di Cosenza assegnava tale posto a un neo immesso in ruolo senza tener conto dell’ordine delle operazioni previste dall’allegato 6 -Sequenza Operativa- dell’ipotesi di contratto sulla mobilità annuale 2016/17 resa operativa con nota MIUR n. 19976 del 22/7/2016 che pone le assegnazioni provvisorie provinciali al posto n. 8 e dopo, al posto n. 9, l’assegnazione della sede provvisoria al personale neo immesso in ruolo.
Avverso tale modo di operare dell’ATP di Cosenza, S.G. chiedeva i seguenti atti per impugnare la mancata assegnazione:
Decreto di costituzione e/o autorizzazione del posto presso l’I.C. di Spezzano della Sila, ovvero presso il CTP di Spezzano Sila;
Copia della proposta di contratto e del relativo contratto sottoscritto fra l’Amministrazione e il sig. F.D.A.;
Ogni ulteriore atto connesso e/o conseguenziale all’istituzione del posto con le modalità di conferimento;
Copia della disponibilità dei posti proposti nella convocazione del personale ATA del 29/09/2016.

L’ATP di Cosenza, nei successivi 30 gg, non ha fornito riscontro alla richiesta di accesso ai documenti per cui si è fatto ricorso alla Commissione di Accesso la quale, con decisione del 17/2/2017, ha riconosciuto il diritto del ricorrente in quanto titolare di un interesse qualificato, ossia tutelare i propri diritti ed interessi nell’ambito del procedimento di mobilità, ad accedere ai documenti di cui ai punti nn. 1, 3 e 4 della richiesta.
La stessa rileva che il ricorrente non ha motivato in modo esaustivo il nesso di collegamento tra l’interesse dichiarato e il documento di cui al punto 2.

Il momento di lesione dell’interesse dell’accedente è, infatti, la graduatoria e non il contratto stipulato in coerenza con questa, per cui, in parte, la Commissione accoglie il ricorso nei sensi di cui in motivazione e, per l’effetto, invita l’amministrazione resistente a riesaminare la vicenda sulla base delle considerazioni svolte.

Il SAB che, tramite il segretario generale prof. Francesco Sola, ha patrocinato tutto il contenzioso, non può che esprimere soddisfazione per tale decisione al riconoscimento di un diritto sempre più contrastato.
www.sindacatosab.it
F.to Francesco Sola
Segretario Generale SAB

La scuola si confronti con il cinquatesimo della morte di Totò. Una sana ironia nella malinconia della vita

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 18:04

Totò: “Era un uomo così antipatico che dopo la sua morte i parenti chiesero il bis”, la maschera e l’ironia. Totò ha segnato un tempo che lega Prandello e Eduardo De Filippo. L’ironia che si fa riso – sorriso. Un concetto profondamente pirandelliano: “Di notte, quando sono a letto, nel buio della mia camera, sento due occhi che mi fissano, mi scrutano, mi interrogano, sono gli occhi della mia coscienza”. “La mia faccia non mi è nuova, ce l’ho da quando sono nato”.
Totò e Pirandello hanno creato maschere. Eduardo De Filippo ha messo sulla scena la sua maschera. Pirandello ha creato personaggi. Scarpetta ha vissuto il personaggio e la maschera. Totò ha realizzato la teatralità e il cinema come maschera e come personaggio: “Vi sono momenti minuscoli di felicità, e sono quelli durante i quali si dimenticano le cose brutte. La felicità, signorina mia, è fatta di attimi di dimenticanza”.

L’ironia e la poesia sono un colloquiare tra le linee del sorriso – consapevolezza del sogno tragico. Un personaggio complesso. Un attore mai attore sul senso tout court del termine, ma personaggio che recita la vita. O meglio che lascia che la vita si rappresenti nella sua sfaccettatura con le maschere e con gli specchi.
Non c’è l’umorismo filosofico pirandelliano nel suo dire e nel suo essere come umorismo di sorrisi vani. L’umorismo nella ironia tragica del quotidiano, (cfr. anche Petrolini), vivere è già oltre il riso – sorriso, ma è anche consapevolezza del senso inquieto del vivere.

Intorno alla figura di Totò, al personaggio Totò, ci sono dimensioni teatrali, letterarie e chiaramente cinematografiche. Ma Totò nasce nella letteratura. Il Totò poeta e drammaturgo. Ovvero nei linguaggi e nella gestualità di un pirandelliano modello in cui sembra incrociare Ionesco e Kafka. O meglio l’assurdo e l’enigma.
È un dato letterario di non poca rilevanza sino a toccare uno scrittore italiano che è sulla linea del “gioco” fittizio e reale della vita – letteratura: Tommaso Landolfi. Landolfi e il gioco.
È chiaro che Totò incarna la “napoletanità” nella gestualità , e nel linguaggio poetico, di Eduardo Scarpetta. Ma Napoli è il centro della recita trecentesca e barocca e rivoluzionaria.
La napoletanità è la “bufera” della metafora nerudiana della maschera di Troisi, ma è anche l’eccezionale messa in scena del salotto Serao e delle gesta di Eduardo Scarfoglio, inquieto esploratore dei mondi sommersi e viaggiatore elettrizzante – estetizzante con D’Annunzio, che intreccia la scena, la ribalta, il retroscena.
Totò, comunque, conosce l’incastro sottile e letterario che si vive tra il Pirandello della maschere muse nude e Eduardo De Filippo nel suo equilibrio di un riso terribilmente ironico inquieto.
Come Pirandello non è essenzialmente teatro dell’umorismo, ma dell’ironia tragico, Totò rappresenta il sorridere nella consapevolezza della tragico nella solitudine delle vite. E non è solo cinema. Credo che bisogna partire da un “ritaglio” di fondo che è quello letterario.

Non c’è uno spartiacque definito tra Pirandello De Filippo Totò e Eduardo Scarpetta. È la recita propriamente mediterranea sicula – campana alla quale aveva dato un forte contributo Giovanni Boccaccio nel suo abitare luoghi e personaggi napoletani con una Fiammetta popolano.
Totò in fondo conosce molto bene questi ruoli e queste appartenenze e rende il tutto in una intelaiatura in cui il linguaggio e la fisicità dei gesti restano fondamentali.
Totò crea un linguaggio rompendo tutti gli schemi semantici. La sua è propriamente una lingua non solo popolare ma ironico – aristocratica. Può sembrare strano ciò. Ma il popolare e il nobiliare sono parte integrante di quella “livella” che è la filosofia del quotidiano.
Per questo credo che non si può prescindere da una visione letteraria in cui la lingua e il linguaggio dei gesti e delle forme sono rappresentazione di una estetica dei personaggi, del personaggio Totò e dell’uomo Antonio de Curtis.
Certo, ritornerò a scrivere e a parlare in più occasioni su Totò, Antonio de Curtis (per abbreviazione perché i titoli e i nomi sono molti), e su questi percorsi.
Totò era nato a Napoli il 15 febbraio 1898 e morto a Roma il 15 aprile del 1967. Un personaggio oltre la maschera stessa. Sempre nostro ironico e italico contemporaneo. L’ironia tra umorismo e tragedia di Pirandello è dolorosa consapevolezza in De Filippo. Resta sempre maschera in Scarpetta e in Totò è il sorriso del senso tragico. Totò: “L’ignorante parla a vanvera. /L’intelligente parla poco. /’O fesso parla sempre.” Totò non una maschera ma un personaggio!

Pierfranco Bruni

Tu quoque, fedeli, minister mi! Lettera

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 17:55

Tu quoque, Fedeli, minister mi! La Scuola della Repubblica Italiana, nell’ultimo mezzo secolo ha fatto passi da gigante, nonostante le “genialate” dei governi che si sono succeduti l’abbiano spolpata (ossificata = ridotta all’osso?) in nome di un risparmio “sperperoso”, finalizzato cioè a gettare nel buco nero degli “incrementatori” privati del debito pubblico i miliardi di euro sottratti all’istruzione, e quindi al futuro dei nostri figli.

La verità è un’altra: siamo passati dalla scuola per pochi alla Scuola per tutti, alla comprensione del fatto che l’intelligenza, il talento, il genio non sono appannaggio dei geni, non crescono tra le fronde dell’albero genealogico. È interesse primario della Repubblica Italiana valorizzare i migliori studenti di tutti gli ambiti della conoscenza, il “capitale umano” del Paese, secondo il principio che “…dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”. Ma tutto questo non piaceva e non piace a una minoranza della popolazione italiana perché, anche nel terzo millennio, si applica un postulato classista: ”Tutti gli alunni sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”. Lo sforzo di ammodernamento di cui parla il ministro Fedeli andrebbe profuso nel rendere sicure e accoglienti le Scuole, dotandole dei mezzi e degli strumenti necessari senza ricorrere alla “Gran Lotteria Nazionale dei PON”, personalizzare l’insegnamento attraverso la diminuzione del numero di alunni per classe, ridefinire la funzione docente in termini didattici ed economici.

La Scuola non può vivere in funzione del lavoro, fatta eccezione per il segmento professionalizzante dei diversi indirizzi di studio. Per tagliare gli artigli agli imprenditori rapaci occorre ripensare l’alternanza Scuola-Lavoro, che potrebbe rivelarsi fonte di “fattorini laureati” a costo zero, modulando un sistema di “Tirocinio controllato”. La Scuola è una cosa troppo seria per essere lasciata in mano a chi non è stato in grado di frequentarla fino ai più alti gradi o a chi la utilizza come un bancomat per interessi politici e avidità privata.

Antonio Deiara – Docente di Musica I.C.S. Ittiri (SS), già Supervisore al Biennio Formazione Docenti del Conservatorio “Luigi Canepa” di Sassari

Rete dei 65 movimenti. Relatori del seminario: “Sostegno: INCLUSIONE o ESCLUSIONE? Il docente di sostegno e la continuità didattica. Come cambia la L.104 “

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 17:44

Il seminario è stato introdotto dal Prof. Cosimo Forleo- Roma del Com. Naz. Per la Scuola della Repubblica che ha promosso l’evento, insieme alla rete dei 65 movimenti. Il professore sottolinea l’importanza della rete che nasce dal basso e che raccoglie il mondo della disabilità, le associazioni, gli studenti, i movimenti, i docenti che hanno dato vita ad uno splendido sodalizio che si regge sulla passione per la giustizia sociale e per dare voce alle rivendicazioni dei più indifesi.

La Prof. ssa Daniela Iacopino- Reggio Calabria Giurista e A.S.I.S. (Ass. Ins.di Sostegno) ha presentato i lavori del seminario affermando che all’inclusione della disabilità nelle classi comuni italiane può essere attribuito l’epiteto di “primo motore immobile” mutuando le categorie aristoteliche, in quanto “è qualcosa che provoca il movimento senza essere mosso”, essendo una causa finale inamovibile nella qualità di perno della tradizione pedagogica italiana e, nel contempo, di processo irreversibile di crescita e sviluppo della persona umana
La moderatrice ha letto la Relazione di Ferdinando Imposimato, Presidente onorario della Suprema corte di cassazione e garante della Costituzione, che non ha potuto presenziare per motivi familiari ma ha
La Prof.ssa Daniela Costabile- Lamezia Terme (Com. Naz. Per la scuola della Repubblica – Partigiani della Scuola Pubblica) introduce* La delega del sostegno. Cosa cambia nel futuro professionale del docente di sostegno. Le proposte della Rete” . La Prof.ssa racconta la nascita della Rete dei 65 movimenti, generata da una collaborazione con i genitori tosti del veneto ed espone gli antefatti che hanno preceduto l’approvazione della delega in Parlamento. Si evince, infatti, dal comportamento degli autori della delega inclusione e da quello del Partito che ha portato i decreti attuativi all’esame delle commissioni parlamentari, un giorno prima della scadenza, quanto sia stata forzata la mano dal governo, nonostante la sconfitta referendaria, pur di arrivare a decretare la fine della Scuola Statale Pubblica a vantaggio dei privati e della privatizzazione. Infatti il PD non ha mai voluto condividere o consegnare i decreti attuativi a nessuno, prima dei 18 mesi, per non comprometterne la fattibilità, che poteva essere messa in discussione da tutte le parti coinvolte, se ci fossero tempi più lunghi da dedicare alla discussione e all’esame. Infine la Prof.ssa ha elencato i cambiamenti, purtroppo negativi, che la scuola dovrà affrontare a causa dei tagli previsti dalla delega inclusione. I docenti di sostegno saranno infatti ridotti al lumicino da un organo discrezionale che risponde al Governo: il GIT, gruppo territoriale per l’inclusione.
Prof. Fabio Bocci- Roma, professore associato di Pedagogia e Didattica Speciale – Roma Tre ha invece parlato di *Luci e ombre nella delega in merito alla formazione degli insegnanti in ottica inclusiva” e ha illustrato le nuove modalità di reclutamento del Personale docente in formazione e/o già abilitato che deve continuare a cumulare CFU (iscrivendosi a corsi universitari singoli relativi ai processi inclusivi o redigendo tesi di laurea in materia di inclusione) al fine di poter accedere, mediante selezione, al corso di specializzazione sul sostegno e ha esplicato, altresì, che tale sistema produce un’ulteriore divaricazione delle carriere tra docenti di sostegno e docenti curricolari e che l’impianto normativo della legge n. 107/2015 prevede che i docenti di sostegno siano preparati su tutti i bisogni e, dunque, sulle singole patologie

L’Avv. Maurizio Benincasa, di Catania, dell’ Ass. 20 novembre 1989 ha invece relazionato su *Profili di Illegittimità nel DDL? I diritti fondamentali degli alunni con disabilità.” ponendo l’accento sull’articolo 6, comma 4 e comma 5 della delega 378 perché la valutazione diagnostico funzionale sarà distinta dall’accertamento della condizione di disabilità di cui agli articoli 3 e 4 della legge 104 del 1992. Quindi la certificazione della disabilità non darà più il diritto al docente di sostegno, grazie all’interpolazione del famigerato GIT che razionalizzerà le risorse

Alessandra Corradi e Dr. Giovanni Barin, Verona,- Ass. Onlus “Genitori Tosti in tutti i posti” hanno invece relazionato sul seguente tema:
* Il ruolo delle famiglie in un contesto inclusivo alla luce della delega sul sostegno.”
Hanno parlato del ruolo dei genitori e delle famiglie nell’ambito del processo inclusivo scolastico italiano, di come è adesso, delle difficoltà che ci sono e che, principalmente, riguardano l’applicazione della legge 104. Poi attraverso l’illustrazione di un sondaggio on line condotto dai Genitori Tosti, sui genitori di tutt’Italia, riguardante il sostegno a scuola, hanno evidenziato tutte le criticità che vanno a sottolineare quanto sia impossibile solo accettare il testo dell’atto 378 che è quindi bocciato in toto da tutti i genitori italiani, perché Legalizzerebbe tutte le cattive prassi che attualmente vengono messe in atto quando non si applica la legge 104 del 92
Margherita Franzese, docente e Presidente di Illumin’Italia ha trattato un argomento che riguarda la “Grammatica dell’amore ” intervenendo in modo determinante sulla strutturazione armonica della persona, l’alunno con disabilità, in relazione con i coetanei e con l’approccio al sapere in senso lato. Per essere insegnata richiede livelli di competenza che solo un docente di sostegno specializzato può possedere, in quanto può mettere in campo la comunicazione aumentativa alternativa con tutta la classe.
La Prof.ssa Renata Puleo, Roma, del Gruppo NO Invalsi ha invece declinato un tema molto importante relativo alla valutazione dal titolo“Ugualmente diversi: un ossimoro di troppo per L’INVALSI”. La già preside ha brillantemente condotto delle valide argomentazioni sulla valutazione affermando che L’Istituto Nazionale di Valutazione con le prove a test censuarie elimina la divergenza.
Le risposte valide sono quelle attese, standardizzate, utilizzabili dal sistema di correzione criteriale. Vale sia per la genialità che per la disabilità: sono eliminate come fenomeno di disturbo nella ricerca della media che disegna la “normalità”

La Prof.ssa Annachiara Piffari di Reggio Emilia ha illustrato:” il ruolo del docente di sostegno nella Scuola Pubblica” affermando che il ruolo del docente di sostegno non può essere ridotto al considerare l’alunno disabile da un punto di vista clinico, in una sorta di “medicalizzazione” della scuola, nè tantomeno in termini di assistenza alla persona. Compito del docente di sostegno è, partendo dalla situazione clinica, interrogarsi su come questa abbia influito sulle abilità di apprendimento e quindi di declinare strategie didattiche al fine di poter consentire all’alunno disabile la fruizione del sapere, come sancito dalla nostra Costituzione.
La prof.ssa Eleonora Marrone, docente di arte e sostegno ( Professione Insegnante, membro del direttivo). Ha curato l’aspetto artistico: “Immagine, suono e segno. Per una cultura senza barriere linguistiche “
La Prof.ssa Marrone ha dichiarato che La rete dei 65 movimenti crede fermamente nell’abbattimento delle barriere linguistiche. E sta adoperando ogni mezzo tradizionale e multimediale affinché la comunità tutta (fatta da oralisti, segnanti, bilingue e multilingue) possa avere accesso alle informazioni e possa essere parte attiva nel processo didattico educativo di ogni singolo alunno senza che un canale o uno stile comunicativo prevalgano sugli altri, infatti l’intero convegno è stato segnato, grazie all’Associazione ANACA
Durante il seminario la rete ha presentato il video su Vola, Forrest, VOLA parlato, segnato e sottotitolato curato dalla Prof.ssa Marrone.
Poi è intervenuto Leonardo Alagna direttore di osservatorio diritti scuola sociologo e insegnante di sostegno. Il suo intervento è stato imperniato sulla continuità didattica soltanto annunciata da parte dello Stato e che non si è mai realizzata per una scelta politica dettata da ragioni finanziarie ed economiche che hanno portato a depauperare 300 milioni di euro in 10 anni in indennizzi legati ai ricorsi promossi dalle famiglie per ottenere insegnanti di sostegno che lo Stato non assicurava. Alagna conti alla mano ha dimostrato come le somme depauperate sarebbero state invece sufficienti ad assicurare la trasformazione di tutti i posti in deroga in organico di diritto tali da garantire una continuità didattica reale che lo Stato ha soltanto annunciato e che adesso strumentalizza al fine di giustificare l’allontanamento di migliaia di docenti dal Sud al Nord d’Italia . L’origine di questo squilibrio nasce da una errata distribuzione dei posti in organico di diritto sul territorio nazionale per un supposto riequilibrio tra le diverse regioni d’Italia. La mancata considerazione dei posti in deroga nell’organico complessivo dei posti di sostegno ha determinato una errata distribuzione dei posti in organico di diritto.

Infine è intervenuto il Professore Ernesto Ciraci, di Parma dell’Associazione MISOS: “I docenti di sostegno specializzati e la fase di transizione nell’ottica della continuità didattica”

Il seminario poi ha dato voce alle relazioni sindacali ed è intervenuta la prof.ssa
Anna Fedeli della segreteria Nazionale della CGIL, la quale ha relazionato su “Professionalità e risorse: due investimenti necessari per un’inclusione di qualità” riportiamo testualmente: “Gli schemi dei decreti pubblicati il 14 gennaio, in perfetta continuità con la legge 107, danno corpo a un’idea di scuola che la FLC CGIL non può condividere perché diametralmente opposta a quella che secondo noi deve essere la scuola che realizza i suoi compiti istituzionali, che garantisce il diritto di tutte le bambine e di tutti i bambini, delle studentesse e degli studenti a un percorso scolastico di qualità, che riconosce tutte le diversità come un valore.

L’aver trasformato con una modifica della 107 i livelli essenziali delle prestazioni (che la delega avrebbe dovuto definire) in fabbisogni standard di fatto impedisce l’obbligatorietà per lo Stato e gli Enti locali di trovare spazio per i diritti imprescindibili nei loro bilanci.“

Stefano D’Errico : Segr. Naz. Unicobas è intervenuto sul tema “ Inclusione, non assistenza: un’eccellenza italiana a rischio demagogia” e ha argomentato sulla formazione dei docenti di sostegno, ha escusso sui 300 git d’ambito previsti dalla delega, poi ha denunciato la scomparsa dei GLHO e lo sfruttamento dei precari che saranno sottopagati durante i 2 anni di apprendistato. Il professore ha parlato anche del ruolo delle famiglie che spariscono dal mondo della Scuola e infine ha elencato i danni di tutte le deleghe che sono da respingere al mittente, pertanto è importante la data del 17 marzo per lo sciopero e la manifestazione davanti al MIUR alle ore 9.30 indetti da unicobas, usb, cobas e anief, perché sia chiara la linea di tutti: il ritiro delle deleghe.

Ernesta Bevar. Dell’Esecutivo naz. USB ha elencato alcuni punti importanti della delega: viene innalzato a 22 il limite di 20 alunni per la costituzione di classi prime per ciascun grado di istruzione e per le sezioni di scuola dell’infanzia (DPR 81/09; viene modificata in modo sostanziale la legge quadro 104/92; la delega assegna provocatoriamente alle scuole paritarie private contributi economici pubblici in funzione del numero degli studenti con disabilità frequentanti senza riconoscere e sanzionare la pratica diffusa in tutta Italia da parte di troppe scuole paritarie private che non accolgono ad oggi alunni con disabilità o chiedono alle famiglie di farsi carico del pagamento della figura di sostegno. Poi denuncia il limite di spesa previsto per l’assegnazione alle scuole del personale ATA in funzione della presenza di studenti con disabilità e infine ha smascherato l’inasprimento dei vincoli della mobilità professionale con l’aumento dei poteri del dirigente scolastico che potrà offrire le ore di sostegno della propria scuola al personale docente senza alcun vincolo di trasparenza delle operazioni e senza alcun tipo di stabilizzazione.

Formulazione PEI e PDP, alunni con manifestazione di aggressività e responsabilità dello Neuropsichiatra infantile

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 17:12

Sia in presenza di patologie che in assenza di esse, la responsabilità didattica ed educativa non può ricadere solo ed esclusivamente sulla comunità scolastica.

Il patto educativo di corresponsabilità esplicita in modo chiaro ed inequivocabile che (il compito della scuola, pertanto, è quello di far acquisire non solo competenze, ma anche valori da trasmettere per formare cittadini che abbiano senso di identità, appartenenza e responsabilità .
Al raggiungimento di tale obiettivo è chiamata l’autonomia scolastica, che consente alle singole istituzioni scolastiche di programmare e condividere con gli studenti, con le famiglie, con le altre componenti scolastiche e le istituzioni del territorio, il percorso educativo da seguire per la crescita umana e civile dei giovani – Nota 31 luglio 2008 Prot n. 3602/P0).

Quindi la presa in carico degli allievi con manifestazione di aggressività è globale ed integrata con la formulazione del PEI (Piano Educativo Individualizzato) e del PDP (Piano Didattico Personalizzato) attraverso la piena collaborazione delle istituzioni scolastiche e sanitarie del territorio.

In presenza di alunni con disabilità, il diritto allo studio si realizza attraverso il processo dell’integrazione scolastica, che (prevede l’obbligo dello Stato di predisporre adeguate misure di sostegno, alle quali concorrono a livello territoriale, con proprie competenze, anche gli Enti Locali e il Servizio Sanitario Nazionale).

Alla formulazione e stesura del PEI e del PDP concorrono figure specialistiche con competenze e responsabilità differenti in ambito scolastico e sanitario.

Le strutture sanitarie territoriali hanno specifiche funzioni di valutazione di situazioni neuropsichiatriche o a rischio, diagnosi, elaborazione del progetto assistenziale e presa in carico.

Il D.M. 24 aprile 2000 Adozione del progetto obiettivo materno-infantile relativo al «Piano sanitario nazionale per il triennio 1998-2000» al comma 8 assistenza neuropsichiatrica in età evolutiva riporta (la grande varietà delle situazioni cliniche e dei bisogni di salute dei pazienti neurologici e psichiatrici di quest’età comportano un ulteriore sforzo degli operatori sanitari e non sanitari a tutti i livelli, al fine di superare le barriere residue, culturali e professionali tradizionali, che ancora siano presenti. Infatti, molto di più che in altre aree di intervento (di prevenzione, di diagnosi, di cura, di riabilitazione), è indispensabile un approccio multidisciplinare fortemente centrato sugli specifici bisogni del minorenne nello spirito di una più fattiva integrazione professionale.

Obiettivi generali sono: prevenzione, diagnosi precoce, cura e riabilitazione dei disturbi neurologici, psichiatrici, psicologici e neuropsicologici dell’età evolutiva.

A sua volta tale équipe deve poter operare in stretta vicinanza con le strutture e gli operatori dell’area pediatrica e la rete dei servizi socio assistenziali ed educativi. Obiettivo generale dev’essere quello di ridurre quanto più possibile l’handicap, cioè la risultante del percorso diagnosi-cura-riabilitazione della disabilità.

Particolare impegno deve essere rivolto, da parte dei servizi di I livello, alle strategie di prevenzione attraverso l’individuazione dei fattori di rischio prevalenti a livello distrettuale e sovradistrettuale e alla valorizzazione dei fattori di protezione per la salute mentale dei soggetti in età evolutiva).

Nella verifica del PEI e del PDP è fondamentale aprire un’attività di monitoraggio continuo tra gli apprendimenti curricolari e i fattori di rischio prevalenti.

L’attività di monitoraggio deve poter trovare riscontro concreto nel PAI (Piano annuale per l’inclusività) “lo strumento che deve contribuire ad accrescere la consapevolezza dell’intera comunità educante sulla centralità e la trasversalità dei processi inclusivi in relazione alla qualità dei risultati” nota ministeriale prot.1551/2013.

L’obiettivo è la collaborazione fattiva con le istituzioni scolastiche, le famiglie e le unità sanitarie territoriali per l’inserimento e l’integrazione degli alunni nelle scuole di ogni ordine e grado.

Giuseppe Argiolas

Direttivo Nazionale

CIIS (Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno)

Orientamento. I settori che daranno lavoro nei prossimi anni per oltre un milione e mezzo tra laureati e diplomati

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 17:05

Si prevedono nuovi ingressi per 787mila laureati (il 31% del totale) e 837mila diplomati (33%). Nelle prime posizioni della classifica si trovano la sanità-assistenza e i servizi avanzati alle imprese. Seguono l’istruzione, i servizi operativi, le costruzioni, i trasporti e il turismo.

Per la sfida di “Industry 4.0”, ovvero la totale automazione e interconnessione delle produzioni, una ricerca di Assolombarda e Università Milano-Bicocca indica che le figure professionali rilevanti sono riconducibili a tre filoni: professioni inerenti il trattamento e l’analisi delle informazioni (big data, business intelligence); professioni attinenti alla progettazione di applicazioni associate ai nuovi media e ai social network; professioni legate all’automazione dei processi produttivi e logistici.

Secondo un report di Italia Lavoro, ancora, gli addetti ai white jobs passeranno entro il 2020 dagli attuali 2,5 milioni a 3,1.

Secondo Adapt, il centro studi fondato da Marco Biagi scompariranno mansioni impiegatizie come lo sportellista bancario, il contabile, l’amministrativo generico, la segretaria, il correttore di bozze, ma anche attività manuali come l’operaio generico (quantomeno nei Paesi occidentali), il piccolo artigiano che non lavora sulla qualità, la cassiera, il manutentore; avanzeranno nuovi mestieri come il nanomedico, l’agricoltore 4.0 (capace di governare produzioni agricole automatizzate), il genetista, il consulente per l’invecchiamento attivo, l’esperto di cambiamenti climatici, il personal brander, l’assistente sociale in ambito digitale, l’analista di big data.

In aumento anche le attività di cura e assistenza alla persona: badantato e babysitting professionale, infermieri specializzati nella cura degli anziani, maggiordomi aziendali, nuovi servizi di pulizia ed igiene, addetti alla raccolta differenziata dei rifiuti.

Lacune in grammatica, le proposte di Rossi Doria: assunzione responsabilità soggetti coinvolti, formazione docenti e apprendimento cooperativo

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 10:19

Sulla questione è intervenuto, su doppiozero.com, anche Marco Rossi Doria, insegnante ed esperto di politiche educative e sociali e già sottosegretario all’Istruzione.

Rossi Doria evidenzia, innanzitutto, il problema relativo alla mancata assunzione di responsabilità, riguardo al problema su esposto, da parte delle nostre classi dirigenti e critica i nostalgici della scuola che fu, in quanto le condizioni sociali, economiche e familiari dei nostri alunni sono totalmente diverse da coloro i quali hanno frequentato la scuola gentiliana. Allo stesso modo, Rossi Doria non concorda con coloro i quali (accademici compresi) ritengono che le Indicazioni Nazionali vadano cambiate in quanto poco rigorose. Al contrario, Rossi Doria afferma che esse sono un esempio di ricerca di nuovo rigore nelle nuove condizioni.

La responsabilità delle lacune nella lingua madre, che presentano gli studenti italiani, non si possono attribuire soltanto alla scuola, ma anche a due altri soggetti, ossia l’Università e i Governi: “Alla prima spetta con assoluta evidenza il compito di preparare in modo appropriato la classe degli insegnanti; ai secondi spettano i compiti, ineludibili ma troppo spesso elusi di assicurare una decorosa condizione socio-economica ai docenti e, fatto per nulla secondario, di verificare la rispondenza della formazione degli aspiranti insegnanti alle funzioni che li attendono nelle aule. Per quanto riguarda l’insegnamento dell’italiano, bisogna dirlo francamente, si ignora il fatto che la preparazione universitaria degli insegnanti nell’area specifica della linguistica italiana è stata, per lungo tempo, del tutto assente e poi ha continuato ad essere assai limitata”.

Le competenze linguistiche dei docenti, prosegue Rossi Doria, sono state a lungo trascurate dalla politica, per cui si rendono necessari “esami obbligatori di lingua e grammatica all’università per chi insegnerà e con adeguati investimenti a sostegno della formazione dei docenti.”, e ancora “La riflessione sulle competenze linguistiche va posta come questione di tutte le discipline. E va potenziata l’analisi di ciò che fanno le scuole che ottengono buoni risultati nella lingua: il loro successo è la più importante lezione per battere la de-alfabetizzazione.”

I docenti contemporanei, afferma ancora l’ex Sottosegretario al Miur, hanno ” perso il monopolio delle conoscenze e dei mezzi per trasmetterle. E che deve insegnare a distinguere, scegliere, confrontare, in mezzo a un mare di informazioni complesse e contraddittorie, valutando il sapere che i propri alunni hanno acquisito in moltissimi modi, anche lontano dalla scuola. Il cruciale tema della lotta alla de-alfabetizzazione non può essere separato da tutto questo.”

Secondo Rossi Doria, dunque, il problema va affrontato nelle sue diverse sfaccettature e con l’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti: politica, università, scuola e famiglie.

Quali le possibili soluzioni? Una maggiore attenzione alla formazione dei docenti relativamente alla formazione linguistica, nuovo patto tra adulti (scuola e genitori, che non devono sempre e solo difendere i propri figli) e nuovi metodi di insegnamento, fondati sulla valorizzazione della “ricerca, il laboratorio, etc. con al centro il gruppo di ragazzi che lavorano in modo cooperativo. Perché si impara meglio e anche perché non si può più contare sul vecchio principio di autorità che era la base della scuola che fu.”

Formazione dirigenti scolastici, gestione Piano Miglioramento

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 09:38

Il suddetto Piano è stato poi declinato, secondo le esigenze territoriali, nei Piani regionali di formazione in servizio dei dirigenti scolastici.

L’USR per l’Abruzzo ha pubblicato delle interessanti slide relative al modulo formativo “La Gestione del Miglioramento”, articolato in tre parti:

1) Riepilogo degli strumenti necessari per la gestione di un PdM:

  • principi di Qualità;
  • base metodologica (ciclo PDCA);
  • format (INDIRE o USR Abruzzo);-
  • Project Management.

2) Laboratori (sottogruppi) – riflessioni e confronti sull’esperienza di gestione del PdM per l’a.s.2015-2016:

  • punti di forza (cosa è andato bene);
  • punti di debolezza (cosa non è andato bene).

3) Conclusioni (plenaria):

  • definizione e condivisione di azioni di miglioramento per la gestione del PdM.

Scarica le slide

Concorso a cattedra: riammessa docente assente alla prova orale perché doveva partorire

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 09:17

La neo mamma ricoverata inviava tempestivamente dall’ospedale all’USR (Ufficio Scolastico Regionale) dell’Abruzzo la certificazione comprovante il suo ricovero per giustificare la sua assenza alla prova fissata proprio in quei giorni. Uscita dall’Ospedale contattava telefonicamente l’Ufficio scolastico e veniva rassicurata che la certificazione era stata ricevuta e che sarebbe stata convocata in una sessione suppletiva per espletare la prova a cui non aveva potuto partecipare in seguito al parto.

Dopo circa un mese l’insegnante riceveva una pec dall’Ufficio con la quale le comunicavano l’esclusione dal concorso perchè “….la sua assenza alla prova equivale a rinuncia”. La sig.ra decide allora di denunciare la grave discriminazione alla Consigliera di Parità della Provincia di Teramo l’Avv. Prof.ssa Anna Pompili che  per il tramite dei Legali del suo Ufficio impugna il provvedimento e il 23 febbraio 2017 finalmente il provvedimento del TAR Lazio che “………in considerazione delle intervenute tempestive comunicazioni ad opera dell’istante circa la sua condizione e della condotta discriminatoria tenuta dall’amministrazione che avrebbe dovuto interpretare la clausola del bando di cui all’art. 7, comma4, del bando di concorso in senso non violativo dell’art. 27 del d.lgs n. 198/2006 ( codice pari opportunità)……………..  ordina all’Amministrazione di sottoporre la ricorrente alla prova concorsuale mancante, nel termine di trenta giorni dalla notificazione del presente provvedimento.”

La Consigliera ha chiamato la Docente le ha comunicato la bella notizia e le ha augurato un grande in bocca al lupo per la prova che dovrà sostenere la Docente ha promesso che ce la metterà tutta per superare la prova sta già studiando tra una poppata e l’altra,  una bella vittoria che ha ridato la dignità ad una Donna anzi ad una Mamma.

Distinti saluti.
La segreteria dell’Ufficio della Consigliera di Parità

Tasse scolastiche, limiti reddituali esonero studenti per l’a.s. 2017/18. Nota Miur

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 08:59

Le tasse dovute, com’è noto, sono:

  • tassa di iscrizione – € 6,04;
  • tassa di frequenza – € 15,13;
  • tassa per esami di idoneità, integrativi, di licenza, di maturità e di abilitazione – € 12,092;
  • tassa di rilascio dei relativi diplomi – € 15,13.

Nella nota si precisa che la tassa di iscrizione deve considerarsi esigibile una tantum allatto dell’iscrizione al quarto anno e che, a seguito dell’Accordo in Conferenza  Stato Regioni del 29 aprile 2010, recepito con il D.I. del 15 giugno 2010, l’esame di qualifica professionale statale non è più sussistente.

Di seguito la tabella riportante i limiti reddituali per l’esonero dal pagamento, previsti per il prossimo anno scolastico e determinati sulla base del numero di persone componenti il nucleo familiare e della rivalutazione dello 0.9%, corrispondente al tasso di inflazione programmato per il 2017 :

Nella nota si ricorda che il versamento dell’eventuale contributo da parte dei candidati esterni agli esami di Stato, secondo quanto deliberato del Consiglio di Istituto, è dovuto esclusivamente qualora detti candidati intendano sostenere esami con prove  pratiche  di  laboratorio.

Ricordiamo che la delega sul diritto allo studio, Atto n. 381, prevede l’abolizione di dette tasse per tutti gli studenti: dal 2108/19 l’abolizione riguarderà gli alunni delle classi IV, mentre per le classi V bisogna attendere il 2019/2020.

nota

20.215 pensionamenti previsti dal 1° settembre 2017. Posti vacanti e disponibili per assunzioni e trasferimenti

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 08:14

Il numero di pensionamenti è un dato molto atteso dalle varie categorie di docenti, sia precari che di ruolo. I primi, infatti, sono interessati al numero di posti lasciati liberi per le eventuali immissioni in ruolo, mentre i docenti a tempo indeterminato per le operazioni di mobilità.

Ricordiamo che per il prossimo anno scolastico, il CCNI concernente la mobilità per l’a.s. 2017/18 ha definito le seguito aliquote destinate alle immissioni in ruolo e ai movimenti, come possiamo leggere all’articolo 8 commi 6-7-8:

  • alle immissioni in ruolo è destinato il 60% delle disponibilità determinate al termine dei trasferimenti provinciali;
  • ai trasferimenti interprovinciali è destinato il 30% delle disponibilità determinate al termine dei trasferimenti provinciali;
  • alla mobilità professionale è destinato il 10% delle disponibilità determinate al termine dei trasferimenti provinciali.

Come leggiamo su “La Repubblica”, il numero totale dei pensionamenti dei docenti, a partire dal 1° settembre 2017, è pari a 20.215.

Nello specifico, andranno in pensione: 2.594 insegnanti della scuola dell’infanzia, 5.807 insegnanti della scuola primaria, 5.378 docenti della scuola secondaria di primo grado; 6.436 docenti della scuola secondaria di secondo grado.

I numeri sopra riportati sono provvisori, in quanto le domande di pensionamento devono essere ancora vagliate ed accettate.

8 marzo sciopero globale indetto da “Non una di Meno”, adesione Flc Cgil

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 07:52

La Flc Cgil ha aderito alla sciopero globale indetto dalle donne di “Non una di Meno” per l’8 marzo p.v.

Riportiamo il comunicato presente sul sito del sindacato guidato da Francesco Sinopoli.

“Ni una menos” è la sfida lanciata dalle donne argentine in tutto il mondo, per chiamare alla lotta e allo sciopero globale contro la violenza maschile sulle donne.

Riteniamo importante che nel nostro Paese alla generale mobilitazione contro la violenza si affianchi la rivendicazione di un’effettiva parità di genere, in un momento in cui l’attacco ai diritti del lavoro e di cittadinanza vede soccombere soprattutto le donne sul piano del salario e del ruolo sociale.

Mentre vengono tagliati i servizi, continuano a mancare gli asili nido e il pagamento delle mense, non più sostenibile per un numero sempre crescente di famiglie, mette in discussione la frequenza della scuola dell’infanzia e del tempo pieno nella scuola primaria, il lavoro di cura rimane prepotentemente sulle spalle delle donne, ostacolandone la piena realizzazione professionale e sociale.

Nei nostri comparti della conoscenza la mancanza del rinnovo del Contratto nazionale di Lavoro ha poi contribuito ad indebolire la potestà di tutela, mettendo in difficoltà soprattutto le donne che non sempre possono contare sulla contrattazione per il riconoscimento dei diritti che discendono dalla Costituzione.

In questo contesto, per educare alla parità di genere e sradicare la cultura della violenza sulle donne, la formazione riveste un ruolo centrale e strategico: dall’asilo nido all’università, l’educazione alle differenze deve essere una pratica diffusa che superi la cultura formale delle pari opportunità.

Affrontare in modo critico il tema delle violenze di genere e far emergere le relazioni di potere che si instaurano attraverso gli stereotipi maschili e femminili deve essere obiettivo della scuola pubblica.

Nell’ambito di queste considerazioni si rafforzano le motivazioni che continuano a vederci determinati contro la legge 107/15, una riforma che impedisce alla scuola di essere un laboratorio di civiltà, all’interno del quale sperimentare punti di vista condivisi nel rispetto di tutte le differenze.

Aderire allo sciopero mondiale dell’8 marzo 2017 per i lavoratori della Conoscenza significa parlare di tutti i temi che abbiamo messo in campo in questi anni, restituire all’Istruzione e alla Ricerca obiettivi di qualità e a tutto il personale dei nostri comparti la dignità sociale e professionale che deve connotare le lavoratrici e i lavoratori dei settori pubblici, avamposto dello stato sociale.

Assistenti lingua straniera: 220 unità per le scuole italiane, numero di posti per Regione. Avviso Miur

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 07:34

Detta assegnazione avviene nell’ambito del Programma di scambio di assistenti di lingua straniera, promosso dal Miur in attuazione degli  Accordi culturali  tra  l’Italia  e  Austria,  Belgio,  Francia,
Regno  Unito,  Irlanda,  Germania  e  Spagna.

Come leggiamo nell’avviso, l’opportunità  di  accogliere un assistente  di  lingua  straniera (inglese,  francese, spagnolo  e  tedesco), nel  corso  del  prossimo  anno scolastico, è offerta ad un numero limitato di Scuole.

Requisiti e compiti dell’assistenza di lingua

L’assistente di lingua:

  • è un giovane laureato o studente universitario;
  • ha una conoscenza di base della lingua italiana;
  • viene selezionato nel Paese europeo di provenienza;
  • affianca il docente di lingua e cultura straniera per 12 ore settimanali nel corso di un periodo di tempo che può variare da un minimo di  6 mesi fino a un massimo di 8 mesi.

Numero posti e ripartizione regionale

Il numero di posti e la  ripartizione  del contingente  per  Regione, indicati nell’Avviso, sono soggetti a possibili variazioni a seguito di riduzioni o aggiunte di unità rispetto a quelle previste e indicate nell’Avviso.

Il numero complessivo di posti, di seguito ripartiti per Paese di provenienza, è pari a 220 unità:

  • Austria n. 20;
  • Belgio (comunità francofona) n. 3; 
  • Francia n. 98; 
  • Irlanda n. 6; 
  • Regno Unito n. 53; 
  • Germania n. 20; 
  • Spagna n. 20.

Questi, invece, i posti assegnati a ciascuna Regione per le diverse lingue:

Condizioni di ammissibilità e individuazione Istituti scolastici

Le Scuole, per poter essere ammesse alla procedura di assegnazione degli assistenti di lingua, devono:

  • prevedere di anticipare qualche mensilità dei compensi dovuti all’assistente all’avvio dell’anno scolastico, in considerazione dei possibili  ritardi dovuti alle procedure iniziali  di gestione  del bilancio e alla   necessità   di acquisire la documentazione relativa alla presa  di servizio dell’assistente, che ha luogo il 1° ottobre di ogni anno;
  • verificare che siano previste almeno 24 ore settimanali di insegnamento curricolare della lingua per la quale si chiede l’assistente.  Tali ore devono essere distribuite su un minimo di due cattedre (unica  eccezione  è  l’assegnazione  condivisa  analizzata di  seguito) e organizzate  in maniera che l’assistente possa collaborare con un massimo di quattro docenti di lingua;
  • assicurare un’adeguata  integrazione dell’attività dell’assistente all’interno  dell’Istituto, attraverso l’elaborazione di un progetto inserito nel Piano dell’offerta formativa e la designazione di un docente con  funzioni di tutor dell’assistente e di coordinatore di tutti i docenti del  dipartimento della lingua straniera di riferimento, in considerazione  del  fatto  che l’assistente non è un docente, ma un neolaureato o studente universitario.

Gli Uffici scolastici regionali, verificati i requisiti di ammissibilità, individuano gli Istituti assegnatari degli assistenti di lingua sulla base dei seguenti criteri:

  • la presenza di collegamenti alla rete di trasporto pubblico;
  • la prossimità delle scuole richiedenti a sedi universitarie;
  • la possibilità di offrire servizi aggiuntivi all’assistente (alloggio, mensa, ecc…);
  • la   valorizzazione   della   lingua   straniera   nel Piano dell’offerta   formativa   attraverso corsi extracurricolari  o altre iniziative o  progetti  relativi alla  lingua  per  la  quale  si  richiede  l’assistente (per es.: sperimentazione CLIL, scambi e gemellaggi, partenariati europei…).

Oltre ai suddetti criteri, gli Uffici scolastici regionali sono invitati a non concentrare, laddove possibile, le assegnazioni in una specifica area urbana e ad assegnare gli assistenti prioritariamente alle scuole che non  abbiano beneficiato  dell’assistente in anni recenti e per più anni consecutivamente.

La selezione delle scuole assegnatarie deve concludersi entro il 24 marzo 2017, data in cui gli UU.SS.RR. devono inviare, alla D. G. per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del S.N.I.,  l’elenco  delle scuole selezionate. Nell’elenco il numero di scuole sarà superiore a quello dei posti disponibili per Regione, in quanto si dovranno riportare non solo gli Istituti individuati come prioritari,  per  un  numero  pari  a  quello  del  numero  di  posti  assegnati  alla Regione, ma anche quelli individuati come “riservisti. Questo l’indirizzo email, cui inviare l’elenco: assistenti.linguescuole@istruzione.it

L’Avviso offre la possibilità di richiedere l’assistente in assegnazione condivisa con un altro Istituto, qualora non si raggiunga il numero minimo di 24 ore settimanali previste per la lingua di interesse. Tale richiesta può essere effettuata solo se i due Istituti, richiedenti l’assegnazione condivisa, abbiano sedi raggiungibili facilmente a piedi o con mezzi pubblici.

Gli  istituti  scolastici  individuati  dagli  UU.SS.RR.  in  assegnazione  condivisa  devono  effettuare entrambi le procedure di accreditamento on-line, di seguito descritte.

Accreditamento on-line delle scuole selezionate

Le scuole individuate dall’USR di competenza (comprese gli istituti riservisti) devono procedere alla richiesta online, compilando e inviando l’apposito modulo,  entro il 3 aprile 2017. Il modulo sarà disponibile nella pagina Miur dedicata.

L’accreditamento online è propedeutico all’assegnazione dell’assistente di lingua, poiché, leggiamo nell’avviso, non sarà possibile attribuire l’assistente, sebbene indicate come assegnatarie   dall’U.S.R. , alle scuole che  non  provvederanno  ad  accreditarsi  sul  sistema  on-line.

Periodo di svolgimento e attività didattiche

Gli assistenti opereranno in Italia dal 1° ottobre 2017 al 31 maggio 2018.

Le   attività didattiche dell’assistente dovranno  svolgersi in compresenza  con il docente italiano della rispettiva lingua  straniera o di  una  disciplina  non  linguistica nel caso di lezioni svolto secondo la metodologia CLIL.

Non  è  ammessa, viene sottolineato nell’Avviso,  la compresenza  dell’assistente con docenti di conversazione straniera, pertanto si dovrà limitare l’attività dell’assistente alle sole sezioni in cui non è prevista la presenza di docenti conversatori.

Consigliamo alle Istituzioni scolastiche interessate di monitorare il sito dell’USR di competenza per eventuali ulteriori comunicazioni.

Avviso Miur

PON scuole paritarie, Fidae: attendiamo modifica Accordo partenariato con l’Europa

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 06:15

a)  Istanze di riconoscimento della parità scolastica.
L’Ufficio Scolastico per la Regione Lombardia ha pubblicato le Disposizioni per la presentazione delle Istanze di riconoscimento della parità scolastica, per l’anno scolastico 2017/2018, di sezioni di scuole dell’infanzia, di corsi di scuole primarie e secondarie di I e II grado (clicca qui per leggere).

Si allega domanda di riconoscimento della parità scolastica con decorrenza dall’anno scolastico 2017/2018 (clicca qui per leggere).

Allo scopo risulta molto chiara la Nota esplicativa molto precisa redatta dal Centro Servizi (clicca qui per leggere).

b) Accesso PON Istruzione alle scuole Paritarie. Oltre ogni dichiarazione di intenti che abbiamo udito e letto c’è poi il confronto con la realtà. Che i PON siano stati finalmente aperti alle scuole paritarie, pubbliche al pari delle scuole statali ci appare un atto dovuto, per chi dichiara di porre al centro lo studente. Pur tuttavia nel sistema scolastico Italiano abbiamo imparato che dichiarare il diritto non basta… c’è un tempo più o meno indefinito (spesso giustificato con il salvagente burocrazia) per garantirlo (basti pensare che la famiglia attende dal 1948?). E il passaggio dalle parole ai fatti ha sempre un tempo che resta incerto. Pertanto mentre si registra l’apertura chiediamo quando sarà possibile accedervi. Non c’è nulla di peggio che dichiarare un principio di diritto e non rendo applicabile. Genera frustrazione… (clicca qui).

Ma con la fiducia e la determinazione di sempre, chiediamo a chi di dovere di definire i tempi di accesso ai Pon, già dal mese di Novembre 2016, quando il sottosegretario Toccafondi (che ha la delega alla parità) in una lunga intervista rilasciata al Sussidiario ne dava l’annuncio, che come è giusto che sia le scuole hanno seriamente registrato (clicca qui per leggere).

A quanti ci hanno scritto domandandoci chiarificazioni, lo stato dell’arte è il seguente

Interpretazione “paritaria” delle norme sul “PON Istruzione” La legge di stabilità, come già comunicato, precisa all’art. 1 comma 313 che il Programma Operativo Nazionale (PON) per la scuola (progetti finanziati con risorse europee) è destinato alle istituzioni scolastiche sia statali sia paritarie. Ci preme precisare che il Miur potrà destinare tali risorse anche alle scuole paritarie di ogni ordine e grado solo dopo una necessaria modifica dell’Accordo di partenariato con l’Europa. Ad oggi non ci sono certezze in merito alla tempistica di apertura a tali bandi.  (clicca qui per leggere)

Andiamo avanti con coraggio con i più cari saluti sr Anna Monia Alfieri

Merito, monitoraggio Miur buone pratiche assegnazione bonus premiale. Le visite dell’Indire

News da Orizzonte Scuola - Dom, 26/02/2017 - 06:07

L’attribuzione del bonus è di competenza del dirigente scolastico, sulla base dei criteri individuati dal comitato per la valutazione dei docenti.

Il comma 130 prevede che gli Uffici Scolastici Regionali, al termine del triennio 2016-18, inviino al Miur una relazione sui criteri adottati dalle istituzioni scolastiche, in modo che il  Ministero, sulla base delle relazioni inviate, elabori delle  linee guida per la valutazione del merito dei docenti a livello nazionale, previo confronto con le parti sociali e le rappresentanze professionali.

Nel frattempo, in attesa del termine del triennio e dell’invio delle relazioni suddette, il Miur ha avviato un monitoraggio volto ad individuare, nell’attribuzione del bonus premiale, buone pratiche , intendendo  con queste ultime il fatto che il bonus sia stato assegnato tramite scelte condivise.

Il monitoraggio è stato svolto dagli esperti dell’Indire, che elaborerà un rapporto sulle buone pratiche.

Tra gli istituti individuati (30 in totale) figurano il “Primo Istituto Comprensivo” di Gela, come abbiamo già riferito in questo articolo, e l’Istituto Comprensivo “G. Nosengo” di Petrosino.

Come riferito alla nostra redazione dall’Istituto ” G. Nosengo”, le visite dell’Indire si sono articolate nelle seguenti fasi:

–    Intervista ai membri del Comitato di valutazione dei docenti;
–    Focus group con un campione di 15 docenti, rappresentativo dei tre ordini di scuola e delle diverse tipologie;
–    Intervista approfondita con il dirigente scolastico.

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