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Congresso Nazionale Disal, “Riconciliare la scuola con la vita. Dirigere l’innovazione”

News da Orizzonte Scuola - 1 ora 14 min fa

Provenienti da ogni regione e dall’estero, i partecipanti si confronteranno su di un tema ricco o propositivo: “Riconciliare la scuola con la vita. Dirigere l’innovazione”: al centro dell’appuntamento cultura, responsabilità e competenze per una nuova dirigenza.
«Riconciliare la scuola con la vita: di questo c’è principalmente bisogno oggi negli ambienti educativi e questo sta già accadendo, in tante scuole – afferma Ezio Delfino presidente nazionale DiSAL – . Occorre, però, una sensibilità capace di sostenere spazi e tempi di questo rinnovamento in atto e individuarne i segni nei diversi attori: studenti, docenti, genitori. E’ questo il contributo ed il compito decisivo del preside, oggi: un professionista che sa cogliere il nuovo che viene, valorizzarlo, garantirgli strumenti operativi, renderlo condivisibile».
Una direzione innovativa che affronta i problemi che sembrano rendere statiche e formali le scuole partendo, invece, da un positivo, dal tentativo di chi ha passione, da un’idealità operativa sostenendo progettazioni efficaci, percorsi didattici creativi, occasioni formative a misura del desiderio di conoscenza e di bene delle persone e dei contesti.
Il Convegno sarà arricchito, in tale prospettiva, da diverse presentazioni di esperienze di dirigenti scolastici di scuole statali e paritarie che realizzano modelli di scuola come comunità di apprendimento e di vita. AI lavori del Convegno partecipano, tra gli altri, Dario Nicoli sociologo dell’organizzazione dell’Università S. Cuore di Brescia, Norberto Bottani, analista di politiche scolastiche di fama europea, Claudio Tucci, giornalista de Il Sole 24 Ore, Giovanni Biondi, presidente di INDIRE, Ludovico Albert presidente della Fondazione per la scuola della Compagnia di S. Paolo, Vito De Filippo, sottosegretario all’Istruzione.
«Il Convegno nazionale DiSAL 2017 – puntualizza Ezio Delfino – intende da un lato cogliere la sfida del cambiamento a favore dei ragazzi e delle comunità scolastiche che è in atto, osservarlo, raccontarlo e rilanciarlo, e, dall’altro, indicare i profili, le caratteristiche, le modalità che realizzano una direzione che crei vera innovazione. Fino ad evidenziare gli eccessi e le storture di un sistema amministrativo scolastico che corre, invece, con un’altra velocità, con vincoli e regole ancora più numerose e pesanti di quelle del passato, quando invece c’è bisogno di snellezza, essenzialità e maggiore libertà, specie nell’iniziativa delle scuole, singole ed in rete».
Sabato 1 aprile si svolgerà, infine, una sessione internazionale, con il confronto di esperienze di direzione innovativa tra responsabili di scuole del Kosovo, della Finlandia, dell’Australia.
In un contesto di forte disagio per la dirigenza scolastica statale oggi, a causa dell’enorme burocratizzazione in atto e della quantità di nuovi compiti scaricati sui presidi senza strumenti adeguati, e Il Convegno rappresenta l’occasione per un rilancio dell’autonomia delle scuole e dell’associazionismo professionale, dimensioni necessarie ad una guida moderna ed efficace di ogni tipo di scuola.

ANIEF, seminario gratuito sulla Mobilità a Vibo Valentia

News da Orizzonte Scuola - 1 ora 20 min fa
L’ANIEF invita al seminario gratuito, organizzato per il 27 marzo 2017 e rivolto a tutto il personale della scuola. Il seminario si svolgerà presso;

Istituto Comprensivo Statale “Murmura” Via Sant’Aloe, 20 – 89900 Vibo Valentia

Dalle ore 16 : 00 alle ore 18 : 00

Relatore: Prof.ssa Maria Daniela Mauceri

Partecipando ai seminari potrai ottenere 6 CFU spendibili all’interno del master Pegaso di primo livello in: “Legislazione scolastica e metodologie didattiche” (Codice master MA515) Partecipazione: l’accesso è limitato a 250 docenti. Il personale della Scuola organizzatrice dell’evento avrà la priorità nella partecipazione.

Tutti gli interessati dovranno inviare una email di prenotazione a: seminari.calabria@anief.net entro le ore 12.00 del 27 marzo 2017.
Info: Segreteria@eurosofia.it Tel. 091-7098311 oppure 0984 481169 *Eurosofia è un ente qualificato al M.I.U.R. ai sensi della direttiva ministeriale n. 170/2016

Precariato 36 mesi, Anief: Italia bacchettata a Bruxelles

News da Orizzonte Scuola - 1 ora 26 min fa

La Presidente si è detta fortemente delusa delle giustificazioni mosse dai rappresentanti italiani; ha chiesto loro formali e dettagliati ragguagli, da presentare subito dopo l’estate, all’interno di un’adunanza plenaria per il Parlamento Europeo. Sulla decisione ha pesato non poco la denuncia dei legali Anief, Sergio Galleano e Vincenzo De Michele, sulla mancata volontà dello Stato italiano di risolvere il problema. Ma anche l’intenzione espressa dagli stessi avvocati di rivolgersi alla CedU, la Corte europea dei diritti dell’Uomo, di voler anche presentare formale denuncia al Consiglio d’Europa, nonché della decisione del sindacato di proseguire i contenziosi nei tribunali nazionali del lavoro.

“Alle autorità italiane e ai componenti della rappresentanza permanente – ha detto con tono deciso Cecilia Wikstrom riferendosi all’abuso di contratti a termine – vorrei esprimere grande preoccupazione. Perché questo accade e ripetutamente: anno, dopo anno e dopo anno. Questo, non è degno di uno Stato membro dell’Unione Europea nel 2017: abbandonate questo comportamento sbagliato e rapidamente”, ha esortato la Presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento Ue.

Medesimi toni e contenuti erano stati espressi, poco prima, nei confronti dei parlamentari europei. Anche loro, evidentemente, risultati poco convincenti. “A noi – ha spiegato Wikstrom – questa problematica sta molto a cuore: ovviamente, manterremo aperte tutte queste petizioni e aspetteremo con impazienza informazioni aggiornate dalla Commissione Europea. In particolare, sulla procedura d’infrazione e la situazione per ogni caso, per iscritto. Perché, mi spiace dirlo, ma la vostra risposta oggi non è stata sufficiente. Ci dovevano essere molte più informazioni che avreste dovuto fornirci”.

“Per esempio – ha continuato la Presidente -, a gennaio del 2017, solo poche settimane fa, la direzione generale sull’Occupazione ha fatto sapere che a seguito di una richiesta di informazione da parte del mediatore, daranno una risposta dettagliata. È stupefacente che non abbiate citato questo. Io aspetto delle informazioni dettagliate da fornire a questa commissione proprio su questi temi, perché noi non siamo nemici del mediatore europeo: lavoriamo insieme, quindi dobbiamo ricevere esattamente le stesse informazioni che riceve il mediatore europeo. Poi, ci occuperemo di questa problematica, del tema dell’audizione che avrà luogo in autunno. E aspetto con impazienza anche i vostri contributi: poi, vedremo che tipo di misure adotteremo”.

Ci sono, dunque, tutte le premesse perché tra pochi mesi l’Italia – assieme a Spagna e Portogallo – venga nuovamente bacchettata da Bruxelles, dopo la Corte di Giustizia Europea, per la pessima gestione del personale pubblico precario con 36 mesi di servizio svolto. Dando seguito anche alla richiesta formulata nella stessa sede dai legali Anief, a Bruxelles, davanti al Parlamento Europeo, di aprire una risoluzione e un dibattito in seduta plenaria di questa problematica. Per dare, finalmente, una risposta netta e precisa ai tantissimi dipendenti da anni sfruttati dello Stato per supplire alle mancate immissioni in ruolo e per garantire il servizio pubblico.

“La netta presa di posizione della Commissione per le petizioni del Parlamento Europeo, a favore dei nostri rappresentanti, non fa altro che confermare la bontà della nostra linea per vincere il precariato – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario confederale Cisal –. Nel frattempo, nei prossimi mesi, i contenziosi proseguiranno nei tribunali nazionali del lavoro, al fine di ottenere almeno un adeguato riconoscimento per la mancata assunzione. A questo proposito, si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche i decreti per la ricostruzione di carriera: chi volesse presentare ricorso con Anief, per ottenere anche la stabilizzazione e gli indennizzi danni, può ancora decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità e risarcimenti adeguati”.

“Rimaniamo sempre più convinti che quello che sta accadendo in Italia sul fronte del precariato è assurdo: non solo lo Stato ignora le direttive e le sentenze comunitaria, ma anche quelle della Corte di Cassazione (ex plurimis nn. 22556 e 22558) sulla mancata assunzione dopo 36 mesi di servizio anche non continuativo. La stessa Cassazione ha sentenziato positivamente sulla assegnazione degli scatti di anzianità nei confronti dei precari vessati. Non sorprende – conclude Pacifico – se poi i giudici del lavoro assegnano sia il risarcimento sia gli aumenti stipendiali automatici”.

L’intervento completo di Cecilia Wikström, Presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo: dal minuto 1.57,00 al minuto 1.59,40.

Cyberbullismo, nuova finestra iscrizione a “Generazioni Connesse – Safer Internet Centre ITALY III” dal 27 marzo

News da Orizzonte Scuola - 6 ore 34 min fa

Il progetto, ricordiamolo, rientra tra gli interventi volti a combattere i fenomeni del bullismo e cyberbullismo.

La finestra di iscrizione sarà aperta dal 27 marzo al 31 maggio, data entro la quale le scuole interessate dovranno compilare il questionario e documenti correlati (check list e piano d’azione).

Le scuola, che si iscriveranno tramite questa nuova finestra ( (la prima ha riguardato il periodo ottobre – novembre 2016), saranno invitate a riflettere sul loro approccio alle problematiche legate alla sicurezza online e ad un uso positivo delle tecnologie digitali nella didattica, identificando i punti di forza e debolezza, nonché gli ambiti di miglioramento e le misure da adottare per raggiungere tale miglioramento.

Il progetto, rivolto agli studenti delle classi quarta e quinta della scuola primaria e a quelli di tutte le classi della scuola secondaria di primo grado, si propone l’obiettivo di far dotare ciascuna scuola di una Policy interna che contenga:

Adozione di misure di prevenzione e di gestione  di situazioni  problematiche relative all’uso di internet e delle tecnologie digitali;

Assunzione di misure atte a facilitare e promuovere l’utilizzo delle tecnologie nella didattica.

nota

PON 2014-2020, Avviso “Formazione per Adulti”: integrazione su numero minimo partecipanti e dati RAV per i CPIA

News da Orizzonte Scuola - 7 ore 38 sec fa

Detto Avviso è stato integrato con la nota n. 3305 del 23 marzo u.s., che fornisce precisazioni sulle candidature per la partecipazione.

Nello specifico, la nota chiarisce che:

il numero minimo di partecipanti da inserire nelle proposte progettuali è pari a 15 e non come indicato dall’articolo 6 dell’Avviso;

si conferma il numero minimo di 8 partecipanti per le sedi carcerarie;

riguardo alla compilazione della sezione Autodiagnosi, nel formulario della candidatura, laddove si richiedono i dati del RAV, i CPIA, che non hanno compilato nell’a.s. 2015/16 il detto Rapporto di Autovalutazione, possono fare riferimento agli obiettivi di miglioramento previsti dal proprio PTOF.

nota

Diplomati magistrale, chiedono inserimento in GaE perché è un loro diritto. Ecco perché. Lettera

News da Orizzonte Scuola - 7 ore 19 min fa

Probabilmente, ogni tanto, è necessario che qualcuno ricordi loro l’esatta dinamica dei fatti, oltre che, ovviamente, le norme di riferimento.

Facciamo un passo indietro: dopo 14 anni di “eccesso di potere” (come da Parere del Consiglio di Stato), finalmente nel 2014 il MIUR è stato costretto ad ammettere che i diplomati magistrale, in possesso di un titolo da sempre definito abilitante all’insegnamento ex-lege, erano… abilitati (la scoperta dell’acqua calda) e che, quindi, la collocazione nelle graduatorie di istituto di terza fascia (riservate ai docenti non abilitati) era illegale. L’atto successivo (ormai dovuto) è stata la collocazione nella seconda fascia (personale abilitato ma non iscritto in GAE).

Anche in quel caso polveroni. “Cosa vogliono questi ?”, “ci rubano il posto”… e via così… Ok, soprassediamo. Qualcuno fa ancora fatica a capire che se un diritto viene calpestato per anni (e non per colpa di chi lo detiene, ma per chi gestisce le procedure) è sacrosanto almeno il ripristino della legalità.

Vediamo però perché questi docenti non sono inseriti in GAE. Semplicemente perché, quando era possibile l’inserimento (ovvero fino alla fine del 2007), il MIUR ha illegalmente confinato questi docenti nelle graduatorie sbagliate, considerandoli, a torto e contro legge, non abilitati.

Tuttavia è palese che se tale “eccesso di potere” non vi fosse stato, questi docenti, al pari di qualunque altro docente a suo tempo considerato abilitato (quali erano) avrebbero avuto accesso diretto alle GAE, senza necessità di alcun “concorso”, come avvenuto (prima della chiusura delle GAE) per i laureati SFP e i docenti con abilitazione estera tra i quali un buon numero di diplomati magistrale rumeni a cui il MIUR aveva riconosciuto senza alcuna difficoltà (come è giusto che sia) l’abilitazione in base alle norme europee. Quindi, se tutto fosse andato secondo legge, oggi non saremmo qui a discutere se i diplomati magistrale abbiano o meno diritto di accedere alle GAE, sarebbero, semplicemente, in GAE (e senza dover pagare corsi riabilitanti, come quello del 2005).

Quindi, gentili docenti e deputati, se oggi i diplomati magistrale esigono quanto loro dovuto a suo tempo, ciò è semplicemente dovuto all’azione di chi, a suo tempo, ha negato ciò che era palesemente scritto nero su bianco sulle Fonti primarie: “il diploma abilita in modo permanente all’insegnamento”.

Del resto, la stessa Commissione Europea (oltre al Consiglio di Stato) ha chiarito che il titolo, essendo stato conseguito prima dell’introduzione del corso di laurea in SFP, è assimilato a quest’ultima dal punto di vista professionale.

Spero che questa breve lezione di storia della scuola italiana aiuti chi ancora fa fatica a comprendere.

Fabio Albanese

Graduatorie istituto, Bruschi: giusto “correggere torto subito abilitati A077”. Sì al super punteggio

News da Orizzonte Scuola - 7 ore 37 min fa

Graduatorie di istituto docenti: non ci sono ancora date domande, serve decreto classi di concorso. Chi dovrà presentare domanda di nuovo inserimento

Tra le novità, che dovrebbe presentare il prossimo decreto su proposta dello stesso Miur, ricordiamo la valutazione dell’abilitazione conseguita in seguito a percorsi con prova selettiva in ingresso da parte dei docenti di strumento musicale. L’intenzione è di incrementare, per i citati docenti, il punteggio da attribuire ai percorsi abilitanti biennali, TFA e diploma accademico di II livello + TFA, punteggio che era stato attribuito ai docenti delle altri classi di concorso abilitatisi alle medesime condizioni.

Sulla questione è intervenuto, con un post sul suo profilo FB, Max Bruschi, ispettore del Miur, secondo il quale l’amministrazione procederebbe a “correggere un “torto” subito, in occasione dello scorso aggiornamento” da parte dei suddetti docenti.

Queste le parole di Bruschi:

“Stando ai siti, l’amministrazione si appresta a correggere un “torto” subito, in occasione dello scorso aggiornamento, dagli abilitati in A 077 che hanno conseguito l’abilitazione nel percorso triennale. In effetti, già all’epoca, la tabella titoli era assolutamente inequivocabile (punto A.4.c) nell’applicare un criterio preciso per l’attribuzione dei punteggi (12 punti per ogni anno di frequenza di un percorso di abilitazione e 30 punti per la selettività, in ingresso, del percorso), ma entrava in collisione con la tabella specifica per strumento musicale, che avrebbe dovuto avere valore esclusivamente per i titoli artistici e che invece fu ritenuta “dominante” anche sui titoli di abilitazione. Spero davvero che la situazione si raddrizzi.”

2 aprile Giornata mondiale autismo, Miur: 27-31 marzo settimana dedicata. Iniziative suggerite

News da Orizzonte Scuola - 7 ore 59 min fa

La Giornata, come ogni anno, sarà celebrata in tutto il mondo con eventi e manifestazioni varie.

Il blu è il  colore scelto per “identificare” le iniziative svolte da istituzioni e  associazioni e può essere utilizzato per manifestare solidarietà e promuovere conoscenza.

Il Miur, per l’occasione, intende dedicare la settimana dal 27 al 31 marzo alla sensibilizzazione nelle scuole su questo disturbo, come leggiamo nella nota n.495 del 23/03/2017.

La settimana dedicata all’autismo, leggiamo ancora nella nota, costituisce un’occasione di confronto tra le scuole e una possibilità per lavorare con enti, associazioni delle persone con autismo e  dei loro familiari o  associazioni scientifiche di settore, per interventi informativi e/o  formativi sul tema, agevolando la collaborazione e suscitando attenzione intorno all’argomento.

Le tematiche, su cui focalizzare le attività suddette, sono svariate:

– innovazione metodologico-didattica inclusiva;

– ricerca e sperimentazione di modelli di cooperazione dei team docenti anche in collaborazione con università, centri di ricerca, associazioni e terzo settore;

– partenariati, anche in ambito europeo, caratterizzati da scambi e  confronti di esperienze di didattica;

– condivisione di programmi  di utilità sociale, finalizzati a migliorare l’inclusione scolastica.

nota

Cittadinanza e Costituzione, 13 video lezioni de “La Sapienza” sui primi 12 articoli del dettato costituzionale

News da Orizzonte Scuola - 8 ore 37 min fa

L’iniziativa della Sapienza ben si integra con il lavoro svolto dal Miur in questi anni, al fine di offrire alle scuole degli strumenti, che favoriscano la progettazione e la riflessione sui principi della Carta costituzionale, avvicinare gli studenti ai suoi valori e sostenere l’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”.

Ecco le video lezioni:

Video lezione introduttiva


Articolo 1 Costituzione


Articolo 2 Costituzione

Articolo 3 Costituzione

Articolo 4 Costituzione

Articolo 5 Costituzione

Articolo 6 Costituzione

Articolo 7 Costituzione

Articolo 8 Costituzione

Articolo 9 Costituzione

Articolo 10 Costituzione

Articolo 11 Costituzione

Articolo 12 Costituzione

Diplomati magistrale, Anief: assunzione piano straordinario docenti inseriti in GaE ma impossibilitati ad accedere procedura online

News da Orizzonte Scuola - 8 ore 57 min fa

Il Giudice del Lavoro di Bergamo non ha avuto dubbi sulla solidità delle tesi patrocinate dai legali Anief e ha dichiarato “il diritto della ricorrente all’immissione in ruolo nella fase C” del piano assunzionale 2015/2016, condannando il MIUR “a emanare ogni atto necessario per la stipulazione di un contratto a tempo indeterminato per la classe di concorso “scuola primaria” – classe EEEE, a far data dall’1 settembre 2015”. La sentenza, dunque, ha ribadito l’illegittimità dell’operato del MIUR e il pieno diritto della docente, che da anni lavorava alle dipendenze del MIUR con contratti a tempo determinato, alla stipula dell’aspirato contratto di lavoro a tempo indeterminato.

“Un’altra “precaria storica” ha ottenuto l’immissione in ruolo grazie alla preziosa azione dei nostri legali e alla battaglia in favore dei docenti in possesso di diploma magistrale abilitante che da anni portiamo avanti con il nostro sindacato – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – il rispetto del merito e del giudicato sono principi che il Ministero dell’Istruzione non può e non deve ignorare e la nostra iscritta aveva tutto il diritto di accedere al piano straordinario di immissioni in ruolo da cui doveva risultare destinataria sin dal 2015 di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Siamo soddisfatti per aver, ancora una volta, ristabilito il rispetto della legalità e della professionalità dei precari”.

La lunga battaglia promossa dall’Anief al fianco dei docenti in possesso di diploma magistrale abilitante sta dando i suoi frutti anche riguardo alle immissioni in ruolo da piano straordinario. Il nostro sindacato assicura ai propri iscritti che continuerà a perseverare e a lottare al loro fianco in tutte le opportune sedi per ottenere il loro inserimento nelle graduatorie a esaurimento in modo da poter accedere, come è giusto che sia, a uno dei canali utili per l’immissione in ruolo da cui il Ministero dell’Istruzione ha sempre voluto escluderli e ribadisce, mentre il primo partito di maggioranza si divide sul punto, la necessità di un piano assunzionale veramente efficace che preveda anche la riapertura delle GaE o l’uso delle Graduatorie d’Istituto, debitamente allargate all’intera provincia, ai fini delle future immissioni in ruolo.

26 marzo 2017

Ufficio Stampa Anief

Valutazione DS, retribuzione risultato dipende livello conseguimento obiettivi. 29 marzo sindacati al Miur sul FUN 2016/17

News da Orizzonte Scuola - 9 ore 19 min fa

La retribuzione di risultato, dunque, dipenderà dal conseguimento o meno degli obiettivi attribuiti al DS e dal livello raggiunto: “pieno raggiungimento”, “avanzato raggiungimento”, “buon raggiungimento”, “mancato raggiungimento”.

La Direttiva sulla valutazione dei DS indica le percentuali entro cui è possibile, in sede di contrattazione regionale, integrare la suddetta retribuzione, fermo restando il limite delle risorse finanziarie disponibili (come prevede l’articolo 25 comma 3 del CCNL):

  • ai Dirigenti, che conseguono gli obiettivi al livello “pieno raggiungimento”, è riconosciuto un aumento, nei limiti delle risorse disponibili, compreso tra il 10% e il 30% rispetto al trattamento di risultato riconosciuto al livello “avanzato raggiungimento”;
  • ai Dirigenti, che conseguono gli obiettivi al livello “avanzato raggiungimento”, è riconosciuto un aumento, nei limiti delle risorse disponibili, pari almeno al 5% rispetto al trattamento di risultato riconosciuto al livello “buon raggiungimento”;
  • i Dirigenti, che non conseguono gli obiettivi (“mancato raggiungimento”), non percepiscono alcuna retribuzione di risultato e saranno oggetto delle misure previsti dall’articolo 21 del decreto legislativo n. 165/01 e successive modificazioni – come leggiamo all’articolo 7 – comma 4 lettera d) della Direttiva (impossibilità di rinnovo dello stesso incarico dirigenziale. In relazione alla gravità dei casi, l’amministrazione può inoltre, previa contestazione e nel rispetto del principio del contraddittorio, revocare l’incarico collocando il dirigente a disposizione dei ruoli di cui all’articolo 23 del citato decreto ovvero recedere dal rapporto di lavoro secondo le disposizioni del contratto collettivo.).

Il procedimento di valutazione è ormai in corso d’opera con gli obiettivi attribuiti ai dirigenti scolastici, tuttavia non si sa nulla sulle somme disponibili, in quanto il Miur non ha ancora ripartito tra gli UU.SS.RR. le risorse del FUN 2016/17 destinate alla retribuzione di posizione e risultato, operazione questa che deve avvenire entro il il 31 luglio di ciascun anno scolastico, come previsto dal CCNL-Area V.

Soltanto dopo la citata ripartizione, è possibile avviare la contrattazione integrativa regionale che, come scrive anche la Flc Cgil, dovrà affrontare le criticità relative al rapporto tra valutazione e retribuzione di risultato.

I dirigenti, dunque, stanno lavorando “al buio”, con l’unica certezza delle conseguenze relative al mancato raggiungimento degli obiettivi, ma senza conoscere le somme legate ai diversi livelli di conseguimento degli obiettivi medesimi.

Finalmente qualcosa si muove, infatti, le organizzazioni sindacali, come apprendiamo dalla Flc Cgil, sono stato convocati al Miur per il 29 marzo p.v.

La Cgil chiederà all’amministrazione MIUR di avviare immediatamente un confronto sindacale che, in coerenza con l’Intesa del 30 novembre 2016, restituisca alla contrattazione il tema dei criteri e delle modalità di valutazione.

Maltrattamenti alunni, Garante infanzia e adolescenza Calabria invia al Miur Linee Guida e chiede di procede con decreto

News da Orizzonte Scuola - 10 ore 5 min fa

Docenti violenti, visite psicologiche obbligatorie: il MIUR chiede linee guida al Garante

La proposta suddetta è stata accolta dal Miur, come affermato dallo stesso Marziale: “Finalmente la mia decennale proposta di sottoporre i docenti a visite psicologiche periodiche ha trovato la giusta attenzione nei giorni scorsi al Ministero dell’Istruzione ed entro domani mattina provvederò ad inviare le linee guida dettagliate, perché è tempo di porre fine ad un fenomeno raggelante e consolidato, conosciuto in minima parte perché’, purtroppo, la maggioranza delle volte non denunciato. Ma, quanto appreso dalle cronache basta e avanza per farci parlare di emergenza. I docenti svolgono un ruolo usurante, che mette a dura prova le emozioni – evidenzia il Garante – ma ciò non giustifica l’accanimento su creature deboli. Stanare coloro i quali hanno problemi di tenuta emotiva significa prevenire e mettere in sicurezza i bambini”.

Il Miur, dunque, dopo la proposta di Marziale ha richiesto allo stesso delle apposite Linee Guida, per cercare di affrontare il fenomeno in maniera equilibrata, ossia senza accanimento nei confronti di chi svolge un mestiere usurante e, soprattutto, proteggendo i bambini.

Marziale, inoltre, come leggiamo su studiocataldi.it, ha affermato di voler richiedere un apposito  decreto che recepisca quanto indicato nelle Linee Guida.

Il Garante, è bene ricordarlo, ha precisato che non si tratta di voler criminalizzare una categoria ma di affrontare e superare un problema, del quale gli stessi docenti sono coscienti e d’accordo con la proposta: “Al diavolo chi intravede nella proposta l’intento di criminalizzare una categoria, anche perché i docenti con i quali mi trovo ad agire nel quotidiano si dicono all’unisono d’accordo”.

Vediamo adesso il Miur come risponderà alla proposta di un decreto o comunque cosa farà con le Linee guida inviate da Marziale.

Didattica per competenze, non si fonda su competizione ma su cooperazione. Lettera

News da Orizzonte Scuola - 10 ore 20 min fa
L’autore sostiene che “Competenze e conoscenze sono due cose molto diverse”: una tesi parziale, affrettata, regressiva. La relazione competenza/conoscenza è simile a quella che esiste tra acqua/ossigeno. La competenza non è un ente primitivo: è un MIX di conoscenza e capacità/abilità. La competenza è il comportamento esibito da chi affronta un compito per portarlo a compimento. Competenza = f(compito). La valorizzazione dell’aspetto cognitivo, nell’insegnamento, conduce all’adeguamento, allo sviluppo di abilità. Si tratta dell’ordinaria modalità di gestione dell’aula scolastica: il docente illustra, esemplifica e lo studente riproduce; modalità che le norme non riescono a scalfire. Privilegiare il potenziamento delle capacità, con l’utilizzo strumentale delle discipline, è la necessaria risposta all’imprevedibilità degli scenari cui accederanno i giovani al termine del loro percorso formativo pluriennale. Una scelta rivoluzionaria: le competenze non possono essere insegnate, il loro sviluppo avviene con la pratica, con l’esercizio. Questo il motivo dell’insistente martellamento per l’adozione della didattica di laboratorio. Gli studenti sono immersi nei problemi che hanno caratterizzato lo sviluppo delle conoscenze disciplinari, ne ricercano la soluzione, comparano gli esiti del loro lavoro con quello dei compagni, li sintetizzano per costituire una base d’esperienza in cui radicherà lo stato dell’arte presentato dal docente. “Non c’è competenza che non si manifesti nella forma di competizione” è da inquadrare in ambito laboratoriale, non in quello sportivo come fa Elvira Serra: la sfida ha natura intellettuale. I laboratori favoriscono l’attitudine a collaborare, a lavorare in èquipe, tipici caratteri dell’uomo contemporaneo. Enrico Maranzana

Graduatorie ad esaurimento, Anief: illegittimo non permettere reinserimento docenti già iscritti

News da Orizzonte Scuola - 10 ore 32 min fa

La sentenza conferma, infatti, quanto già espresso dal Tribunale Amministrativo in favore dei docenti cancellati evidenziando come “non è conforme a regole di ragionevolezza e di buona amministrazione l’onerare il docente che già figura in graduatoria a riaffermare una volontà che egli ha già espresso, con ricadute gravemente lesive conseguenti alla mancata e ulteriore manifestazione di detta volontà. Una lettura costituzionalmente orientata dell’art. 1, comma 1 bis d.l. 7 aprile 2004 n. 97, conv. con modificazioni nella l. 4 giugno 2004 n. 143, il quale dispone che, dall’anno scolastico 2005-2006, la permanenza dei docenti nelle graduatorie permanenti di cui all’art. 401 del testo unico avviene su domanda dell’interessato, da presentarsi entro il termine fissato per l’aggiornamento della graduatoria con apposito decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, e che la mancata presentazione della domanda comporta la cancellazione dalla graduatoria per gli anni scolastici successivi, porta a ritenere illegittima la normativa regolamentare – art. 1 d.m. 8 aprile 2009 n. 42, adottata in applicazione di detta disposizione primaria, che ricollega alla mancata presentazione della domanda – la cancellazione definitiva dalla graduatoria”. Nella norma primaria, quindi, “l’omessa domanda è sanzionata con l’esclusione dalle graduatorie, ma essa non è comunque assoluta potendo gli interessati, nel termine poi assegnato per i futuri aggiornamenti delle graduatorie, dichiarare di volervi nuovamente figurare. Pertanto, non è detto, in linea di principio, che il docente che già figura in graduatoria debba per forza riaffermare una volontà che egli ha già espresso, a pena di effetti dannosi come l’esclusione dalla graduatoria”.

Ritenendo, dunque, “pregevoli” tali argomentazioni e “condivise da ultimo dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 5285\17” il Giudice del Lavoro di Rimini ha dato ragione ai legali Anief e confermato che i pronunciamenti e le argomentazioni di segno contrario “basate sull’arresto giurisprudenziale della Corte di Appello di Bologna […] nonché sulla ipotetica ma non dimostrata abrogazione implicita ad opera dell’art. 1 comma 606 della L. 296\2006 − che com’è noto ha disposto la trasformazione delle graduatorie permanenti di cui all’art. 1 D.L. n. 97\2004 ( convertito con modificazioni dalla L. 143\2004 ) in graduatorie ad esaurimento − della norma di cui all’art. 1 bis DM 143\03 che prevede la possibilità di reinserimento nelle graduatorie dei docenti già inseriti e cancellati per effetto della mancata presentazione di domanda”, devono intendersi efficacemente superati, anche in considerazione del fatto che “L’esito voluto dall’amministrazione sarebbe contraddittorio, e non privo di elementi di prevaricazione per le legittime aspettative giuridiche degli interessati, perché l’avere blindato le graduatorie, nella prospettiva del loro esaurimento, non può giustificare, apparendo anzi sommamente ingiusto, la cancellazione definitiva dalle medesime per effetto di una omissione non consapevole perché non debitamente partecipata e in assenza di una corretta e completa partecipazione procedimentale”.

Tutti gli eventuali pronunciamenti contrastanti con tali principi, dunque, saranno presto riformati e conformati ai dettami dell’ormai consolidata e prevalente giurisprudenza favorevole ottenuta dai legali Anief in tutte le sedi. “Abbiamo dimostrato senza ombra di dubbio che impedire il reinserimento in GaE – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato e segretario confederale Cisal – contrasta con i parametri desumibili dagli artt. 3, 4 e 97 della nostra Carta Costituzionale, nonché con i principi generali che regolano l’attività amministrativa e anche la Cassazione ci ha dato ragione confermando le nostre tesi. La nostra battaglia è stata lunga, ma sapevamo di condurla per la tutela di tanti docenti precari che, dopo anni di servizio passati alle dipendenze del MIUR, si erano visti negare il proprio giusto diritto al lavoro e cancellare a vita da una graduatoria in cui avevano pieno diritto a permanere”.

La soccombenza in tribunale contro le ragioni sostenute con grande professionalità e competenza dai legali Anief, è costata al Miur non solo l’obbligo di immediato reinserimento della docente nelle Graduatorie d’interesse, ma anche la condanna al pagamento delle spese di lite, quantificate in € 2.309 oltre I.V.A. e C.P.A. e al rimborso del Contributo Unificato.

25 marzo 2017

Ufficio Stampa Anief

Violenze sui minori, introdurre a scuola educazione all’affettività. Lettera

News da Orizzonte Scuola - 10 ore 41 min fa

I  bambini, le bambine, gli innocenti, gli indifesi, sono le vittime più esposte a questo tipo di  esperienze traumatizzanti, anche a causa di strumenti tecnologici che ne accentuano il fenomeno e ne facilitano la diffusione.

Drammaticamente,  imprevedibilmente e paradossalmente,  i vari ambiti sociali evocano  non più situazioni  di sicurezza, affetto, gioia, amicizia, amore, felicità, condivisione ecc., ma in, alcuni casi, rivelano perverse voluttà che partono da stati di crudeltà e di violenza, da cuori abbrutiti dall’ assenza di dedizione e amore verso i più piccoli, i più deboli, gli indifesi. E questo è un male terribile che fa sprofondare la nostra società  in un abisso di solitudine, di sofferenza e di dolore.

Lo scandalo patito dai bambini e  le sofferenze dell’ infanzia, sono la prova più difficile da superare per vincere la sfida contro l’irriducibile e disumana volontà di persone senza amore, ad offendere, straziare e violare anime innocenti.

La difesa della vita dei piccoli offesi, deve partire da una reazione forte contro gente malata,  succube del vizio, della violenza, della passionalità. Un bambino lievemente disabile che, davanti alla violenza subita  per anni rimane in silenzio, non accusa, non si difende, tace, scuote e interroga  le nostre coscienze: perché muto davanti alle forze distruttive del male? La risposta a questa inquietante domanda, insondabile nelle sue profondità, è molto complessa e difficile per  cercare di spiegare in modo esaustivo talune sconvolgenti lacerazioni di vite umane.

Di certo,  scuola,  famiglia e società le quali, spesso, hanno difficoltà ad esercitare un effettivo controllo, a cogliere seppur minime anomalie comportamentali, a strutturare importanti ed efficaci percorsi formativi  orientati ad  accompagnare i ragazzi alla conoscenza del proprio corpo, ad educarli a stabilire corrette e pure relazioni sentimentali, ad incanalarli verso una chiara e sana consapevolezza della propria identità  in relazione alla dimensione affettiva, hanno precipue responsabilità.

Per guidare  gli adolescenti in questo non facile cammino formativo e, soprattutto, in considerazione del fatto che la scuola debba oggi essere più attenta alla crescita globale della persona, occorre prendere in seria considerazione, a livello educativo,  il problema dell’affettività e della sessualità in età adolescenziale. In pratica, è fondamentale che nella  prassi educativa quotidiana si concretizzi  quella  filosofia della crescita capace di orientare,  promuovere ed aiutare l’adolescente a superare  situazioni di conflitto, a gustare la freschezza  e la genuinità di un rapporto fondato sulla decantazione interiore dell’altro da sé e  a smascheraree a denunciare  il volto ambiguo e pericoloso di una  sessualità malata.

Può darsi che il  diffondersi del permissivismo nelle diverse relazioni socio-affettive contribuisca non poco  a rendere l’altro schiavo di certi meccanismi e a  produrre effetti deleteri sulla persona;  ma, qualunque sia il raggio d’ azione,  non si può negare che la pornografia e la pedopornografia siano un male sociale da sconfiggere. Infatti, Il desiderio di acquisire e diffondere immagini sempre più esplicite dal punto di vista sessuale, non solo offuscano l’austera bellezza di certi valori morali, ma, soprattutto, non aiutano i ragazzi a crescere nel segno del vero amore.

Gli adolescenti, attraverso le diverse responsabilità che si assumono nei non sempre lineari e agevoli ambiti della vita personale, sociale e familiare,  sono soprattutto  chiamati a sperimentare e  a conoscere gli aspetti più significativi della vita morale. Pertanto, diventare persona grazie ad un rigoroso itinerario formativo,  ad una graduale assunzione di responsabilità  e ad una paziente tessitura  di rapporti umani veramente liberi da ogni condizionamento e facile compromesso, significa permettere  all’adolescente di non lasciarsi sopraffare dal materialismo  e dall’edonismo imperante.

Occorre, dunque, che la società tutta, a vari livelli e con tutti gli strumenti possibili, si impegni per  una seria e organica educazione dei giovani al vero e non negoziabile valore dell’affettività e dell’amore.

In un contesto in cui, complice anche  una vita sociale fatta di relazioni precarie, la comunità adulta fatica a produrre figure e modelli  capaci di orientare verso l’amore vero ed educare all’uso corretto dell’inestimabile patrimonio della sessualità,  i ragazzi sembrano  disorientati e confusi.

Nella concitata vita contemporanea dove non c’è più il tempo materiale e il raccoglimento necessario per dedicarsi all’altro,  i bambini vengono prematuramente gettati  in un mondo carico di mille attrazioni, suggestioni e trasgressioni, ma sostanzialmente povero, vuoto  e freddo dal punto di vista affettivo. Ragion per cui,  una società, una scuola, una famiglia,  una cultura che  offre solo relazioni virtuali,  che esenta la persona dal cimentarsi con un proprio modo di vedere, di sentire e di amare l’altro, è una comunità che non sa educare all’amore, che non sa proporre modelli autentici di  “specialisti in affettività” e, soprattutto,  dimostra di non saper
veramente amare i giovani.

Così, continuando a vivere  soltanto nei sensi esterni e nella superficialità delle cose, si ostacola la naturale formazione al pensiero interiore e  si favorisce la cristallizzazione della  vita di ciascuno  attorno ad un asse che lede la dignità e la libertà di ogni uomo.

In questa prospettiva, si dischiude qui un campo di lavoro molto vasto,  che vede, in primis,   l’istituzione scolastica impegnata nella ricerca e nella comunicazione di valori autentici e, soprattutto,  chiamata ad offrire un percorso educativo completo che ponga al centro dell’interesse i ragazzi e  soddisfi il sempre più crescente bisogno di affetto e  di prossimità amicale. È un suo compito prioritario quello di rendere il soggetto felice nel contesto in cui vive e nelle relazioni con le persone che incontra. Di qui la necessità di concepire l’educazione affettiva come momento  di crescita e maturazione, graduale introduzione nella dimensione relazionale,  per dare volto e voce alla propria intimità, per andare incontro  ad un amore autentico,   pieno di fiducia e di speranza:  ad una vita infinitamente bella.

Mazzeo Fernando (Pedagogista-Docente Scuola Secondaria di Primo Grado)

60 anni Trattati Roma, Cobas: successo della due giorni di eventi per chiedere un’altra Europa

News da Orizzonte Scuola - 10 ore 52 min fa

Il corteo de “L’altra Europa”, coloratissimo, plurale, serenamente deciso e militante, ha portato in piazza fino al Colosseo almeno diecimila persone, che si sono poi incontrate alla fine con la manifestazione, di analoghe dimensioni, organizzata dal Movimento federalista italiano ed europeo.

Nei discorsi iniziali e finali, e durante il corteo, è emersa da parte di tutti/e gli intervenuti la consapevolezza della drammaticità del momento, poiché un grande patrimonio comune, fatto di conquiste e avanzamenti sul terreno dei diritti e della democrazia, si sta criminalmente disperdendo insieme allo stato sociale, a speranze e ad aspettative, a causa di distruttive e ottuse politiche liberiste e di austerità, trattati ingiusti,  dominio della finanza, respingimenti, dilagante precarizzazione del lavoro, discriminazione di donne e giovani, crescita a dismisura, anche in Europa, di diseguaglianza e povertà.

Oggi siamo al bivio: fra la salvezza delle vite umane o quella della finanza e delle banche, la piena garanzia o la progressiva riduzione dei diritti universali, la pacifica convivenza o le guerre, la democrazia o le dittature. Crescono sfiducia, paure ed insicurezza sociale. Si moltiplicano razzismi, nazionalismi reazionari, muri, frontiere e fili spinati.

Un’altra Europa è necessaria, urgente e possibile e per costruirla dobbiamo agire. Pensare di scampare alla crisi tornando indietro di venti anni, ripristinando le monete nazionali e la liretta, le barriere doganali e le frontiere chiuse all’interno dell’Europa significherebbe aggravare ulteriormente la situazione sociale nel nostro paese e in Europa, e incentivare tutte le pulsioni ultra-nazionaliste, identitarie, razziste, xenofobe e di chiusura verso l’accoglienza e la solidarietà verso gli ultimi della Terra. Ci vuole un progetto di unità europea innovativo e coraggioso, per assicurare a tutti e tutte l’unico futuro vivibile, fondato su democrazia e libertà, diritti e uguaglianza, riconoscimento effettivo della dimensione di genere, giustizia sociale e climatica, dignità delle persone e del lavoro, solidarietà e accoglienza, pace e sostenibilità ambientale. Dobbiamo essere in grado di trasformare il “prima gli italiani, gli inglesi i francesi”, in “prima noi tutte e tutti”, europei del nord e del sud, dell’est e dell’ovest, nativi e migranti, uomini e donne.

Ripartiamo da qui, da Roma, uniti e solidali, per costruire quel campo che, oltre le nostre non occultabili differenze nell’agire quotidiano, sappia essere, in Italia, in Europa e nel mondo, all’altezza della sfida che abbiamo di fronte. Nei prossimi giorni, le forze che hanno costituito l’alleanza di “La nostra Europa” si incontreranno per valutare come dare seguito alle iniziative di questi giorni e come articolarle a livello nazionale ed europeo.

Piero Bernocchi   portavoce nazionale COBAS

“Luigi Pirandello, il tragico e la follia”, prensentazione atipica e speciale dell’autore

News da Orizzonte Scuola - 10 ore 59 min fa

Ne discuteranno con l’Autore: Francesco Mercadante, Presidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani e Neria De Giovanni, Presidente dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari e direttore editoriale della Nemapress la Casa Editrice che ha pubblicato il libro.

Un saluto ai partecipanti sarà indirizzato da Umberto Croppi, Consigliere dell’Istituto  e Presidente di Federculture Servizi. Verrà proiettato un video su Pirandello a cura di Anna Montella.

Un Pirandello atipico e speciale quello che Pierfranco Bruni ci presenta in questo saggio, come è nello stile contro culturale e spettacolare dell’Autore,  che grazie alla sua sensibilità e  profondità di studioso chiama in causa direttamente la nostra intelligente curiosità quando affonda il suo sguardo critico su accostamenti a prima vista molto coraggiosi o addirittura arrischiati: Pirandello sciamano, Dante in Pirandello, le radici arabe, tra Occidente e Oriente, ecc.

Pirandello, la cui lettura ci aiuta a capire le nostre inquietudini, le angosce ma anche le utopìe, le follìe e le speranze, in questo libro di Bruni viene trasportato in una visione “sciamanica” della vita,  perché scende nelle caverne del proprio essere e ne risale con la consapevolezza di aver oltrepassato i limiti della follia.

Una follia vista non tanto come elemento negativo, quanto come elemento fondamentale della condizione umana con la quale fuggire la propria angoscia e il proprio dramma, come estremo rifugio per potersi salvare dalla tragedia dell’esistenza.

Bullismo ed educazione studenti, la lezione di Papa Francesco. Lettera

News da Orizzonte Scuola - 11 ore 13 min fa

Un riferimento preciso sul brutto fenomeno del bullismo nella scuola, al quale il Santo Padre ha rivolto un caldo invito ad arginare la mala pianta del bullismo strappando una promessa dalle ottantamila persone assiepate sugli spalti dello stadio ambrosiano a dire no al bullismo e un sì alla civile convivenza.

Oltre alla piaga del bullismo Papa Francesco ha toccato il tema dell’educazione, della crisi dei valori, dei sentimenti, della conoscenza, del ruolo della famiglia, del rapporto tra genitori e figli dando estrema importanza alle due massime agenzie educative: la scuola e la famiglia, pilastri fondamentali che devono camminare a braccetto se vogliono veramente il bene della società.

Papa Francesco non è la prima volta che tocca i temi dell’educazione e della scuola, ma ci offre spunti concreti di come affrontare i problemi di oggi. “I figli guardano i comportamenti dei genitori – ha detto tra l’altro il Pontefice – e sanno giudicare”.

Sul rapporto tra scuola e famiglia il Papa era già intervenuto nel corso di un’udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro, qualche tempo fa sottolineando le differenze dei sistemi educativi di un tempo e di oggi. Il Papa aveva, infatti, detto che i genitori quando i figli a scuola si comportano male e mancano di rispetto agli insegnanti non devono rimproverare gli insegnanti, ma i figli. Invece, nella società in cui viviamo assistiamo ad episodi di genitori che di fronte alle “bravate” dei figli si recano a scuola per rimproverare gli insegnanti con conseguenze a volte poco piacevoli. In quell’occasione il Pontefice raccontò un episodio della sua fanciullezza quando aveva commesso una marachella a scuola e al ritorno a casa era stato rimproverato dalla mamma.

Purtroppo, bisogna dire che il Miur non fornisce ai docenti gli strumenti idonei per salvaguardarli, tutelarli, difendere la onorabilità dei docenti stessi per cui questi ultimi si sentono soli, delusi e amareggiati a causa della scadente considerazione sociale. Viale Trastevere ha pensato e pensa soltanto ad attuare una scriteriata politica di tagli, che negli anni passati è stata veramente pesante. Ci vogliono azioni e politiche serie a sostegno della funzione docente che deve essere affiancata da specialisti psicologi, sociologi che accompagnano l’azione didattica ed educativa degli insegnanti, altrimenti da soli i docenti non ce la potranno mai fare.

I problemi che il mondo della scuola ha sono enormi e sono tutti caricati sulle spalle degli insegnanti, i quali devono sobbarcarsi non solo l’aspetto didattico ed educativo, ma anche quello sociale, psicologico degli alunni che presentano differenti forme di disagio sociale, dovuto soprattutto alla mancanza di entrambe le figure genitoriali ormai in crisi di identità. Quindi mentre, da un lato Papa Francesco comprende e sostiene il lavoro dei docenti e dei genitori nei loro rispettivi ruoli, il Miur ci bastona non fornendo agli insegnanti gli strumenti idonei per formare ed educare le nuove generazioni.

Mario Bocola

Europa unita conquista di civiltà da non perdere, Papa Francesco docet. Lettera

News da Orizzonte Scuola - 11 ore 22 min fa

L’Europa unita e’ una realtà che non possiamo permettere venga inghiottita in questa società liquida, che tutto fa diventare inconsistente, l’Unita’ dell’Europa e’ stata una delle più geniali costruzioni sociopolitiche dell’età contemporanea, fondamento della pace di cui abbiamo goduto dopo due guerre mondiali. È’ l’Europa una realtà, e resiste al logorio della storia perché si poggia su qualcosa che ci caratterizza come uomini, che vivendo affermiamo l’altro come ricchezza. Dopo tanto illuminismo in cui l’altro è’ stato considerato come un limite si è’ fatta largo una nuova concezione dell’altro, non qualcosa da cui difendersi, ma una persona con cui insieme costruire la vita. Per questo dobbiamo sbrigarci, perché non possiamo permettere un ritorno di quei particolarismi che negano il nostro stesso essere uomini.

Nei Trattati di Roma che in questi giorni celebriamo non vi è’ solo una definizione politica, vi è’ molto di più, vi è’ il valore della persona, la positività con cui guarda ad ogni altro, la considerazione che ne ha. Non dobbiamo permettere a nessuno di strapparci questa positività, l’altro, ogni altro è una persona che ha il nostro stesso cuore e con cui vogliamo sempre e solo costruire! Gianni Mereghetti Insegnante

“Questionario Scuola”: contenuti richiesti, finalità e relazione con il RAV

News da Orizzonte Scuola - 11 ore 33 min fa

Il Questionario deve essere compilato da tutte le scuole del primo ciclo (primarie e secondarie di 1° grado) e del secondo ciclo (secondarie di 2° grado) sia statali che paritarie.

A seconda della tipologia di Istituto si dovranno compilare uno o due distinti questionari: gli Istituti Comprensivi e gli Istituti di Istruzione Superiore, infatti, compilano un unico Questionario relativo a tutti i plessi e scuole gestite; gli istituti Onnicomprensivi, invece, compilano due Questionari, uno per le scuole del primo ciclo e uno per le scuole del secondo ciclo.

Gli Istituti Paritari che gestiscono scuole primarie, secondarie di 1° e di 2° grado compilano un Questionario per ciascun segmento di istruzione.

Dati Questionario

Il Questionario serve a raccogliere dati utili alla costruzione di indicatori, il cui compito è di supportare i processi di autovalutazione e valutazione esterna della scuola. I dati raccolti riguardano la scuola nel suo complesso, ossia come intera istituzione scolastica, comprendono quindi  informazioni attinenti alle varie sedi dell’Istituto, esclusi i Centri Provinciali per l’istruzione degli adulti e i plessi ospedalieri, caratterizzati da una propria specificità e non confrontabili con le altre realtà scolastiche.

Questi, in linea generale, i dati richiesti alle scuole statali:

  • Dati sulla scuola (Primo ciclo: ordini presenti nell’Istituzione scolastica – scuola infanzia, primaria e secondaria I grado; Secondo Ciclo: tipologie presenti nell’Istituzione scolastica – Liceo, Tecnico, Professionale);
  • Contesto:

– Risorse economiche e materiali  (sedi; edifici; aule per la didattica, certificazioni di agibilità, prevenzione degli incendi degli edifici; scale di sicurezza esterne e porte anti panico, servizi igienici per disabili, rampe o ascensori per il superamento di barriere architettoniche, computer, Tablet, LIM, aule adibite a laboratori con relative dotazioni e responsabili, aule utilizzate per la normale attività didattica con connessione a internet e computer, laboratori mobili, spazi alternativi per l’apprendimento);

– Risorse professionali (dati relativi a quanti anni lavorano i docenti e il dirigente nella scuola);

  • Processi – Pratiche educative e didattiche:

– Curricolo, progettazione e valutazione (informazioni relative al tipo di curricolo e alla progettazione didattica  realizzati, alla realizzazione di prove per classi parallele, convenzioni con imprese per l’alternanza scuola-lavoro e numero studenti partecipanti ed eventuali percorsi di impresa simulata  per la secondaria di II grado);

– Ambiente di apprendimento (presenza di biblioteca/che e relativi servizi, durata oraria delle lezioni, orario svolgimento attività ampliamento offerta formativa e di recupero/potenziamento,episodi problematici verificatisi, sospensioni attribuite a studenti);

– Inclusione e differenziazione (azioni realizzate per il recupero degli alunni con difficoltà di apprendimento e per il potenziamento degli alunni con particolari attitudini);

– Continuità e orientamento (azioni realizzate per garantire la continuità educativa tra infanzia e primaria, azioni realizzate per garantire la continuità educativa tra primaria e secondaria di I grado, azioni realizzate per l’orientamento degli alunni della scuola secondaria di I e II grado);

  • Processi – Pratiche gestionali e organizzative:

– Orientamento strategico e organizzazione della scuola (risorse finanziarie assegnate alla scuola per le funzioni strumentali al PTOF e il numero di insegnanti funzioni strumentali in questo anno scolastico, Fondo di Istituto (FIS) per gli insegnanti e gli ATA nell’a.s. 2015/2016, insegnanti e ATA che hanno usufruito del Fondo di Istituto (FIS) nell’a.s. 2015/2016, ore di assenza degli insegnanti nel mese di ottobre 201612, ore di supplenza svolte da insegnanti esterni, ore di supplenza svolte da insegnanti interni retribuite e non retribuite, progetti dotati di spesa realizzati nell’a.s. 2015/2016);

– Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane (spese formazione insegnanti a.s. 2015/2016, modalità di raccolta delle esigenze formative dei docenti nel corrente anno scolastico, percorsi di formazione inseriti nel PTOF promossi nel corrente a.s. e unità formative previste, formazione personale ATA);

– Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie (partecipazione alle Reti di scuole, accordi formalizzati – protocolli d’intesa, convenzioni, consorzi, ecc. – con soggetti esterni, numero genitori aventi diritto e votanti effettivi alle ultime elezioni del Consiglio di Istituto, partecipazione genitori, richiesta o meno di contributo volontario, colloqui/comunicazioni/note informative destinate ai genitori).

Modalità di accesso per la compilazione

Per la compilazione del Questionario, le scuole devono seguire, come indicato dall’Invalsi, il seguente percorso:

1. accedere, con le proprie credenziali, all’Area riservata presente a questo link;

2. premere sul pulsante “Questionario scuola 2017” per ottenere il link e le credenziali di accesso per il Questionario Scuola.

La compilazione, come suddetto, è consentita dal 27 marzo al 10 aprile 2017

E’ possibile prendere visione, a soli fini consultivi, dei modelli da compilare, secondo le suddette modalità:

Finalità del Questionario

Il Questionario, come leggiamo nella nota Miur n. 3111 del 21/03/20017, è finalizzato alla raccolta di dati (quelli sopra illustrati) in vista della ridefinizione del Rapporto di Autovalutazione (RAV) nel corso del corrente a.s.:
“Per poter procedere alla raccolta di dati di diretta competenza della scuola, viene richiesta la compilazione online del Questionario Scuola, predisposto da INVALSI, da parte dei Dirigenti scolastici/Coordinatori delle scuole a partire dal 27 marzo 2017.”

Il questionario, in definitiva, costituisce un utile strumento di supporto all’autovalutazione da parte della scuola medesima e alla valutazione esterna.

Ricordiamo che la ridefinizione del RAV è prevista dalla nota nota Miur n° 2181 del 28 febbraio 2017, al fine di allineare  i tempi del procedimento di valutazione (RAV e PdM) con quelli del PTOF.

Invalsi, questionario scuola 2017

Ridefinizione RAV 2016/17, operazioni propedeutiche: “Questionario scuola” entro il 10 aprile

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