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Inserimento mondo lavoro, il ruolo dei social network

News da Orizzonte Scuola - 4 ore 23 min fa

Da qualche anno, invece, i recruiter hanno una nuova potente arma per scegliere il candidato perfetto per un posto di lavoro.

Poi arrivò un bel giorno LinkedIn, e poi arrivarono a ruota Facebook, Twitter, Instagram, giusto per nominare i più grandi social network. «Siamo nell’era del social recruiting» dice Carola Adami, fondatrice e CEO di Adami & Associati, società specializzata in ricerca di personale qualificato per Pmi e multinazionali, «e la qualità della presenza online è un aspetto che nessun candidato può permettersi di sottovalutare». Ma se è vero che i social media sono uno strumento in più a favore dei selezionatori di personale, è altrettanto vero che le stesse piattaforme possono trasformarsi nell’asso nella manica di chi è alla ricerca di un nuovo posto di lavoro.

Come spiega Carola Adami,  «sapere fin dall’inizio che un potenziale datore di lavoro o un cacciatore di teste potrebbero dare un’occhiata al proprio profilo Facebook o Twitter, dà ai candidati la possibilità di uniformare la propria presenza online alla propria immagine professionale». Insomma, i social media non sono solamente un posto dove condividere le fotografie dell’ultima serata in discoteca, del viaggetto delle vacanze pasqualo o dei propri gatti.

Di fatto, la potenza di questi strumenti è ormai tale che utilizzare queste bacheche pubbliche solo ed unicamente come divertimento o passatempo sarebbe un vero spreco: non ci si può di certo scordare che sono ben 31 milioni gli italiani attivi sui social media, con un incremento dell’11% nel solo 2016. «Praticamente tutti quanti al giorno d’oggi sono connessi» racconta Carola Adami «il che significa che LinkedIn, Facebook e Twitter costituiscono tutti insieme un database senza fondo per tutti i recruiter». E se fino a qualche anno fa si poteva pensare che le piattaforme social potessero aiutare a trovare lavoro solo una fetta marginale della popolazione – i giovani, ed i millennials – oggi ci si sta rendendo conto che anche le figure senior possono approfittare di questi nuovi canali. Il motivo è semplice: «il recruiter controlla il profilo Facebook di tutti i candidati per un posto da impiegato semplice, ma questo non vuol certo dire che il cacciatore di teste non dia un’occhiata al profilo Facebook di un potenziale nuovo manager: le pagine social di tutti i tipi di candidati finiscono infatti per cadere sotto la lente dei selezionatori, e per questo motivo nessuno dovrebbe gestire male o in maniera distratta la propria presenza online». Tutti i tipi di business, al giorno d’oggi, sanno che gran parte dei nuovi clienti, prima di entrare in contatto con l’azienda, visiteranno il rispettivo sito web.

Trovare lavoro con i social network: cosa pubblicare

Lo stesso sta accadendo anche nel mondo del recruiting: in linea generale, nessun candidato viene più selezionato prima che i suoi profili social siano stati debitamente scansionati. «Per questo motivo» sottolinea Carola Adami «ogni elemento che potrebbe far storcere il naso ad un recruiter dovrebbe essere prontamente eliminato dalle proprie pagine pubbliche». Un candidato, invece, dovrebbe sfruttare tutti gli strumenti a propria disposizione per confermare le proprie potenzialità. LinkedIn è ovviamente il posto giusto per narrare in modo rilevante la propria carriera professionale, sottolineando a dovere i propri punti di forza. Ma anche gli altri social possono concorrere a delineare un’immagine coerente di un candidato: i profili creativi possono sfruttare Instagram e Pinterest per mostrare al mondo i propri lavori, il giornalista può condividere i propri migliori articoli, lo chef può creare una rubrica di cucina, il manager può dispensare dei consigli oculati alla propria rete di contatti. «Persino determinate soft skills possono essere confermate dai profili sui social media» afferma infatti Carola Adami.

Prendiamo per esempio la leadership: «la presenza online del candidato dirigente ideale potrebbe infatti essere caratterizzata da un alto grado di disponibilità nel rispondere a richieste altrui, con la conseguente costruzione di un concreto capitale social». Ogni tipo di candidato, dunque, dovrebbe essere in grado di sfruttare al meglio i social maggiormente affini alla posizione ricercata. In linea generale, però, bisogna ricordare che le basi sono le medesime per tutti: «per la ricerca di lavoro come per la vita quotidiana, è fondamentale ricordarsi che i nostri profili social hanno diversi gradi di visibilità pubblica» ricorda infine Carola Adami «e come consigliamo spesso sia durante le nostre consulenze che sulle pagine del nostro blog, è essenziale eliminare oppure oscurare al pubblico tutte le foto che non vorremmo che il nostro potenziale datore di lavoro vedesse, così come gli aggiornamenti di stato più personali». L’ultimo consiglio della CEO di Adami & Associati è poi quello di “coltivare una buona rete di contatti, mirando soprattutto a quelli del proprio settore di riferimento”. Non è in fondo  proprio questo lo spirito di fondo dei social network?

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Scuola digitale, 16 maggio Stati generali a Bergamo. Presente la Fedeli

News da Orizzonte Scuola - 4 ore 54 min fa

L’evento è organizzato da:

Comune di Bergamo

Ufficio Scolastico per la Lombardia – Ambito territoriale di Bergamo

Associazione Centro Studi ImparaDigitale

in collaborazione con:

Ente Fiera Promoberg

con il Patrocinio di:

Provincia di Bergamo

Con la partecipazione straordinaria del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.

Scheda dell’evento

DOVE:

Fiera di Bergamo, via Lunga

QUANDO:

Martedì 16 maggio dalle ore 8.30 alle ore 17.30

TARGET:

Istituzioni, docenti, genitori, studenti (studenti del 4° e 5° anno della Secondaria di Secondo grado), aziende che gravitano intorno al mondo della Scuola

CERTIFICAZIONI:

I docenti partecipanti hanno diritto all’esonero dal servizio ai sensi dell’art. 1 comma 2, Direttiva 90/2003.

La partecipazione è gratuita.

REGISTRATI QUI

Programma

Il programma potrà subire variazioni in relazione ad esigenze connesse alla partecipazione degli ospiti.

dalle 8:30

Accoglienza e registrazione dei partecipanti

9:00 – 12:00

Apertura lavori

• Giorgio Gori – Sindaco di Bergamo

• Patrizia Graziani – Dirigente Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo

La visione politica sulla scuola e le macro-azioni in atto

• Sabrina Bono – Capo di Gabinetto Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

• Delia Campanelli – Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia

Chairman: Francesco Sacco – Co-promotore di Agenda Digitale Europea, docente dell’Università Bocconi di Milano e dell’Università dell’Insubria di Varese

Scuola, lavoro, competenze digitali e soft skills. La scuola verso l’industria 4.0: quali competenze per quale società?

• Agostino Santoni – Amministratore Delegato Cisco Italia
• Stefano Quintarelli – Imprenditore Innovativo
• Francesca Fedeli – Fondatrice Fight The Stroke
• Valerio Saffirio – Amministratore Delegato Orange Comunicazione e fondatore di Rokivo
• Dianora Bardi – Presidente Centro Studi ImparaDigitale

Chairman: Francesco Sacco – Co-promotore di Agenda Digitale Europea, docente dell’Università Bocconi di Milano e dell’Università dell’Insubria di Varese

12:00 – 12:30

Premiazioni delle Olimpiadi nazionali del videogioco nella didattica

12:30 – 17:30

CORNER DELLE SCUOLE: il videogioco nella didattica, esperienze di progettazione partecipata di “Architetti nelle classi”

12:30 – 13:30

INTERVENTI IN PARALLELO

Presentazione dei risultati del Monitoraggio sulle metodologie attive nella didattica all’interno di una didattica per competenze (svolto sugli iscritti al “Curriculum Mapping”)

• Marcella Jacono Quarantino – Associazione Centro Studi ImparaDigitale
• Giuseppe Riva – Università Cattolica del Sacro Cuore

La scuola dell’innovazione vista dai docenti italiani: presentazione dei progetti vincitori degli hackathon svolti da ImparaDigitale in tutta Italia nel corso scolastico 2016/2017

Simulazione di un colloquio di lavoro

13:30 – 16:00

Gruppi di lavoro in parallelo

TAVOLI DI DIBATTITO

1.   La scuola delle competenze o la scuola delle conoscenze per la nuova società.

2.   Quali tecnologie per quale didattica nella scuola di oggi.

3.   Il cambiamento degli ambienti ha portato a un vero cambiamento della didattica?

4.   Il digitale a scuola: è un’attività “altra” rispetto alla didattica giornaliera o è divenuta strutturale?

5.   Valutare: cosa e come.

6.   Le tecnologie digitali favoriscono o rallentano l’apprendimento delle abilità di base (leggere, scrivere, far di conto) indispensabili per acquisire competenze?

7.   I libri digitali possono costituire un valore aggiunto per favorire i processi di inclusione?

8.   Il protagonismo degli studenti: come lo si attua nella scuola di oggi.

9.   I libri di testo (e-book o cartacei?) e le fonti digitali: come gli studenti acquisiscono e rielaborano conoscenze: riflessione, senso critico, capacità di selezione.

10. Piattaforme per condividere, collaborare, co-creare, interagire: come hanno trasformato il rapporto docente-studente.

11. Robotica, coding, realtà aumentata, pensiero computazionale… sono davvero entrati nella didattica quotidiana? Come?

12. La scuola di oggi e l’industria 4.0: quali competenze per quale società, come oggi la scuola affronta questi cambiamenti.

13. Formare e formarsi: dalle competenze digitali alla didattica interattiva e per competenze.

14. PON, Bandi: come progettare e come programmare nella scuola di oggi. Una nuova organizzazione.

Ogni tavolo avrà un facilitatore (alcuni provenienti dal MIUR, altri candidati tra il pubblico) e un segretario che sintetizzerà il dibattito.

I dibattiti saranno trasmessi sulla rete per permettere una interazione più ampia da parte del pubblico virtuale.

Facilitatori del MIUR:

– Prof. Salvatore Giuliano, Tavolo 2 “Quali tecnologie per quale didattica nella scuola di oggi”
– Dott.ssa Antonella Tozza, Tavolo 11 “Robotica, Coding, realtà aumentata, pensiero computazionale…sono davvero entrati nella didattica quotidiana? Come?”
– Prof.ssa Lucia Margherita Scalas, Tavolo 13 “Formare e Formarsi: dalle competenze digitali alla didattica interattiva e per competenze”
– Dott.ssa Simona Montesarchio, Tavolo 14 “PON, Bandi: come progettare e come programmare nella scuola di oggi. Una nuova organizzazione”

Ore 16.00-17.30

Presentazione della sintesi dei lavori dei tavoli e dibattito con il Ministro Valeria Fedeli e il Capo di Gabinetto Sabrina Bono Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Chairman: Luca De Biase – Giornalista Sole 24 Ore

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Disabili, Anffas: far conoscere novità della legge “Dopo di noi”

News da Orizzonte Scuola - 5 ore 10 sec fa

La collaborazione è volta a far conoscere – attraverso iniziative congiunte come eventi, convegni, corsi di formazione anche a distanza, sia di livello nazionale che territoriale – le novità introdotte dalla Legge 22/06/2016 n.112, nota come legge “Dopo di noi”, fra cui le importanti agevolazioni fiscali; la Legge 6/2004 sull’amministrazione di sostegno e i lasciti testamentari.

I notai, quali operatori del diritto super partes possono proporre gli strumenti più idonei per soddisfare l’esigenza di tutela dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Inoltre il Consiglio Nazionale del Notariato è da tempo impegnato al fianco degli enti-non profit per la diffusione in Italia della cultura del lascito testamentario solidale quale strumento per il reperimento delle risorse da parte delle Associazioni. Dal 2007 ad oggi il Notariato ha concesso il Patrocinio a 79 Associazioni e dal 2009 sono stati organizzati 317 incontri informativi sui lasciti testamentari (48 nel 2017).

Anffas rappresenta la più grande Associazione Italiana di genitori, familiari ed amici delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale ed opera dal 1958 in tutta Italia affinché sia garantita alle persone con disabilità e ai loro familiari la migliore qualità di vita possibile, i loro diritti civili ed umani, nonché la corretta formazione ed informazione anche in ambito legale, scientifico e normativo, per fare così in modo che tali diritti siano resi effettivamente e compiutamente esigibili.

Roma 28 aprile 2017

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Assistenza alunni disabili, Slai Cobas: genitori scrivono a Mattarella

News da Orizzonte Scuola - 5 ore 46 min fa

(la madre che ieri è caduta all’ars a causa degli spintonamenti dei vigilanti che volevano impedire di fare entrare i genitori e gli assistenti in attesa di risposte, refertata al pronto soccorso ha avuto una prognosi di 5 gg per trauma cranico)

i genitori degli studenti gravemente lesi e gli assistenti igienico personale scrivono al Presidente della Repubblica, così come avevano già fatto questa estate durante la battaglia contro l’art.10, e tra le atre cose gli chiedono. ”

Chiediamo alla S.V., che è intervenuta più volte sulla questione della disabilità, come può essere definito civile un paese in cui diritti fondamentali vengono costantemente negati dalle sue stesse Istituzioni che dovrebbero invece garantirli?

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Opera Kids 2016/17, percorso didattico e spettacolo teatrale bambini scuola infanzia

News da Orizzonte Scuola - 6 ore 7 min fa

Accanto al percorso didattico realizzato con i maestri, AsLiCo crea uno spettacolo di teatro musicale con cantante, musicista ed attore, a cui i bambini partecipano attivamente, direttamente dal loro posto.

I bambini si preparano ad assistere allo spettacolo grazie ad un libretto realizzato ad hoc sull’opera scelta, dove disegnando e ritagliando possono apprendere sia la storia che le principali tematiche dell’opera.

Con la guida al canto sul sito operakids.org ed un workshop in classe, imparano inoltre alcune arie dell’opera che canteranno dalla platea insieme agli artisti durante lo spettacolo. L’edizione 2016/17, dedicata all’opera di Gioachino Rossini, mette in scena Il barbiere di vaniglia! Un’opera da leccarsi i baffi, arriva anche a Milano il prossimo 7 maggio.

CALENDARIO RECITE SCOLASTICHE E APERTE AL PUBBLICO OPERA KIDS 16/17

BERGAMO – AUDITORIUM DI PIAZZA LIBERTA’ – 30 marzo 2017 – ore 9.30 – 11.30

BOLZANO – TEATRO COMUNALE – dal 17 al 19 maggio 2017 – ore 9.00 – 11.00

BRESCIA – TEATRO SANT’AFRA – 27 aprile 2017 – ore 9.30 – 10.45

COMO – TEATRO SOCIALE – 2 dicembre 2016  – ore 9.30 – 11.30

Recita aperte al pubblico – 3 dicembre, ore 16.00*

CREMONA – TEATRO PONCHIELLI – 6 aprile 2017 – ore 9.15 – 10.30

MILANO – TEATRO FRANCO PARENTI – 8 maggio 2017 – ore 9.30 – 11.30

Recita aperta al pubblico – 7 maggio 2017,ore  16.30*

MONZA – SCUOLA DELL’INFANZIA J.MIRÒ 20 febbraio 2017 – ore 10.00

NAPOLI – TEATRO DIANA – 14 febbraio 2017 – ore 9.00 -11.00

PORDENONE– TEATRO COMUNALE G. VERDI – dal 21 al 24 marzo 2017 – ore  9.30 – 10.45

ROMA – SALA CASELLA – 3 e 4 aprile 2017 ore 9.30 – 11.00

VARESE – SALA G.MONTANARI COMUNE – 8 marzo – ore 9.00 – 11.00

biglietti: 8 € + pre vendita
Informazioni e Prenotazioni Teatro Franco Parenti
tel. 02 59995206
www.operakids.org

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Graduatorie di Istituto, inserimento III fascia: titoli d’accesso classi di concorso

News da Orizzonte Scuola - 6 ore 47 min fa

I quesiti riguardano l’inserimento in III fascia.

Ricordiamo che le nuove classi di concorso e i relativi titoli d’accesso sono indicati nel DPR n. 19/2016, nel quale sono stati evidenziati diversi errori formali e non, che il Miur si è impegnato a correggere (ancora comunque non è stato fatto nulla in merito).

Da sottolineare, che il decreto suddetto, relativamente all’accesso alle classi di concorso (nel decreto si parla di accesso al TFA, che è ormai superato dal nuovo sistema di formazione e reclutamento) non ha indicato nulla per quei docenti già in possesso dei titoli di studio richiesti dalla normativa previgente, alla data di entrata in vigore del medesimo.

Allegate al decreto, comunque, vi sono le due tabelle riportanti le nuove classi di concorso e i relativi titoli d’accesso.

La Tabella A  individua: le classi di concorso per  la scuola secondaria di primo e secondo grado,  identificate  attraverso uno specifico codice alfanumerico; gli insegnamenti  ad  esse relativi; le corrispondenze con le  classi  di concorso di cui alle Tabelle A e D, allegate al decreto del  Ministro della pubblica istruzione 30 gennaio 1998.

La Tabella B individua: le classi di concorso a posti di insegnante tecnico-pratico per la scuola  secondaria  di  primo  e secondo  grado,  identificate   attraverso   uno   specifico   codice alfanumerico, e gli insegnamenti ad  esse  relativi,  le corrispondenze con le classi  di  concorso  di  cui alla Tabella C allegata al decreto del  Ministro  della  pubblica istruzione 30 gennaio 1998.

Attendiamo che il Miur intervenga per correggere gli errori presenti nel Decreto e per superare la criticità di chi, al momento dell’entrata in vigore del DPR (23/02/2016), era in possesso di un titolo di studio valido per l’accesso alle “vecchie” classi di concorso.

Riforma classi di concorso: tabelle definitive semplificate di corrispondenza tra vecchie e nuove

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Poche ore alle Primarie del PD. Anief: il nuovo Segretario si impegni a cancellare la “Buona Scuola”

News da Orizzonte Scuola - 6 ore 54 min fa

A ridosso dell’evento, che riguarda il leader del partito di maggioranza dell’attuale Governo italiano, Anief rivolge un appello pubblico al futuro segretario del Pd perché si impegni ora, prima della sua elezione, a cambiare la riforma della Scuola approvata nel luglio del 2015.

La Legge 107/15, invisa da tutto il mondo della scuola pubblica, è stata tra le motivazioni scatenanti della caduta del Governo Renzi: “se si vuole davvero voltare pagina, occorre ripartire dagli errori – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal -: per questo, è bene che il nuovo segretario del primo partito del Paese esprima da subito la volontà di cancellare le tante norme sbagliate incluse in quella disastrosa legge dello Stato contro la quale sono scese in piazza e hanno scioperato oltre 600mila persone, facendo registrare il record di dissenso nella storia della scuola pubblica italiana”.

“L’approvazione dei decreti delegati poteva essere l’occasione buona per ridurre, almeno, la portata negativa della riforma. Ma così non è stato, perché a nulla sono valse le richieste di modifica giunte dalla base, dalle parti sociali e dell’Anief, audita sia a Montecitorio che a Palazzo Madama. Adesso, con il rinnovo delle cariche del Partito Democratico, c’è la possibilità di andare a rivedere quelle norme, come l’introduzione delle nuove graduatorie Grame oppure la scelta del personale da parte dei presidi, come se la scuola si possa paragonare a un’azienda. Occorre un impegno preciso, serio, a cambiare l’ultima riforma, che non piace e non è utile a nessuno. Approvando delle nuove norme, finalmente rispettose dei diritti degli studenti, delle loro famiglie e del personale”, conclude Pacifico.

Il giovane sindacato chiede, pertanto, precise modifiche su una serie di temi toccati dalla Legge 107/15: formazione iniziale, reclutamento, precariato, con la riapertura immediata e annuale delle GaE, progressioni di carriera, sostegno, scuola dell’infanzia, potenziamento del personale Ata e degli educatori, chiamata diretta, prove Invalsi ed Esami di Stato.

Secondo l’Anief, ci sono dei falsi miti legati a questa riforma. A iniziare dall’introduzione del merito, a proposito del quale non abbiamo ottenuto alcun risultato se non quello di concentrarci su incrementi ridicoli per pochi docenti, non più di un terzo, mentre gli stipendi base rispetto ai privati rimangono fermi a dieci anni fa. Sul precariato, il sindacato ricorda che è addirittura aumentato, con 100mila docenti e 40mila Ata da coprire ogni anno con il personale non di ruolo cui affidare supplenze annuali. Tanto che pure il Ministro Fedeli è consapevole che occorrono interventi radicali e non manovre di facciata. Eppure, bastava adeguare tutto l’organico di fatto a quello di diritto, come da noi chiesto di recente e assumere dalle Graduatorie d’Istituto, con corsi abilitanti per tutti coloro che hanno svolto 36 mesi di supplenze, aggiornando quelle a Esaurimento ogni anno a partire da questa primavera, anziché introdurre le inutili Grame.

Ha deluso anche il potenziamento assegnato alle scuole, introdotto non rispettando il fabbisogno e le richieste formulate dai Collegi dei docenti: perché alla scuola non serve il docente “transumante” e tappa-buchi, mentre servirebbero gli Ata per realizzare le attività extracurricolari. Pure sull’alternanza scuola-lavoro, continuiamo a chiedere perché bisogna mandare i ragazzi allo sbaraglio nelle aziende, non di rado anche a fare fotocopie e a vendere gelati, quando non si sono stabilite ancora regole sui diritti-doveri. E che dire della nuova formazione iniziale, rivelatasi un vero disastro, perché rispetto alla classe docente più vecchia del mondo non si può proporre un concorso-corso che dura otto anni per vedere i nuovi docenti assunti a titolo definitivo.

C’è poi una revisione dell’edilizia scolastica che lascia pensare: per quale motivo, a esempio, i dirigenti scolastici devono essere arrestati e i responsabili degli enti locali no? La verità è che devono cambiare le regole sulla sicurezza, facendo chiarezza sulle effettive responsabilità. Non convince nemmeno il diritto allo studio, perché non è stato ripristinato il tempo scuola tagliato dall’ultimo Governo Berlusconi, pari a un quinto delle ore, né potenziato il tempo pieno e prolungato. Così come non convincono le nuove regole sulla certificazione di 260mila alunni disabili che non porteranno loro solo problemi, perché si introducono nuove certificazioni senza aver provveduto all’adeguata copertura finanziaria e alle opportune risorse umane per le équipe mediche. Il cambio di passo per la nostra scuola e i suoi studenti, disabili e normodotati, può arrivare solo se si introduce l’obbligo scolastico a 18 anni.

Anche il tanto decantato nuovo percorso zero-sei anni è destinato a naufragare. Perché non prevede, come aveva chiesto l’Anief, l’anticipo di 12 mesi, a cinque anni di età, dell’istruzione obbligatoria, in classi ‘ponte’ con docenti di infanzia e primaria in copresenza. Per ultimo, ma non certo per importanza, il sindacato ricorda un punto che esula dalla riforma, ma che è altrettanto vitale: il rinnovo contrattuale che, dopo otto anni di blocco, non può ridursi a un aumento medio netto di 40 euro, ma deve corrispondere a 210 euro a lavoratore, comprensivo di quell’indennità di vacanza contrattuale negata sinora e che ha fatto sprofondare gli stipendi di chi opera nella scuola di quasi 20 punti sotto il costo della vita.

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Civiltà bizantina e cultura locale in cattedra al Bottazzi di Casarano (LE)

News da Orizzonte Scuola - 7 ore 1 min fa

Ad aprire i lavori interverrà il Prof. Salvatore Negro – Dirigente dell’Istituzione Scolastica proponente -, cui seguirà la relazione di Francesco G. Giannachi, Ricercatore di Civiltà Bizantina nell’Università del Salento (Dipartimento Studi Umanistici).

Nel parterre dei relatori è prevista, inoltre, la presenza di due docenti afferenti alla Sede Coordinata di Taurisano (IIS “Bottazzi”): Pasquale Giuseppe Quaranta, in arte P40- ideatore di un percorso cantautoriale rientrante nella tradizione dei “Cantacunti” –  e Alessio John Wilde – curatore della trasposizione in vernacolo salentino della novella di Masuccio Salernitano, intitolata “Mariotto e Giannozza”-.

Si tratta di un’iniziativa didattico – divulgativa rivolta a docenti, genitori, studenti e cultori della materia, promossa dall’Istituto di Via Napoli, con l’obiettivo di valorizzare conoscenze e indicazioni metodologiche di base, funzionali a favorire un approccio critico e motivato verso la lettura di testi riguardanti il contesto bizantino medioevale, col rimando ad un’accattivante full immersion nel macrocosmo di civiltà, tradizioni e valori storico-linguistici dei salentini di cultura bizantina.

Nel corso del meeting, infatti, si proporranno alcune strategie didattiche utili per l’insegnamento della storia bizantina, connesse ad eventi del territorio locale: saranno ricostruiti aspetti della cultura greco-orientale, sistematicamente ancorati a vicende della Terra d’Otranto.

“La nostra iniziativa – fa sapere il Dirigente Scolastico dell’Istituto Bottazzi – intende valorizzare la dimensione locale della grande tradizione culturale legata alla civiltà bizantina, radice profonda della nostra identità salentina”.

Per cogliere il senso e la valenza culturale del Convegno del 28 Aprile prossimo,  il Responsabile della Comunicazione Istituzionale dell’IIS “Bottazzi” di Casarano ha intervistato il prof. Francesco G. Giannachi.

D.      Prof. Giannachi, qual è l’obiettivo del seminario intitolato “Bislacchi Bizantini”?

R. –    Credo che due obiettivi principali stiano spingendo la Dirigenza dell’IIS Bottazzi e me a dialogare con i colleghi sulle tematiche del seminario. Innanzitutto la necessità di far avvicinare di più gli studenti ad un periodo storico che spesso, purtroppo, sentono molto
distante e del quale molte volte non riconoscono le importanti ricadute sulla contemporaneità. Noi Salentini non possiamo disconoscere, inoltre, l’importante bagaglio culturale e genetico che la Civiltà bizantina ci ha lasciato. In secondo luogo è bene che l’Università dialoghi sempre più con gli Istituti di istruzione secondaria superiore per armonizzare gli sforzi e aiutare il nostro territorio a crescere culturalmente.

D.– Ci descriva la  road map del seminario di studi.

R. – Intendo presentare ai Colleghi degli argomenti relativi alla Civiltà bizantina che possano essere utilizzati durante le loro lezioni in classe, per stimolare gli alunni e portarli alla comprensione del Medioevo orientale dalla corretta prospettiva. Punterò su temi che possano avere una certa attrattiva: la resistenza culturale bizantina della Terra d’Otranto, con particolare riferimento alle testimonianze artistiche ancora evidenti – ad esempio la chiesa di Casaranello, l’icona parabitana della Cultura -; “Living Byzantium”, cioè la persistenza di aspetti culturali e materiali di matrice bizantina nel bacino del Mediterraneo; qualche elemento di storia della medicina popolare, magari con qualche particolare più curioso.

D.- Come nasce il titolo del meeting casaranese del 28 Aprile prossimo?

R. – La cultura del primo Novecento ebbe una visione distorta del Medioevo bizantino. La Nuova Roma sul Bosforo e la sua millenaria storia furono avvertiti come qualcosa di esotico, come una civiltà stravagante fatta solo di complotti ed eunuchi senza scrupoli. Anche la produzione cinematografica ha risentito un po’ di questo pregiudizio, tanto che ancora nel 1966, ne L’armata Brancaleone di Monicelli, la famiglia d’origine bizantina dei Leonzi veniva descritta come “sangue prezioso e malato mischiato a se stesso; membra febbrili, fiacche alla spada, ma ratte al pugnale, dedite a ogni amplesso. Gente meglio da perdere che trovarla”. Se la bizantinistica ha ampiamente rivalutato sul piano scientifico la cultura dell’Impero romano d’Oriente, è ora che anche la scuola aiuti tutti ad avere un’idea corretta e precisa della civiltà che fiorì a Costantinopoli e produsse il suo riflesso in tutte le regioni dell’impero, compreso il Salento.

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Diventare insegnanti nella scuola secondaria: laurea, concorso, FIT triennale. Quanto si guadagnerà, quando si sarà assunti

News da Orizzonte Scuola - 7 ore 6 min fa

Il concorso. Il decreto prevede che i concorsi siano banditi, a partire dal 2018, con cadenza biennale, su tutti i posti vacanti e disponibili.

In particolare si prevede che i posti da bandire sono pari a quelli che si prevede si rendano vacanti e disponibili nel terzo e quarto anno scolastico successivi a quello in cui è previsto lo svolgimento delle prove concorsuali (esempio: le prove concorsuali si prevede si svolgano nel 2025 (2024/2025), i posti banditi sono quelli che si prevede si rendano vacanti e disponibili nel 2027/28 e 2028/2029.

Potranno parteciparvi tutti i laureati, purché abbiano conseguito almeno 24 crediti in settori formativi psico-antropo-pedagogici o nelle metodologie e tecniche didattiche. Il concorso prevede due scritti (tre per i posti di sostegno) e un orale.

Percorso FIT. I vincitori di concorso sono ammessi, secondo la posizione in graduatoria di merito, al percorso FIT (Formazione iniziale e tirocinio), di durata triennale.

L’ammissione al percorso FIT avviene in due scaglioni annuali successivi nel limite dei posti che si prevede si rendano vacanti e disponibili,

  • il primo anno, svolto principalmente nelle università con momenti di tirocinio nelle scuole, è finalizzato al conseguimento del diploma di specializzazione all’insegnamento, specifico per la classe di concorso o per il sostegno. Il partecipante riceverà un compenso;
  • il secondo anno vede momenti formativi integrati con il tirocinio nelle scuole. Al partecipante sarà riconosciuto lo stesso compenso, nonché lo stipendio per le supplenze brevi che farà, con l’obiettivo di far sì che cominci ad esercitare le funzioni docente con la necessaria gradualità;
  • il terzo anno al partecipante sarà assegnata una cattedra vacante e disponibile, con tutte le responsabilità connesse. Percepirà uno stipendio pieno e sarà valutato al fine di determinare se debba essere immesso in ruolo. Al termine del primo e del secondo anno i candidati sono valutati. Lo saranno anche al termine del terzo, che è seguito, in caso di valutazione positiva, dall’immissione in ruolo.

Il compenso.

Il primo anno si guadagneranno 600 euro lordi, ma dal secondo anno sarà possibile integrare con le supplenze e il terzo anno sarà possibile lavorare con incarico annuale.

Riforma formazione docenti: tirocinanti guadagneranno 600 euro lordi al mese, per aumentare stipendio dovranno fare supplenze

Docenti e ITP nelle scuole paritarie Si specifica che il possesso del titolo di specializzazione conseguito nel primo anno dei percorsi FIT assolve all’obbligo per le scuole paritarie di avvalersi di personale abilitato. A tal riguardo, si consente di conseguire detto titolo, a chi voglia farlo fuori dal concorso, purché a proprie spese e nel limite del fabbisogno determinato dal MIUR.

Assunzioni.

Si entrerà in ruolo nella scuola secondaria mediante scorrimento delle seguenti graduatorie:

  • le esistenti graduatorie ad esaurimento (GAE);
  • le graduatorie del concorso 2016
  • (dal 2018) la graduatoria da costruire mediante una apposita procedura concorsuale, riservata ai docenti già abilitati (GAE e “seconda fascia” delle graduatorie di istituto).
  • (dal 2019 inizieranno i percorsi) le graduatorie costruite grazie appositi concorsi riservati ai precari con almeno 3 anni di servizio che non siano anche abilitati.
  • (dal 2019 inizieranno i percorsi) le graduatorie dei concorsi ordinari previsti dal decreto legislativo.

Immissioni in ruolo, diverse procedure tra GM, GaE e GI: quale sarà l’ordine di priorità?

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Pensioni, Ape sociale docenti infanzia: requisiti. Domanda a partire dal 1° maggio

News da Orizzonte Scuola - 7 ore 28 min fa

Come apprendiamo dalla Flc Cgil, è stato approvato il decreto del presidente del consiglio dei ministri che disciplina la predetta forma di flessibilità in uscita.

Ricordiamo che l’Ape sociale riguarda, tra gli altri, anche gli insegnanti della scuola dell’infanzia che presentano i seguenti requisiti:

  • almeno 63 anni di età;
  • almeno  36 anni di anzianità contributiva;
  • maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi;
  • non essere titolari di alcuna pensione diretta.

Le domande andranno presentate dal prossimo 1° maggio. Quanto alle modalità di presentazione siamo in attesa di conoscere il testo del suddetto decreto.

Quanto all’importo, come possiamo leggere sul sito dell’Inps:

“L’indennità è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o maggiore di detto importo). L’importo dell’indennità non è rivalutato. Per i dipendenti pubblici che cessano l’attività e che richiedono l’APE sociale i termini di pagamento delle prestazioni di fine servizio iniziano dal compimento dell’età per la pensione di vecchiaia e in base alle norme vigenti che regolano la corresponsione del trattamento di fine servizio comunque denominato.”

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Didattica: senza conoscenza non può esserci competenza. Lettera

News da Orizzonte Scuola - 7 ore 39 min fa

Oggi si parla molto di didattica delle competenze che si sta dimostrando una colossale “boiata”, un qualcosa inventato dalla vituperata “Buona scuola” di conio renziano e gelminiano. La competenza non può essere acquisita senza la conoscenza, per cui se io non so come posso avere una competenza? La didattica della competenza, tuttavia, prescindendo dalla conoscenza dà, per scontato, che l’alunno sappia fare senza conoscere. Chissà.

Ecco come si spiega perché molti alunni non possiedono la conoscenza e nemmeno la competenza in quanto non sapendo non hanno la possibilità di saperle applicare. Con la “Buona Scuola” stiamo avendo una generazione di analfabeti e stiamo addirittura andando verso un analfabetismo di ritorno tutto rinnovato e abbellito dalla tecnologia che rende gli alunni tanti ebeti inghiottiti dagli smartphone e non sono toccati dalla più pallida idea di sapere il perché delle cose e, quindi, di conoscere cause ed effetti dei fenomeni storici, scientifici, matematici.

Spesso gli alunni svolgono i compiti senza imparare le regole e le applicano commettendo errori. Come si può svolgere un esercizio di grammatica, di matematica, di scienze senza aver prima imparato la regole per poi saperle applicare? Non si sa, è un mistero. Quando noi andavamo a scuola gli insegnanti ci spiegavano prima la regola e poi ci assegnavano l’esercizio da svolgere.

Si torna a ripetere che la competenza non può prescindere dalla conoscenza perché tutte e due camminano sullo stesso binario e si intersecano fra di loro, per la qualcosa l’una diventa complementare all’altra. E’ un errore pensare il contrario ossia che la competenza si possa acquisire senza la conoscenza, ma se la “Buona Scuola” vuole così allora possiamo affermativamente dire che la “Scuola è finita”, è morta, è sepolta.

La colpa è da additare alle tante riforme che hanno interessato il sistema scolastico italiano che non hanno fatto altro che destabilizzare, distruggere, frantumare, macinare, uccidere la scuola italiana e, di conseguenza, mercificare, svilire, annientare il sapere e con il sapere tutta la cultura in generale. Povera scuola, dove sei andata a finire? Noi vogliamo riabilitarti, ma la politica del nostro Paese non vuole, perché preferisce farci tutti ignoranti e manipolabili.

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Merito, borse studio iscrizione Università. Che fine ha fatto il bando? Deve essere pubblicato entro aprile

News da Orizzonte Scuola - 7 ore 51 min fa

Le borse vanno bandite ogni anno entro il mese di aprile.

Le borse vanno assegnate, a domanda degli interessati. agli studenti:

  • iscritti all’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado;
  • il cui ISEE familiare sia pari o inferiore a 20mila euro;
  • aventi una media voti almeno di otto decimi n tutte le materie, negli scrutini finali del penultimo e  del terzultimo anno e negli scrutini intermedi dell’ultimo anno.

Le borse vengono assegnate, entro il 31 agosto di ciascun anno dopo l’iscrizione e l’immatricolazione all’Università,  sulla base di una graduatoria unica nazionale di merito.

La somma prevista per ciascuna borsa di studio è corrisposta in rate semestrali, previa verifica per gli anni successivi del conseguimento di almeno 40 crediti formativi con una media di voti pari a 28/30.

Sin qui i requisiti. Considerato che siam giunti al 28 aprile e del bando non c’è ancora traccia, ci chiediamo se la previsione della legge di Bilancio venga o meno rispettata.

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Arrivano prime sentenze su pericolosità cellulare, e sul wi fi nelle scuole che fare?

News da Orizzonte Scuola - 8 ore 11 min fa

Clamorosamente smentito da due sentenze. Come si legge sul sito neurinomi.info “Partendo da un dato giudiziario importante: il Tribunale di Ivrea nel 2017 emette la prima ed unica sentenza al mondo che già in primo grado riconosce il nesso uso del cellulare/neurinoma.

La Corte Appello Brescia del 2009 era stata la prima sentenza di corte d’Appello al mondo che riconosceva quel tipo di nesso (ribaltando una decisione del tribunale di Bergamo) e la Corte di cassazione nel 2012 la prima sentenza di Corte suprema al mondo che lo confermasse (conferma Brescia 2009). Ambrosio & Commodo ha deciso di divulgare la notizia prima del deposito delle motivazioni, perché ritiene che sia importante ogni singolo giorno di informazione e prevenzione di esposizioni potenzialmente nocive per la salute pubblica italiana e non solo.

Se avete un neurinoma e potete documentare o provare un uso di almeno 1640 ore di cellulare (secondo i dati IARC-Interphone la soglia sopra la quale sono state trovate associazioni significative con la comparsa di neuromi, Hardell, 2013 “Cumulative number of hours of ipsilateral mobile phone use ≥1,640 h up to one year before the reference date gave OR = 2.33, 95% CI = 1.23–4.40 …for acoustic neuroma”), potreste averlo contratto a causa dei campi elettromagnetici. Per il momento la scienza permette di ritenere fortemente plausibile un legame con tale tale monte ore; tuttavia, in caso di utilizzo in condizioni di poco campo o mezzi in movimento (auto, treni ecc) potranno anche essere considerate esposizioni cumulative inferiori.

In questo caso, se l’uso delle apparecchiature mobili è stato richiesto per motivi di lavoro, potreste aver diritto a presentare domanda di malattia professionale all’INAIL, il soggetto che è stato condannato recentemente dal Tribunale di Ivrea ed in passato dalla Cassazione.

Il Tribunale di Ivrea con sentenza del marzo 2017 “in parziale accoglimento del ricorso, dichiara che ….. è affetto da una malattia professionale che ha comportato un danno biologico permanente del 23% e, per l’effetto, condannando l’Inail alla corresponsione del relativo beneficio a decorrere dalla data della presentazione della domanda in sede amministrativa, oltre agli interessi al tasso legale e l’eventuale maggior danno in misura pari alla differenza tra la rivalutazione monetaria e il tasso legale sui ratei maturati e non riscossi, a decorrere da a decorrere dal 121’ giorno dalla data della presentazione della domanda in sede amministrativa”.

A questa è seguita una seconda sentenza, di cui si attendono le motivazioni, del Tribunale di Firenze. Ora, visto che il datore di lavoro è responsabile della salute dei lavoratori e nella scuola anche degli studenti, come previsto dalla norma madre quale l’articolo 2087 del Codice civile, che fare? Siamo innanzi ad una nuova vicenda in stile amianto? La cui pericolosità era nota ma negata per decenni sino all’irreparabile? Ed ovviamente sorgono preoccupazioni anche in ordine al Wi Fi, sempre più diffuso nelle scuole.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha affermato come non vi siano evidenze scientifiche di possibili danni alla salute in seguito all’esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza generati da sistemi di comunicazione Wi-Fi che sono sicuramente più bassi rispetto ai cellulari. Ma le stesse rassicurazioni venivano date per i telefonini. La situazione è molto delicata, non va creato allarmismo, nessun panico, anche perché siamo letteralmente assediati e circondati, a partire dalle nostre case, da Wi Fi e cellulari. Certamente è il caso che nelle scuole si affermino campagne di informazione sul corretto utilizzo del cellulare, ma sul WI FI il tutto rimane in sospeso, e nel dubbio sul come comportarsi.

Il sito del Ministero della salute

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Mobilità 2017, preferenze su scuole speciali (Istruzione adulti, carcere, ospedale) e valutazione delle domande

News da Orizzonte Scuola - 8 ore 22 min fa

Le preferenze possono essere del seguente tipo:

a) scuola

b)ambito territoriale

c)provincia

Possono essere espresse al massimo cinque preferenze per le singole scuole.

La preferenza per l’ambito di titolarità o la preferenza sintetica per la propria provincia di titolarità possono essere espresse unicamente per il trasferimento su altra tipologia di posto o per la mobilità professionale.

In caso di preferenza di ambito o provincia possono inoltre essere espresse, le seguenti disponibilità:

a) istruzione degli adulti, che comprende:

-corsi serali degli istituti di secondo grado

-centri territoriali riorganizzati nei centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA)

b) sezioni carcerarie ove esprimibili

c) sezioni ospedaliere

L’indicazione delle disponibilità vale per l’assegnazione agli ambiti nei quali sono presenti tali tipologie di scuole, senza tale specifica disponibilità non è possibile l’assegnazione a tali scuole e pertanto gli eventuali posti disponibili su ambito territoriale riferibili alle tipologie indicate non vengono considerati utili ai fini del trasferimento per quanti non abbiano esplicitamente indicato tali disponibilità.

L’indicazione di questa disponibilità rappresenta, quindi, per i docenti interessati, una sorta di precedenza per il trasferimento nell’ambito di interesse con disponibilità per queste tipologie di posti, se tali posti risultano essere le uniche disponibilità all’interno dell’ambito.

Come chiarisce il comma 5 del citato art.9, infatti, il personale che avrà espresso la propria disponibilità all’insegnamento su detti posti, potrà essere assegnato agli ambiti territoriali che li comprendono anche con punteggio inferiore a quanti non abbiamo espresso tale disponibilità. In caso di trasferimento avvenuto attraverso tale preferenza il personale è tenuto ad accettare la proposta di incarico per detti posti.

Qualora, invece, il trasferimento sia avvenuto per punteggio, il docente non ha vincolo ad accettare tali proposte.

I docenti che intendano rendersi disponibili per i posti “speciali”, quali istruzione adulti (a), sezioni carcerarie (b), sezioni ospedaliere (c), dovranno inoltre indicare se in caso di assegnazione all’ambito territoriale per naturale ordine di graduatoria intendano comunque rendersi prioritariamente disponibili per le tipologie di posto indicate. Nel caso si diano più disponibilità si segue l’ordine delle lettere a), b), c).

Mobilità 2017: si può compilare la domanda, le istruzioni. I modelli e autodichiarazione, i bollettini delle scuole e ambiti, le tabelle di vicinanza …

Mobilità scuola docenti 2017: vademecum compilazione domanda e modelli per dichiarazioni personali

Tutte le guide

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Mobilità e vincolo quinquennale sostegno, come incide. Le nostre FaQ

News da Orizzonte Scuola - 8 ore 29 min fa

Il trasferimento ai posti di tipo speciale, ad indirizzo didattico differenziato e di sostegno comporta la permanenza per almeno un quinquennio a far data dalla decorrenza del trasferimento su tali tipologie di posti.[…..]”

Il vincolo di permanenza quinquennale coinvolge chiaramente non solo i docenti che ottengono trasferimento sul sostegno, ma anche i neo-immessi in ruolo su questa tipologia di posto come chiarisce lo stesso art. 23 nel comma 12 per gli insegnanti della scuola dell’Infanzia e Primaria e nel comma 13 per i docenti della scuola Secondaria di I e II grado

Gli insegnanti delle scuole dell’infanzia e primarie immessi in ruolo per l’insegnamento su posti di tipo speciale, di sostegno o ad indirizzo didattico differenziato possono presentare domanda di trasferimento, solo per posti di tipo corrispondente a quello per il quale è stata disposta la nomina, ovvero per altra tipologia di posto speciale o di sostegno per il cui accesso posseggano il relativo titolo di specializzazione”

I docenti di ruolo della scuola secondaria di I e II grado possono indicare esclusivamente preferenze relative a posti di sostegno se la loro nomina in ruolo è stata disposta per effetto di disponibilità di posto di sostegno per il quale sono in possesso del prescritto titolo di specializzazione”

Malgrado la normativa sia chiara, sono tanti i dubbi e gli interrogativi dei docenti che esprimono le loro necessità di chiarimenti con i numerosi quesiti che inviano alla nostra redazione e ai quali riteniamo necessario e utile fornire risposte chiarificatrici.

Quali categorie di docenti sono sottoposti al vincolo quinquennale?

Sono obbligati alla permanenza per un quinquennio su posto di sostegno le seguenti categorie:

1- docenti neo-immessi in ruolo sul sostegno

2- docenti trasferiti da posto comune a posto di sostegno

3- docenti che ottengono il passaggio di ruolo sul sostegno

Da quando decorre il calcolo del quinquennio?

La decorrenza del quinquennio è determinata dalla data di immissione in ruolo (anno scolastico) per i docenti neo-immessi o dalla data (anno scolastico) in cui è stato disposto il trasferimento o il passaggio di ruolo sul sostegno

E’ possibile che ci siano docenti trasferiti da posto comune a posto di sostegno non sottoposti al vincolo quinquennale?

Sì, è possibile per una specifica categoria di docenti, come indicato nell’art.23 comma 7 del CCNI sulla mobilità 2017/18:

[…..]Tale obbligo non si applica nei confronti dei docenti trasferiti a domanda condizionata in quanto soprannumerari da posto comune o cattedra a posto di sostegno. Pertanto tale personale conserva titolo alle precedenze di cui all’art. 13 punti II) e V) del presente contratto[…..]”

Il quinquennio si interrompe se il docente si trasferisce su altra tipologia di sostegno, diversa rispetto a quella di titolarità (CH, DH, EH)?

Il servizio prestato con titolarità su posto EH (minorati psico-fisici) o su posto DH (minorati udito) o su posto CH (minorati vista) è cumulabile per il calcolo del quinquennio, purché prestato nello stesso ordine o grado di istruzione

Nel calcolo del quinquennio si possono valutare gli anni di servizio pre-ruolo svolti con titolo di specializzazione?

No, il quinquennio di permanenza si calcola solo per gli anni di servizio svolti come titolari sul sostegno, quindi si può conteggiare solo il servizio in ruolo e non il pre-ruolo.

Nel calcolo del quinquennio si considera l’anno in corso?

La risposta è affermativa. Come chiarisce l’art.23 comma 8 del CCNI 2017/18, ai fini del computo del quinquennio (che include l’eventuale anno di decorrenza giuridica derivante dalla applicazione del decreto legge n. 255, del 3 luglio 2001, convertito in legge n. 333 del 20 agosto 2001, art. 1, comma 4-bis), è calcolato l’anno scolastico in corso.

I docenti per i quali il corrente anno scolastico 2016/17 rappresenta il 5° anno sul sostegno possono considerare superato il vincolo quinquennale e chiedere mobilità su posto comune?

Con il corrente anno scolastico questi docenti completano il quinquennio di permanenza sul sostegno e possono, quindi, chiedere per il prossimo anno scolastico trasferimento e/o passaggio su materia

I docenti nel vincolo quinquennale possono partecipare alla mobilità 2017/18?

Anche se sono nel vincolo questi docenti possono partecipare alla mobilità, ma solo per posti sul sostegno. Potranno, quindi, chiedere trasferimento o passaggio di ruolo sempre sul sostegno come chiarito nell’art.23 comma 9 e comma 11:

L’insegnante titolare di posto speciale o ad indirizzo didattico differenziato o di sostegno che non ha terminato il quinquennio di permanenza può chiedere il trasferimento solo per la medesima tipologia di posto ovvero per altra tipologia di posto speciale, di sostegno o ad indirizzo didattico differenziato per accedere alla quale possegga il relativo titolo di specializzazione”

I docenti titolari su posto di sostegno, pur se soggetti al vincolo quinquennale, possono partecipare alle operazioni di mobilità per passaggio di ruolo su posti di sostegno di ordine e grado diversi […..]”

Ci sono differenze, per un docente nel vincolo quinquennale, tra passaggio di ruolo sul sostegno e trasferimento sempre sul sostegno ai fini del computo del quinquennio?

Sì, c’è un’importante differenza della quale i docenti devono essere consapevoli.

Con il trasferimento sempre sul sostegno il calcolo del quinquennio prosegue regolarmente senza interruzioni.

Con il passaggio di ruolo sempre sul sostegno il calcolo del quinquennio ricomincia dal nuovo ruolo a decorrere dall’anno scolastico in cui si ottiene il passaggio.

Questa disposizione viene esplicitata con chiarezza nel comma 11 del citato art.23:

[……]I docenti che ottengono il passaggio di ruolo su posti di sostegno hanno l’obbligo di permanervi per un quinquennio[……]”

Mobilità 2017: si può compilare la domanda, le istruzioni. I modelli e autodichiarazione, i bollettini delle scuole e ambiti, le tabelle di vicinanza …

Mobilità scuola docenti 2017: vademecum compilazione domanda e modelli per dichiarazioni personali

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Esami stato I grado, candidati esterni: requisiti partecipazione. Domande entro il 30 aprile

News da Orizzonte Scuola - 9 ore 9 min fa

I suddetti candidati, per accedere agli esami di Stato, devono dapprima sostenere gli esami di idoneità necessari a far conseguire loro gli anni scolastici precedenti gli esami medesimi.

Vediamo quali sono i requisiti per essere ammessi agli esami di Stato e quali sono le modalità e i termini di presentazione delle domande.

Possono essere ammessi agli esami di Stato i candidati che:

  • abbiano compiuto, entro il 30 aprile dell’anno scolastico in cui si svolge l’esame, il tredicesimo anno di età e siano in possesso dell’attestato di ammissione alla prima classe della scuola secondaria di primo grado;
  • che abbiano conseguito la predetta ammissione da almeno un triennio;
  • superino l’esame di idoneità.

Possono, inoltre, essere ammessi agli esami di Stato i candidati che nell’anno in corso compiano ventitrè anni di età e superino gli esami di idoneità.

Possono, infine, partecipare agli esami suddetti i candidati, che abbiano frequentato, nel corso dell’anno, una classe di scuola statale e partitaria ma che si siano ritirati entro il 15 marzo e che superino gli esami di idoneità.

Per la partecipazione ai suddetti esami, i genitori o gli esercenti la patria potestà dei candidati (o gli stessi candidati nel caso si tratta di richiedenti che abbiano 23 anni di età), presentano domanda in carta semplice al dirigente della scuola statale o paritaria prescelta e forniscono, come dichiarazione sostitutiva di certificazione, i dati anagrafici dell’alunno, gli elementi essenziali del suo curricolo scolastico e la dichiarazione di non frequenza di scuola statale o paritaria nell’anno in corso o di avvenuto ritiro da essa entro il 15 marzo.

Le domande di partecipazione vanno presentate ad una scuola statale o paritaria entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento.

Circolare n.27/2011

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Bulli quindicenni rasano un bimbo di 10 anni mentre va a scuola

News da Orizzonte Scuola - 9 ore 40 min fa

Il fatto è accaduto nelle vie della Valbisagno mentre il bimbo stava andando a scuola.

L’allarme è stato lanciato con una telefonata alla polizia dalla mamma dell’alunno avvertita del fatto dal preside dell’istituto. Gli agenti delle volanti hanno raggiunto le vie dove sono avvenuti i fatti per cercare di rintracciare immagini dei due ragazzini che hanno aggredito il bambino descritti come adolescenti di circa 15 anni.

La mamma ha detto che il bambino stamane, eccezionalmente, si è recato a scuola da solo. Sull’episodio indaga la Squadra mobile.

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Spese scolastiche: detrazione e documentazione. Certificazione della scuola e pubblicazione delle delibere

News da Orizzonte Scuola - 10 ore 41 min fa

I pagamenti vanno ovviamente documentati ed il contribuente deve esibire e conservare le ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti nel corso del 2016 e i dati dell’alunno o studente.

Nessun problema quindi per le tasse (di iscrizione e di frequenza) in quanto versate a mezzo conto corrente postale ed in genere per tutti i pagamenti effettuati a mezzo bollettino postale o bonifico bancario intestato alla scuola.

Per la mensa la Circolare precisa che la spesa può essere documentata mediante la ricevuta del bollettino o del bonifico intestata al soggetto destinatario del pagamento – scuola, Comune o altro fornitore del servizio – e deve riportare nella causale l’indicazione del servizio mensa, nonché sin dall’origine la scuola di frequenza e il nome e cognome dell’alunno, giacché tali dati non saranno integrabili successivamente.

In caso di pagamento in contanti o con altre modalità (ad esempio, bancomat) o acquisto di buoni mensa in formato cartaceo o elettronico, occorrerà attestazione (esente dall’imposta di bollo come la relativa istanza, purché indichi l’uso cui è destinata), rilasciata dal soggetto che ha ricevuto il pagamento o dalla scuola che certifichi l’ammontare della spesa sostenuta nell’anno e i dati dell’alunno o studente.

Riguardo poi le spese per gite scolastiche, assicurazione della scuola e altri contributi scolastici finalizzati all’ampliamento dell’offerta formativa (ad esempio corsi di lingua, teatro) deliberati, qualora il pagamento sia stato effettuato nei confronti di soggetti terzi (ad es.: all’agenzia di viaggio) occorre l’attestazione dell’istituto scolastico dalla quale si rilevi la delibera di approvazione e i dati dell’alunno o studente. Se le spese sono pagate alla scuola non è richiesta la copia della delibera scolastica che ha disposto tali versamenti.

Tanto comporta evidentemente una attività di documentazione dell’istituzione scolastica.

Si rafforza quindi la necessità di pubblicazione delle delibere del consiglio di istituto sul sito web.

A tal proposito è da ritenere ormai anacronistico e superato il termine di 10 giorni della durata della pubblicazione previsto dall’art. 13 comma 2 della CM 105/75 (da intendersi come spazio temporale minimo). Sarebbe opportuno che restassero pubblicate quanto meno per tutta la durata dell’anno scolastico.

Occorrerà peraltro a maggior ragione superare talune prassi che vedono i rappresentanti, specie laddove si tratta importi individuali di non rilevante entità per attività della classe, impegnati a raccogliere le somme per poi eseguire un unico versamento alla scuola. In tal caso, il pagamento è effettuato all’istituto ma solo una attestazione della scuola può ricondurlo al singolo studente, giacché il genitore è sprovvisto di ricevuta o quietanza propria.

Cinzia Olivieri

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Ricostruzione di carriera: scuole pareggiate e parificate, anno 2013, servizi valutabili

News da Orizzonte Scuola - 11 ore 1 min fa

Scuole pareggiate e parificate

Maria – Salve, sono una docente di scuola d’infanzia immessa in ruolo nell’anno scolastico 2015/16, ho presentato istanza di ricostruzione di carriera, (qualche supplenza sporadica , due anni presso le scuola d’infanzia comunale, quattordici anni presso una scuola d’infanzia paritaria). Sono stata invitata diverse volte a modificare piccole incongruenze presenti nella domanda. Quando tutto sembrava risolto, mi è stato chiesto di ripresentare la domanda omettendo tutto il servizio prestato nella scuola d’infanzia paritaria. Vorrei sapere se devo assecondare tale richiesta  o pretendere che la non validità di tale servizio avvenga d’ufficio. Grazie

Anno 2013

SCUOLA –  Chiediamo, gentilmente, se è vero che nella valutazione dei servizi si riconosce per intero l’ a.s. 2013/2014, (anche se non lavorato per intero) e di conseguenza se è uscito un decreto. Vi ringraziamo in anticipo

Servizi valutabili ai fini della ricostruzione della carriera

Antonio  – buongiorno dovendo  espletare un pratica di ricostruzione della carriera ho dei dubbi sulla valutazione  dei servizi di un docente  di musica di 1^ grado prestati su scuola privata pareggiata dal a.s. 82/83 al a.s.88/89 con il seguente titolo di studio “Licenza di teoria e solfeggio”. sono validi ai fini della ricostruzione della carriera? il titolo era idoneo all’insegnamento? quali sono riferimenti normativi? si ringrazia anticipatamente

Chiedilo a Lalla

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Fondi Pon alle private, Turi (UIL): monito dell’Europa. le risorse vanno destinate alla scuola statale

News da Orizzonte Scuola - Gio, 27/04/2017 - 19:48

Un modo di procedere che opera un pericoloso precedente, in aperto contrasto con la posizione assunta dalla Commissione europea, che vieta l’uso dei fondi pon per le scuole private.

Abbiamo già portato all’attenzione del Miur tale posizione – aggiunge Turi.
In una lettera inviata nelle settimane scorse al premier Gentiloni e alla ministra Fedeli, il CSEE (Comitato sindacale europeo ) invitava il Governo italiano a destinare i fondi europei all’istruzione di tutti e a non procedere con scelte rivolte ad una ulteriore privatizzazione dell’istruzione.

Ci piacerebbe – aggiunge Turi – vedere la stessa determinazione nel negoziare con l’Europa le risorse per gli investimenti nel sistema scolastico statale.

Ci auguriamo che si tratti degli ultimi colpi di coda di una legge che opere una mutazione genetica del nostro sistema scolastico introdotta dalla buona scuola.
Siamo sempre più convinti che il ripensamento sulla legge del Governo deve essere profondo e finalizzato al rilancio delle scuola statale e non ad un suo ridimensionamento in favore delle private, delle logiche politiche e di mercato.

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