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Centemero (FI), tagliare bonus studenti e borse di studio del governo Renzi

News da Orizzonte Scuola - 4 ore 14 min fa

“Il bonus cultura – prosegue – è slegato dal percorso formativo dei giovani, mentre la mancanza di criteri oggettivi per l’assegnazione delle borse studio non rispetta il principio di valorizzazione del merito e rischia di penalizzare le studentesse e gli studenti migliori. I due interventi, che hanno un costo di 306 milioni di euro, non sono stati inseriti in manovra per sostenere il diritto allo studio, ma solo per distribuire promesse di denaro in vista del referendum costituzionale. Quel progetto è fallito, e queste misure estemporanee vanno eliminate”, conclude.

Anief, graduatorie precari sbagliate e da rifare: la linea del Miur frana davanti ai giudici

News da Orizzonte Scuola - 4 ore 22 min fa

A favore dei diplomati magistrali esclusi, si sono posti i Tribunali di Rieti e di Nocera Inferiore; il Tar del Lazio ha dato ragione, poi, ai docenti illegittimamente inseriti in quarta fascia nel 2012. Via libera al reinserimento nelle liste di attesa provinciale da parte del tribunale di Napoli.

Chi fosse interessato a impugnare il trattamento iniquo, subito dall’amministrazione scolastica sulle GaE, può consultare la “sezione ricorsi” sul sito internet Anief.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non è un caso se dal conto annuale, pubblicato in queste ore dalla Ragioneria generale dello Stato, risulti che tre precari su quattro della pubblica amministrazione appartengono alla Scuola: si tratta di oltre 100mila docenti e 40mila Ata, che continuano a essere osteggiati per completare il loro naturale processo di stabilizzazione: tuttavia, se in un altro Paese moderno europeo tutto questo sarebbe stato favorito, come indicato dalla stessa UE, nella nostra Penisola tale processo continua a essere osteggiato. Se questo Governo, come ha dichiarato, vuole davvero voltare pagina sul fronte dei supplenti condannati a tale vita, colga dunque l’occasione per permettere da subito l’aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento, in contemporanea a quelle d’Istituto, il cui aggiornamento è previsto nella prossima primavera.
È tutto sbagliato, è tutto da rifare: torna alla mente la frase tipica di Gino Bartali, uno degli atleti che hanno fatto la storia del ciclismo italiano, nel commentare la gestione delle Graduatorie ad esaurimento dei precari della scuola: anche questi ultimi, per colpa di un’amministrazione allergica alle soluzioni di buon senso, hanno dovuto scalare a loro modo delle montagne per il riconoscimento dei propri diritti. Ora, però, i fatti gli stanno dando finalmente ragione. Negli ultimi giorni, infatti, una serie di sentenze emesse dai tribunali ha stabilito la poca lungimiranza con cui siano state allestite e si sia bloccato l’accesso nelle GaE a chi, invece, ne avesse pieno diritto.

A iniziare da coloro che sono in possesso del diploma magistrale: un titolo senza ombra di dubbio abilitante all’insegnamento, ma non per il Miur. Stavolta a “ricordarlo” all’amministrazione è stato il Tribunale del Lavoro di Rieti, che si è espresso in via definitiva sul diritto di tale tipologia di docenti (oltre 50mila in tutta Italia) a ottenere il riconoscimento nelle GaE, utile sia per accedere alle supplenze di lunga durata, sia per l’immissione in ruolo sul 50 per cento dei posti disponibili: il giudice ha disposto, quindi, la condanna del Ministero dell’Istruzione a permettere ai docenti la produzione della domanda di inserimento in GaE e a provvedere al loro inserimento con il corretto computo del servizio e dei titoli effettivamente posseduti.

Una sentenza dello stesso tenore è giunta dal Tribunale del Lavoro di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, dove a una docente con lo stesso titolo il Miur aveva negato il diritto alla partecipazione al piano straordinario di immissioni in ruolo decretato dalla Legge 107/2015: il tutto è avvenuto nonostante la favorevole sentenza del Consiglio di Stato che già aveva sancito il suo pieno inserimento in GaE, a far data dalla prima pubblicazione delle stesse, avvenuta all’atto dell’aggiornamento 2014. La stessa docente, peraltro in possesso di diritto al collocamento mirato con riserva del posto in base alla Legge 68/99, aveva subito per anni il “veto” dell’amministrazione che la escludeva dalla possibilità di inserimento: ci ha pensato, però, il giudice del lavoro a ristabilire la legalità, dichiarando lecita la domanda della ricorrente all’immissione in ruolo nella prima provincia indicata, avendo dimostrato l’avvenuta immissione in ruolo di candidati in possesso di minor punteggio e non destinatari di diritti alla cosiddetta “riserva del posto” per le categorie protette.

A smontare le GaE ci ha pensato anche il Tar del Lazio che, con una sentenza prima in assoluto nel suo genere, è destinata a segnare la storia di queste graduatorie e dei docenti illegittimamente inseriti in quarta fascia nel 2012, senza possibilità di passaggio nella corrispondente terza fascia all’atto dell’aggiornamento 2014. Per il Tar del Lazio, infatti, una volta ottenuto il requisito di ammissione nelle Graduatorie d’interesse, “l’unico criterio di graduazione è quello che discende dalla valutazione dei titoli al fine di individuare i più capaci e meritevoli, non essendo il momento di conseguimento dei requisiti di ammissione utile a individuare i soggetti più capaci e meritevoli”.

Sempre per il tribunale laziale, “i requisiti per accedere all’insegnamento sono costituiti soltanto dal titolo di studio specificatamente richiesto e dal titolo di abilitazione allo specifico insegnamento, avendo il possesso di ogni altro titolo soltanto valore al fine di determinare il maggiore o minor merito, è evidente che la collocazione dei soggetti, che hanno conseguito i requisiti di accesso successivamente, in posizione comunque deteriore, quali che siano i titoli valutati, rispetto ai soggetti che li hanno conseguito precedentemente, viola il principio costituzionale che garantisce l’accesso ai pubblici uffici a tutti coloro che ne hanno titolo, indipendentemente dal momento in cui l’hanno conseguito”. Di conseguenza, “non si poteva distinguere la graduatoria in fasce e non potevano porsi in posizione deteriore soggetti aventi maggior punteggio rispetto a soggetti che con un punteggio inferiore sono stati collocati in fasce precedenti, sia perché non è disposto dalla L. 124/99, che così viene ad essere violata, sia perché in contrasto con i principi costituzionali”. Per questi motivi, Anief avvierà appositi ricorsi, per tutti coloro i quali abbiano mancato l’immissione in ruolo a causa dell’illegittima collocazione in IV fascia.

Lo stesso giovane sindacato autonomo ha ottenuto una piena vittoria per il diritto al reinserimento di chi era stato depennato dalle GaE nel 2009, per mancata presentazione della domanda di aggiornamento, dopo che il Miur aveva negato loro, nonostante la domanda di reinserimento presentata per tempo nel 2014, la possibilità di essere nuovamente inserito nelle graduatorie d’interesse: anche in questo caso, il Tribunale del Lavoro di Napoli ha condannato senza riserve il Ministero all’immediato reinserimento di un docente cancellato e al pagamento delle spese di soccombenza, “con il recupero del punteggio maturato all’atto della cancellazione”.

“Le risposte che stanno dando i giudici – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – confermano che non è un caso se dal conto annuale pubblicato in queste ore dalla Ragioneria generale dello Stato risulti che tre precari su quattro della pubblica amministrazione appartengono alla Scuola: si tratta di oltre 100mila docenti e 40mila Ata, che continuano a essere osteggiati per completare il loro naturale processo di stabilizzazione. Tuttavia, se in un altro Paese moderno europeo tutto questo sarebbe stato favorito, come indicato dalla stessa UE, nella nostra Penisola tale processo continua a essere osteggiato”.

“Se questo Governo, come ha dichiarato, vuole davvero voltare pagina sul fronte dei supplenti condannati a tale vita, colga dunque l’occasione per permettere da subito l’aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento, in contemporanea a quelle d’Istituto, il cui aggiornamento è previsto nella prossima primavera. Disallineare questa ‘finestra’ comporterebbe ulteriori pasticci che il nostro sindacato si impegna, sin da oggi, a contrastare presentando ricorso motivato in tribunale”, conclude Pacifico.

Anief ricorda che, per i docenti destinatari di favorevole e definitiva sentenza del Consiglio di Stato, è ancora possibile ricorrere in caso la propria domanda cartacea di partecipazione al piano straordinario di immissioni in ruolo, decretato con la Legge 107/2015, non abbia avuto seguito. Per ulteriori informazioni, clicca qui.

Migranti. Bagnasco, cittadinanza a minori a fine ciclo della scuola

News da Orizzonte Scuola - 4 ore 34 min fa

Lo ha evidenziato il Presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, nella prolusione al Consiglio Episcopale Permanente, aggiungendo che “in questa prospettiva, diventa importante sia il riconoscimento della cittadinanza ai minori che hanno conseguito il primo ciclo scolastico, sia la possibilità di affidare i minori non accompagnati a case famiglia: le centinaia di esperienze promosse nelle nostre parrocchie costituiscono una conferma circa la direzione su cui andare”.

M5S, basta discriminazioni per i docenti-educatori

News da Orizzonte Scuola - 4 ore 45 min fa

 Una condizione di inaccettabile discriminazione, portata al limite dalla riforma della scuola renziana, che li ha esclusi dal piano assunzioni e ha negato loro l’accesso all’ultimo concorso. Una situazione incomprensibile, oltre che illegittima, su cui chiediamo al governo di intervenire”. Lo afferma la senatrice M5S Manuela Serra, che ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione.

“Nonostante l’abilitazione del personale educativo sia equiparabile a quella per l’insegnamento nella scuola primaria – continua -, i docenti educatori continuano a essere trattati come insegnanti di serie B. Anche la normativa di settore, il contratto collettivo nazionale e la giurisprudenza amministrativa li collocano in una situazione equiparabile a quella degli altri insegnanti, ma nonostante questo non godono degli stessi diritti e sono relegati a svolgere un ruolo depotenziato rispetto alle loro competenze. Per loro niente assunzioni, niente concorso, niente bonus di 500 euro per l’aggiornamento professionale e niente mobilità per il passaggio di ruolo nella scuola primaria, anche se il percorso inverso invece è consentito. Sono evidenti le conseguenze sul piano professionale ed umano che questi docenti subiscono da anni; le soluzioni ci sono, ma inspiegabilmente  tardano ad arrivare” conclude.

Formazione, in FVG 6000 ore di orientamento educativo nel 2017

News da Orizzonte Scuola - 4 ore 50 min fa

“La programmazione – ha affermato l’assessore a Formazione e Istruzione del Friuli Venezia Giulia, Loredana Panariti – consentirà a 41 realtà scolastiche (scuole primarie e secondarie di primo grado) di usufruire di percorsi di orientamento i cui destinatari sono studenti fino ai 15 anni d’età. Altri 63 istituti scolastici, tra scuole secondarie di secondo grado ed enti di formazione professionale, potranno invece offrire opportunità di orientamento educativo a studenti sopra i 15 anni d’età”.

Nell’ambito delle risorse del Fondo sociale europeo (Fse) 2014-20, la Regione promuove e sostiene percorsi di orientamento educativo presso gli istituti scolastici e gli enti formativi del territorio regionale i cui destinatari sono giovani studenti di scuola secondaria di II grado e di I grado (in uscita) e allievi della formazione professionale. Inoltre, grazie all’utilizzo di fondi regionali, alcuni percorsi sono dedicati a giovani di età inferiore ai 15 anni (scuole primarie e secondarie di I grado), per la promozione di un intervento di orientamento di tipo precoce.

Il Catalogo dell’offerta orientativa è diviso in tre macro aree di contenuto. La prima riguarda il benessere a scuola e offre percorsi per la prevenzione della dispersione scolastica e per aumentare le probabilità di successo scolastico, per valorizzare il merito e i talenti degli studenti.

La seconda macro area attiene il supporto alle transizioni e per questa tipologia vengono proposti percorsi a supporto dei passaggi tra cicli scolastici ad esempio tra la scuola o la formazione professionale verso il lavoro o la formazione superiore. In questa macro area trovano spazio anche seminari formativi tematici da realizzarsi in Azienda attraverso visite di scoperta economica.

Infine, la macro area della scuola inclusiva propone percorsi di orientamento sviluppati con modalità idonee a sostenere le eventuali difficoltà e problematiche proprie degli studenti di origine straniera.

Tutte le tre macro aree prevedono anche percorsi di preparazione professionale per gli operatori e i docenti che hanno una durata variabile dalle 10 alle 30 ore e possono essere realizzati in orario curricolare e/o extracurricolare a scelta della scuola e sono disponibili in lingua italiana e slovena.

L’attuazione delle azioni previste dal Catalogo viene curata dall’associazione temporanea AT EFFE.PI. Orientamento 2015-18, individuata dalla Regione e composta da enti di formazione professionale accreditati.

Edilizia scolastica. Inaugurata una nuova scuola in provincia di Savona

News da Orizzonte Scuola - 4 ore 59 min fa

L’intervento è durato cinque anni ed è stato finanziato per oltre la metà della spesa dalla Regione. Il nuovo complesso, già in funzione, dispone di 800 metri quadri, quattro aule, una sala mensa e una cucina, ambienti ludici interni ed esterni, spazi amministrativi e tecnici adeguati alle esigenze di una scuola comprensoriale. Il costo totale è stato di 1.467.000 euro di cui 1.218.000 euro per la realizzazione dell’edificio, 223.000 per la realizzazione delle aree esterne e 36.000 per completare gli arredi e gli allestimenti. L’edificio è stato inizialmente finanziato con i fondi europei della programmazione 2007/2013 e con un contributo regionale di 600mila euro. Per il completamento dell’opera e l’abbattimento delle barriere architettoniche erano necessarie ulteriori risorse che sono state finanziate con un mutuo BEI (Banca Europea degli investimenti, fondi statali) a dicembre 2015. Il costo complessivo di questo ulteriore intervento è stato di 256mila euro, di cui circa 205mila stanziati dalla Regione Liguria.

Nel dettaglio, il completamento realizzato in un anno (da dicembre 2015 a dicembre 2016) ha riguardato le opere esterne (parcheggi, muri di recinzione, cancelli e altro), l’ampio terrazzo esterno al primo piano e l’adeguamento alle norme sulle barriere architettoniche per ottenere il requisito di piena accessibilità per tutta la struttura.

“Opere come queste – ha sottolineato l’assessore regionale all’Urbanistica, Marco Scajola -sono necessarie e urgenti per il nostro territorio: l’ottanta per cento delle scuole liguri sono state costruite prima del 1974, vanno rinnovate e adeguate alle normative antisismiche”.

In 10 anni nella scuola l’11% in più di stipendio, a Palazzo Chigi il 45%

News da Orizzonte Scuola - 5 ore 26 min fa

I colleghi che lavorano alla presidenza del Consiglio dei ministri hanno visto aumentare gli assegni del 45% e il personale diplomatico del 37%.

I dati sono contenuti nelle tabelle della Ragioneria generale dello Stato, che effettua le rilevazioni sul conto annuale del pubblico impiego, del 2005-2015.

Nel comparto della scuola, bisogna sottolineare che al suo interno si rilevano forti differenze tra i dirigenti, che nel 2015 percepiscono una retribuzione di 58.174 euro, e gli insegnanti, che arrivano a quota 29.842 euro (gli incrementi sono stati rispettivamente del 6,3% e dell’11,6%). Lo stipendio medio dei docenti, dal 2005 al 2015, è aumentato poco più di 200 euro; dividendo ulteriormente la cifra in 10 anni si ottiene un incremento di 20 euro.

Cala del 5% il numero degli studenti che tentano la fortuna al gioco

News da Orizzonte Scuola - 5 ore 40 min fa

L’indagine ha coinvolto un ampio campione di scuole secondarie di secondo grado italiane e ha visto la partecipazione di oltre 11.000 ragazzi dai 14 ai 19 anni. I dati indicano che il numero di giocatori è in leggero calo (-4.6%): nel corso del 2016 il 49% dei giovani studenti italiani ha tentato la fortuna almeno una volta: si tratta di circa 1.240.000 di ragazzi (erano 1.300.000 nell’anno scolastico precedente). In Emilia Romagna l’interesse è più basso con una quota di giocatori che scende al 44% dato che riflette come la propensione al gioco sia superiore nelle regioni centrali (54%) e al Sud (53%).

Molti giovani (il 21%) iniziano a giocare per curiosità o per caso (20%); altri per semplice divertimento (18%), per il fatto che amici e familiari giochino (11%), o per la speranza di vincere una somma di denaro (11%). Dopo aver sfidato la sorte almeno una volta i giovani tendono a pensare che il gioco d’azzardo sia soprattutto una perdita di denaro (lo pensa il 32% degli studenti tra i 14 e i 19 anni). Nella classifica dei giochi più popolari tra i giovani si riconfermano ai primi due posti il Gratta & Vinci (provato dal 35% degli studenti) e le scommesse sportive in agenzia (23%), mentre al terzo posto subentrano le scommesse sportive online (13%), seguite dai concorsi a pronostico a base sportiva come Totocalcio, Totip, Totogol (12%).

Rispetto alla precedente rilevazione è da sottolineare come i giochi “tradizionali” (Superenalotto e Lotto) hanno fatto registrare una perdita di appeal a favore dei giochi a tema sportivo e online. Secondo l’indagine Nomisma la maggior parte dei giovani (27% sul totale) ha giocato a 1-2 tipologie di gioco durante il 2016; l’11% ne ha sperimentati tre o quattro e un ulteriore 11% ha partecipato ad almeno 5 tipologie di gioco, dato che denota una ricorsività alquanto preoccupante. Il 17% degli studenti delle scuole secondarie superiori è frequent player, ha giocato una volta a settimana o anche più spesso.

Tuttavia il gioco è per lo più un passatempo occasionale e ha un impatto limitato sulla vita quotidiana: l’11% degli studenti gioca con cadenza mensile, un altro 21% più raramente. Per il 72% dei giocatori la spesa media settimanale in giochi è inferiore a 3 euro e il 62% degli studenti (il 42% di chi gioca) non spenderebbe nulla in giochi davanti a un’inaspettata disponibilità di 100 euro.

La quota di ragazzi con approccio problematico al gioco è del 5%: per questo target, il gioco d’azzardo si traduce in disagi psico-emotivi o relazionali. Un ulteriore 9% degli studenti, inoltre, è etichettato come ‘a rischio’, ovvero manifesta i primi potenziali segnali di rischio di approccio problematico al gioco, mentre il 33% degli studenti, pur giocando, non evidenzia alcun segnale problematico, ponendosi con un approccio positivo al gioco.

Diritti a scuola. Duemila vi lavorano ma si cercano ancora docenti e ATA per 209 progetti finanziati

News da Orizzonte Scuola - 6 ore 5 min fa

Sono 209 i progetti finanziati per 29 milioni e 998 mila euro, oltre 12 milioni di euro solo in provincia di Bari, dove i progetti attivati sono 86, di cui 23 in via sperimentale nelle scuole dell’infanzia.

I progetti regionali “Das” hanno l’obiettivo di recuperare alunni in difficoltà e con carenze formative che fa anche bene alla società perché a lavorare per un intero anno scolastico, con una sede fissa e uno stipendio, sono i docenti e ata precari inseriti nelle graduatorie residuali delle gae, e a seguire, per scorrimento, i precari delle seconde e terze fasce d’istituto.

Quest’anno i Das saranno spalmati su tutti gli ordini di scuola, infanzia compresa, e saranno attivati per tutte le discipline.

Cangemi (PCI): deleghe del governo, il Jobs act a scuola

News da Orizzonte Scuola - 6 ore 19 min fa

“Le nuove generazioni dei docenti avranno meno diritti, saranno esposti al volere discrezionale dei dirigenti, saranno costretti ad un umiliante, lungo e sottopagato apprendistato. Il jobs act entra, così, nella scuola e nel pubblico impiego, a vele spiegate.

Le scuole private conquistano un potere di ricatto (e di corruzione) come canale di accesso all’insegnamento, in soprannumero rispetto ai vincitori di concorso.

Queste gravissime misure sul reclutamento avrebbero drammatiche conseguenze su tutti gli insegnanti e sull’intera scuola pubblica, provocando definitivamente la frantumazione e la subordinazione della funzione docente”. -ha continuato Cangemi

“Facciamo appello ad una immediata mobilitazione del mondo della scuola per fermare questi vergognosi decreti e per chiudere finalmente il triste capitolo della buonascuola”. Ha concluso Cangemi.

Formazione neoimmessi e tutor. Le date dei corsi Anief in Calabria

News da Orizzonte Scuola - 6 ore 27 min fa

Detti incontri hanno l’obiettivo di fornire ai docenti di nuova assunzione, gli strumenti utili per muoversi nel loro anno di prova con conoscenza della normativa, soprattutto alla luce delle molteplici novità.

I Seminari di formazione, tenuti dal prof. Stefano Cavallini, Presidente Regionale Anief Campania,  Coordinatore RSU Area Sud Italia, membro del Direttivo ANIEF, verteranno su alcune tematiche basilari, tra cui:

-Stato giuridico del docente neoassunto,

-Ricostruzione di carriera,

-Titolarità triennale su scuola assegnata ed eventuale mobilità,

-Organico dell’autonomia e di potenziamento, quali le differenze,

-Formazione e anno di prova – il Bilancio delle competenze.

L’Anief ha previsto di svolgere i suddetti incontri provinciali:

Reggio Calabria: 30 gennaio 2017 dalle ore 15.00 alle 18.00 presso l’ITE “R.Piria”, via Piria 2, Reggio Calabria;

Crotone: 31 gennaio 2017 dalle ore 15.00 alle 18.30 presso l’IIS “M. Ciliberto-A. Lucifero”, via G. Carducci, Crotone;

Catanzaro: 1 febbraio 2017 dalle ore 14.30 alle 17.00 presso il Liceo Classico “P. Galluppi”, via A. De Gasperi 76, Catanzaro;

Cosenza: 2 febbraio 2017 dalle ore 15.00 alle 18.00, la sede verrà comunicata a breve;

Vibo Valentia: in programmazione.

Tutte le locandine e i modelli di permesso retribuito per formazione secondo l’art. 64 comma 5 del C.C.N.L. vigente sono scaricabili dal link:

http://www.anief.org/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=359&Itemid=1136

Partecipando ai seminari potrai ottenere 6 CFU spendibili all’interno del master di primo livello in “Legislazione scolastica e metodologie didattiche” tenuto dal prof. Marcello Pacifico.

Si ricorda che i seminari, svolti da Anief ente formativo qualificato per la formazione del personale della Scuola ai sensi della direttiva n. 90/2003, sono completamente gratuiti e al termine della sessione si rilascerà regolare attestato utile per documentare la formazione obbligatoria e continua dei docenti secondo il comma 124 della Legge 107/15.

Invitiamo a stampare le locandine e ad affiggerle nella bacheca delle proprie istituzioni scolastiche per favorire la massima diffusione e partecipazione. Vista la gratuità del seminario vi invitiamo a diffondere l’iniziativa nelle vostre scuole e tra le vostre conoscenze

Concorso per studenti. Huawei lancia la quarta edizione di Seeds for the Future

News da Orizzonte Scuola - 6 ore 33 min fa

Il progetto, che rientra nel quadro di iniziative messe in campo da Huawei per la valorizzazione dei giovani talenti italiani e la creazione di opportunità di incontro fra mondo del lavoro e università, si colloca all’interno dei piani di investimento in innovazione dell’azienda che da anni destina tra il 10% e il 15% del proprio fatturato globale alla Ricerca e Sviluppo, raggiungendo nel 2015 i 9,2 miliardi di dollari.

Il prossimo marzo, grazie all’accordo sottoscritto nel giugno 2015 con il MIUR e il MISE, 10 fra i migliori laureandi italiani, con un percorso di studio focalizzato su tecnologia e innovazione, partiranno per un soggiorno di due settimane presso le sedi di Huawei in Cina dove verrà loro offerto un ampio portafoglio di programmi di formazione: lezioni in classe, esercitazioni pratiche, formazione multimediale e simulazioni di problem solving. Al rientro in Italia gli studenti parteciperanno a ulteriori attività di approfondimento sui temi affrontati nel corso del tirocinio e avranno l’opportunità di sostenere un colloquio conoscitivo con il dipartimento Risorse Umane di Huawei Italia.

Sul sito www.seedsforthefuture.it dedicato all’iniziativa saranno pubblicati i profili degli studenti selezionati che durante il loro soggiorno in Cina potranno condividere i momenti più belli della loro esperienza. Tutte le news saranno disponibili in home page e sull’account Twitter @HuaweiItalia.

Per inoltrare la propria candidatura: http://www.seedsforthefuture.it/invio-candidatura/

Per ulteriori informazioni: www.seedsforthefuture.it

Decreti riforma in Commissione, si comincia da sostegno e riforma 0-6. Giovedì 26 audizione Ministro Fedeli su programma Ministero

News da Orizzonte Scuola - 7 ore 18 min fa

Domani all’ordine del giorno il provvedimento sull’inclusione scolastica degli studenti con disabilità e il decreto sul sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni.

Si prosegue con i decreti relativi alla revisione dei percorsi dell’istruzione professionale e al diritto allo studio.

Il lavoro delle commissioni andrà avanti per tutta la settimana con l’esame degli altri decreti legislativi (reclutamento e formazione degli insegnanti, valutazione degli studenti ed esami di Stato, scuole italiane all’estero, ecc….).

Giovedì, 26 gennaio, in agenda c’è l’audizione della Ministra dell’istruzione, Valeria Fedeli, sulle linee programmatiche del suo dicastero e prendono il via anche le audizioni informali delle categorie interessate all’attuazione della Buona scuola.

Riforma, dalla formazione e reclutamento al sostegno. I testi dei decreti in parlamento

Graduatorie ad esaurimento, illegittima la IV fascia. Anief: adesso i ruoli mancati

News da Orizzonte Scuola - 7 ore 27 min fa

Il TAR Lazio, infatti, rileva come, una volta acquisito il requisito di ammissione nelle Graduatorie d’interesse, “l’unico criterio di graduazione è quello che discende dalla valutazione dei titoli al fine di individuare i più capaci e meritevoli, non essendo il momento di conseguimento dei requisiti di ammissione utile a individuare i soggetti più capaci e meritevoli”.

La schiacciante vittoria Anief è sancita da una sentenza esemplare che ribadisce come “i requisiti per accedere all’insegnamento sono costituiti soltanto dal titolo di studio specificatamente richiesto e dal titolo di abilitazione allo specifico insegnamento, avendo il possesso di ogni altro titolo soltanto valore al fine di determinare il maggiore o minor merito, è evidente che la collocazione dei soggetti, che hanno conseguito i requisiti di accesso successivamente, in posizione comunque deteriore, quali che siano i titoli valutati, rispetto ai soggetti che li hanno conseguito precedentemente, viola il principio costituzionale che garantisce l’accesso ai pubblici uffici a tutti coloro che ne hanno titolo, indipendentemente dal momento in cui l’hanno conseguito”. Di conseguenza, dunque, pienamente accolti i motivi mirabilmente patrocinati dai legali Anief con la specifica che “non si poteva distinguere la graduatoria in fasce e non potevano porsi in posizione deteriore soggetti aventi maggior punteggio rispetto a soggetti che con un punteggio inferiore sono stati collocati in fasce precedenti, sia perché non è disposto dalla L. 124/99, che così viene ad essere violata, sia perché in contrasto con i principi costituzionali di cui all’art. 3 comma 1° (eguaglianza), 97, comma 1° (imparzialità della P.A.) e 51 comma 1° (accesso agli uffici pubblici in condizioni di eguaglianza) della Costituzione”.

Ancora una volta, dunque, l’Anief ottiene piena ragione in Tribunale e ottiene la prima sentenza che riconosce l’illegittimità dell’operato del MIUR quando, fin dal 2014, ha voluto collocare “in coda”, nella cosiddetta “fascia aggiuntiva” delle GaE, i lavoratori precari della scuola senza alcun rispetto per il loro diritto a essere inseriti in Graduatoria in base all’unico vero principio rilevante: il loro merito e il punteggio acquisito in anni di servizio. “Non avevamo dubbi – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – la IV fascia, così come intesa dal MIUR, non poteva rispettare i canoni costituzionali. Ora procederemo a ricorsi per quanti hanno mancato l’immissione in ruolo a causa dell’illegittima collocazione in IV fascia”.

Nei giorni dell’open day va in scena il Liceo Meravigliao. Lettera

News da Orizzonte Scuola - 10 ore 3 min fa

Il Liceo Meravigliao è quello che, in questi giorni di open-day, professori – trasformati dagli “impresari scolastici” in adescatori didattici – prospettano a orde di studenti da soggiogare e genitori da abbindolare. Il clima è giocoso, si dà ad intendere ciò che non sarà mai.

Sembra di sentire una sorta di New Didatic Elastic Orchestra che canta: ma la scuola, ma la scuola, ma la scuola no! In laboratori mai visti prima si improvvisano sketch di fisica, chimica, scrittura creativa, pittura e ogni altra meraviglia.

Quelli della notte sta ad Alto Gradimento, come quelli di questo o quel liceo stanno alla cosiddetta Buona scuola. I primi facevano la parodia ai salotti televisivi di moda negli anni ottanta, a quei vacui contenitori di chiacchiere senza costrutto in cui un maldestro assortimento di personaggi diceva la loro, a ruota libera, su qualunque argomento, giusto per.

La seconda, invece, è la parodia della scuola, quella che non c’è più. Il tutto riformato, è propinato da variopinte brochure patinate dove impunemente si fa pubblicità ingannevole, dove si millantano eccellenza che non ci sono, coerenza e qualità che non si vuole, promozione culturale e formativa che è solo promozione a buon mercato.

Ma la scuola no! è il manifesto inconfessabile. Qui i D.S., come l’Arbore dell’85, non tollerano nulla di predeterminato ma, anzi, premiano chi procede a braccio, improvvisa continuamente e anima un dibattito il più possibile sconclusionato. L’importante è lo share.

Qui si fanno esibire insegnanti giullari come artisti esordienti, scelti tra coloro che inviano un demo a dei D.S. che s’atteggiano a impresari capaci di individuare talent-scout già dalla prima comparsata in cattedra. Purché belli, accondiscendenti e ossequiosi al direttore di questa invereconda band chiamata Buona Scuola che sembra intonare il celebre motivo Indietro tutta! Perché, parafrasando il meno siamo meglio stiamo dello showman foggiano, si ottiene in meno istruiamo più governiamo dello show business renziano.

Gianfranco Pignatelli

Reti d’ambito: nonostante la non obbligatorietà sono state costituite e scelte le scuole capofila, ma non si sa bene cosa faranno

News da Orizzonte Scuola - 10 ore 15 min fa

“Gli uffici scolastici regionali promuovono, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la costituzione di reti tra istituzioni scolastiche del medesimo ambito territoriale. Le reti, costituite entro il 30 giugno 2016, sono finalizzate alla valorizzazione delle risorse professionali, alla gestione comune di funzioni e di attività amministrative, nonché alla realizzazione di progetti o di iniziative didattiche, educative, sportive o culturali di interesse territoriale, da definire sulla base di accordi tra autonomie scolastiche di un medesimo ambito territoriale, definiti accordi di rete”.

Questo assioma, quindi, presume che

  • non esistono reti di ambito ma solo reti all’interno di uno stesso ambito territoriale,
  • le reti all’interno di uno stesso ambito territoriale altro non sono che le tradizionali reti di “fine” o di “scopo” previste e normate dall’art. 7 del Regolamento dell’autonomia scolastica, il DPR 275/99 , che prevede la delibera da parte del Consiglio di Istituto e, nel caso si tocchino aspetti didattici, la delibera anche da parte del Collegio dei Docenti.

Di difficile deduzione nell’assioma è la maniera in cui gli UUSSRR avrebbero potuto “promuovere” la costituzione di queste reti.
Quale tesi per un possibile teorema sulla “promozione”? Ad esempio, la tesi che i Direttori degli UUSSRR avrebbero potuto inviare alle scuole della propria regione una circolare per sensibilizzare i Dirigenti scolastici a confrontarsi con i propri colleghi sui punti di forza e di debolezza analizzati nei RAV (Rapporti di AutoValutazione) e sulle relative azioni descritte nei PdM (Piani di Miglioramento) delle proprie scuole per concordare strategie e quindi creare reti al fine di una realizzazione più certa, più efficace e più immediatata degli obiettivi comuni.
Ma cosi non è stato! Il MIUR ha dettato agli UUSSRR un altro teorema, con la tesi descritta nella nota 2151 del 7 giugno 2016 che trasmette le Linee guida in cui

  • le reti di uno stesso ambito territoriale del comma 70 della legge 107 diventano “la rete di ambito”, una sola rete che riunisce stabilmente tutte le scuole statali dell’ambito territoriale comprese le scuole paritarie,
  • le reti di uno stesso ambito territoriale del comma 70 della legge 107 diventano anche reti di scopo, che si costituiscono spontaneamente tra le scuole, anche al di fuori dell’ambito territoriale.

Una teorema alquanto bizzarro se si parte dall’assioma definito nel comma 70 della legge 107!
Un teorema che definisce una rete di ambito non prevista da alcuna legge né dal alcun regolamento ma da una semplice nota di un Capo Dipartimento del MIUR.
Gli UUSSRR, con il tipico spirito di sacrificio della nostra categoria, una specie di servitù che ci rende timidi di fronte all’istanza gerarchica (i Docenti nei confronti dei Dirigenti e i Dirigenti nei confronti del Ministro), attuano, senza batter ciglio, le direttive della nota ministeriale allertando immediatamente gli Uffici scolastici territoriali affinché programmino, con i Dirigenti scolastici delle scuole degli ambiti di loro competenza, incontri finalizzati alla sottoscrizione dell’Accordo di “Rete di ambito”, secondo il modello proposto in allegato alla nota ministeriale.

Tempi concitati e inopportuni per le scuole (scadenza il 30 giugno!!!) in una fase dell’anno scolastico notoriamente densa di impegni (scrutini, esami) e che non permettono ad alunni, genitori, Docenti e Dirigenti di riflettere su queste nuove prospettive di governance delle autonomie scolastiche descritte nelle Linee guida.

Pertanto le OO.SS. FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal, in data 14 giugno 2016, inviano al Capo Dipartimento Istruzione del MIUR, dott.ssa Rosa DE PASQUALE, la richiesta di un incontro urgente sul tema.
In data 15 giugno 2016, il Capo Dipartimento Istruzione, la dott.ssa Rosa DE PASQUALE, resasi conto dell’assurda pretesa, invia una comunicazione agli UUSSRR chiarendo che il termine del 30 giugno 2016 per la costituzione delle reti non è perentorio ma semplicemente ordinatorio.

Intanto, in data 21 giugno 2016, si tiene l’incontro al MIUR con le OO.SS. e, in quella sede, la dott.ssa DE PASQUALE chiarisce che le Linee guida vanno considerate semplicemente come un contributo elaborato da un gruppo di lavoro ministeriale, che tale resta e come tale può o non può essere utilizzato. Di ciò avrebbe dato, quanto prima, precisazioni  alle Istituzioni scolastiche con apposita Nota ministeriale.
I sindacati pubblicano un comunicato unitario sull’esito dell’incontro esplicitando che:

  1. nella stessa legge 107/2015, art 1, comma 70, non è prevista la costituzione delle Reti di Ambito ma solo la costituzione di Reti di scopo tra le scuole del medesimo ambito,
  2. l’adesione delle istituzioni scolastiche alle reti è nella piena facoltà delle singole istituzioni scolastiche che possono ben decidere di non farne parte,
  3. gli Uffici Scolastici Regionali hanno solo il compito di promuovere reti di scuole ma senza forzature di tempi e senza obbligo di adesione da parte delle istituzioni scolastiche.

Su disposizione degli UUSSRR, quindi, gli Uffici scolastici territoriali bloccano tutte le iniziative promosse e vengono rimandati in data da destinarsi i già programmati incontri dei Dirigenti scolastici (vedi nota dell’UST Brindisi del 21 giugno 2016 ).
Però, la nota di chiarimento alle scuole da parte del Capo Dipartimento non c’è mai stata (o il sottoscritto non ne è a conoscenza). C’è stata invece la nota 2915 del 15 settembre 2016 in cui il Capo Dipartimento Istruzione, dott.ssa DE PASQUALE, nel dare le prime indicazioni per la progettazione delle attività di formazione destinate al personale scolastico, sollecita la “costituzione di reti (commi da 70 a 72) finalizzate anche alla realizzazione dei piani di formazione per il personale scolastico e … alla valorizzazione delle risorse professionali, alla gestione comune di funzioni e di attività amministrative … “. Cita la sua nota 2151 del 7 giugno 2016 in cui sono indicate “le modalità per la costruzione delle reti di ambito e di scopo, fornendo i modelli esemplificativi anche per la definizione dei relativi accordi”.

Gli UUSSRR si mobilitano nuovamente e, entro il mese di ottobre 2016, attraverso conferenze di servizio, obbligano i Dirigenti scolastici a costituire le reti di ambito e di indicarne la scuola capofila ( vedi nota USR Puglia ).

Ma i sindacati non ci stanno e, in data 24 ottobre 2016, inviano  nuovamente una lettera al Capo Dipartimento dott.ssa DE PASQUALE richiedendo un incontro.
L’incontro si tiene in data 24 novembre 2016 e il Capo Dipartimento dott.ssa Rosa DE PASQUALE chiarisce nuovamente che:

  • le reti non sono un obbligo, ma un’opportunità,
  • più volte questa evidenza è stata trasferita ai direttori degli UU.SS.RR anche in conferenze di servizio,
  • nella nota di assegnazione fondi per la formazione verrà ribadito il dato di fatto che non vi è obbligatorietà alcuna né della costituzione delle reti di ambito né della partecipazione delle scuole autonome a dette reti.

Ma queste famigerate reti d’ambito, nonostante la non obbligatorietà di partecipazione delle scuole, sono state costituite e sono state scelte anche le scuole capofila che gestiranno in questi tre prossimi anni la formazione del personale scolastico. Poi non si sa bene che cosa faranno visto le numerose finalità di carattere didattico contenute nel comma 7 della legge 107 a cui fa riferimento il modello ministeriale di accordo di rete (per cui ci sarebbe voluta anche la delibera del Collegio dei Docenti) e le finalità di carattere amministrativo contenute nel comma 72 che prevedono un trasferimento di competenze dagli Uffici territoriali (e forse anche regionali) alle scuole.

Queste criticità e l’ostinata reticenza del MIUR inducono, ancora una volta, le OO.SS. a inviare, in data 17 gennaio 2017, al Capo Dipartimento Istruzione del MIUR, una lettera di richiesta di un incontro in cui viene sottolineata l’inadempienza del MIUR rispetto agli impegni presi.

A questo punto sorge spontanea una domanda: si riuscirà a ricucire queste vistose smagliature nelle reti d’ambito? Staremo a vedere!

Diplomati magistrale si inseriscono in GaE e ottengono ruolo. Anief: necessario riaprire le GaE

News da Orizzonte Scuola - 10 ore 46 min fa

La docente, peraltro in possesso di diritto al collocamento mirato con riserva del posto in base alla Legge 68/99, oltre ad aver subito per anni il “veto” del MIUR che la escludeva dalla possibilità di inserimento in GaE, si era vista, poi, anche negare la possibilità di partecipare al piano straordinario di immissioni in ruolo in quanto, pur se inserita in GaE, non aveva avuto modo di effettuare la compilazione online della domanda perché il MIUR l’aveva prioritariamente “esclusa” da tale possibilità.

Il Giudice del Lavoro, grazie al prezioso lavoro dei legali Anief che avevano preventivamente provveduto a far inviare per tempo alla docente una domanda cartacea sostitutiva per la partecipazione al piano di stabilizzazione, ha ristabilito la legalità dichiarando l’illegittimità dell’operato del MIUR e il pieno diritto della ricorrente all’immissione in ruolo nella prima provincia indicata nella domanda, avendo dimostrato l’avvenuta immissione in ruolo di candidati in possesso di minor punteggio e non destinatari di diritti alla c.d. “riserva del posto” per le categorie protette.

L’ordinanza, dunque, dichiara “che la parte ricorrente ha diritto ad essere convocata per le immissioni in ruolo disposte nell’anno scolastico 2015/2016 nella c.d. Fase C del piano di assunzione ex lege n. 107/2015 e che la stessa è utilmente collocata in graduatoria per ottenere l’assunzione a tempo indeterminato per la classe di concorso Scuola Primaria (EEEE) […] con decorrenza dall’1.9.2015” e impone al Ministero dell’Istruzione di adottare con tempestività tutti gli atti necessari al riconoscimento di tale diritto.

Il Tribunale del Lavoro di Rieti, grazie al magistrale lavoro posto in essere sul territorio dall’Avv. Salvatore Russo, si esprime in via definitiva sul diritto dei docenti in possesso di diploma magistrale abilitante e sancisce il loro inserimento proprio in quelle Graduatorie a Esaurimento da cui il Ministero dell’Istruzione ha, da sempre, pensato di poterli escludere. Con ben due sentenze di identico tenore, infatti, l’Anief segna un nuovo passo in avanti per l’ottenimento del riconoscimento del pieno diritto di questa particolare categoria di personale abilitato a poter accedere alle Graduatorie utili per il 50% delle immissioni in ruolo, con la condanna del Ministero dell’Istruzione a permettere ai docenti la produzione della domanda di inserimento in GaE e provvedere al loro inserimento con il corretto computo del servizio e dei titoli effettivamente posseduti.

L’Anief, ormai da anni, sostiene la necessità di un provvedimento che riapra le Graduatorie ai fini dell’inserimento di tutti i docenti in possesso di abilitazione in modo da poter permettere la partecipazione alle immissioni in ruolo sul 50% dei posti disponibili a tutti i lavoratori della scuola.

“Fino a che il Governo resterà sordo alle pressanti richieste di riaprire le GaE – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – che arrivano dal nostro sindacato in nome dei tanti precari che da anni consentono con il proprio contributo professionale il corretto svolgimento delle attività didattiche e che aspirano al loro giusto diritto ad accedere alla stabilizzazione della propria posizione lavorativa, l’Anief non si risparmierà e continuerà ad agire in tutte le sedi opportune per promuovere e tutelare i loro diritti, ormai da troppi anni negati”.

Pittoni (Lega): dopo fase transitoria per immettere in ruolo i precari, riproporremo reclutamento su base regionale

News da Orizzonte Scuola - 11 ore 5 min fa

Un ingorgo figlio della “cattiva scuola” di Renzi e del Pd, che proprio non vogliono saperne di imparare dai loro stessi errori». Lo afferma Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega.

«Entro metà marzo – spiega Pittoni – su troppe cose, e tutte insieme, dovranno esprimere il loro parere le commissioni Cultura e Bilancio di Camera e Senato, non senza aver prima ascoltato osservazioni e proposte di associazioni professionali, genitori, studenti, sindacati a rappresentanze varie della scuola. E prima dell’ok definitivo del Governo c’è pure, giustamente, il passaggio in Conferenza unificata (Stato, Regioni, Autonomie locali). Tempi impossibili in un settore dove gli errori si pagano cari, sia in termini umani che economici. E il Pd ne sa qualcosa, visto che con la “Buona scuola” di Renzi, ad esempio, il valzer delle cattedre è triplicato.

Nel 2016 250 mila insegnanti, quasi un terzo dell’intero corpo docente, si sono infatti spostati, mettendo in difficoltà 2 milioni e mezzo di studenti (meno continuità didattica si traduce in più fallimenti scolastici dei nostri ragazzi).

La situazione è particolarmente delicata nel sostegno: quest’anno il 43% degli alunni con disabilità ha già cambiato docente di sostegno (circa il 30% sono posti in deroga e incredibilmente irrisori sono i posti in organico di diritto).

Senza che alcuno si preoccupi del fatto che la discontinuità provoca ripercussioni gravi sulla crescita formativa ed educativa degli alunni con disabilità, specie di quelli affetti da sindrome dello spettro autistico e da disabilità intellettive, i quali necessitano di un arco di tempo più lungo per instaurare relazioni empatiche e di fiducia col docente e che presentano maggiore sensibilità a cambiamenti e stravolgimenti della routine.

Appena si creano le condizioni – annuncia Pittoni –, dopo la fase transitoria nella quale ci batteremo per stabilizzare (a partire dal sostegno) oltre agli insegnanti che sono nelle liste ad esaurimento, competenze ed esperienze presenti nelle graduatorie d’istituto, affronteremo alla radice il problema della discontinuità didattica riproponendo il reclutamento dei docenti su base regionale, che la scorsa legislatura ha raccolto interessanti aperture delle parti sociali (gli stipendi non consentono più di gestire trasferte di centinaia di chilometri da dove hai affetti e interessi) con, in particolare, la disponibilità ad approfondire il progetto dei vertici di Cisl, Uil, Snals e Gilda (la Cgil non si è espressa).

La proposta prevede candidati liberi di scegliere in quale regione eleggere il proprio “domicilio professionale” (norma europea già recepita dall’Italia), per poi confrontarsi alla pari con gli altri iscritti nella stessa regione. La “concorrenza” tra regioni (ispirata ai principi del federalismo) farebbe il resto, innescando – conclude Pittoni – un meccanismo virtuoso a vantaggio della qualità generale».

Ammissione agli esami media del 6 inclusa la condotta, più crediti e meno importanza agli esami

News da Orizzonte Scuola - 12 ore 26 min fa

Secondo le nuove regole, uno studente per poter accedere agli esami di stato dovrà avere la media del 6 (quindi non necessariamente 6 in tutte le materie), incluso il voto di condotta.

Inoltre dovrà aver frequentato almeno tre quarti del monte ore, aver partecipato alle attività di alternanza scuola lavoro, alle prove Invalsi (senza aver necessariamente raggiunto la sufficienza.

Inoltre, il credito scolastico potrà arrivare fino a 40 punti (attualmente sono 25), dando, quindi, una importanza rilevante considerando che ogni prova d’esame varrà 20 punti.

Un coro di NO a queste modifiche si sono levate dal mondo di FaceBook nella giornata di ieri.

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